
A cura di Dario Fiumanò tecnico abilitato Uefa C e Uefa B.
Lettera:
Caro Gianni,
In risposta a quanto hai recentemente dichiarato mi sento di dover fare delle precisazioni, in quanto giovane ormai non più giovane (33 anni).
Trovo ci siano molti errori in quello che tu hai dichiarato e provo a spiegarlo in breve.
Non se ne può più di sentire persone che appartengono ad un’altra generazione affermare cose del tipo “ai miei tempi si faceva così”, “ai miei tempi eravamo così” e così via. Volevo farti notare che siamo nel 2024 e non ai “tuoi tempi”, quindi devi accettare che non è come negli anni 50. Il calcio è uno sport fatto di persone che quindi subisce tutti i processi umani, i giovani sono cambiati, le società sono cambiate e anche il mondo è cambiato, ma soprattutto il calcio è cambiato e chi non riesce a vederlo potrebbe risultare ottuso.
Non servono persone che ragionano come 50 anni fa per spiegare ai giovani cosa fare, servono persone non per forza giovani, ma che abbiano accettato il fatto che le cose sono cambiate. Non servono i giovani ma idee giovani, quelle si. Da ciò che dici non si evince nulla di così attuale, quindi caro Gianni non sono un problema i tuoi 80 anni, ma semmai le tue idee.
Non possiamo più sopportare chi, con molta superbia, si affaccia in televisione per dire frasi del tipo: “ ai miei tempi i giocatori erano più tecnici”, “gente che giocava in serie C oggi farebbe una serie A ad occhi chiusi”, vi do una notizia, non siamo ai vostri tempi. Il calcio di oggi va a 2 o 3 velocità superiori a quelle di una volta, se ti va bene le squadre che ti giocano contro avranno studiato un 15 partite e sanno vita, morte e miracoli, dobbiamo dirlo, il calcio di oggi è molto più organizzato di quello dei “vostri tempi”. Quindi il punto è questo, quando parlate di tecnica, dovete capire che oggi la tecnica che voi ci mettevate per fare un passaggio il più delle volte non basta, perché quello stesso passaggio, oggi è fatto ad una velocità molto più elevata contro avversari molto più organizzati, in uno stato di stress fisico molto più alto (perché correndo di più si è più stanchi). Quindi chi si sente di essere giovane e moderno come Mick Jagger ma non riesce a cogliere queste differenze, ahimè caro Gianni non è poi così a passo con i tempi. Ripeto il calcio si è evoluto e bisognerebbe aggiornarsi, musicisti e astronauti continuano a studiare, anche le nuove teorie.
Chi non riesce a cogliere queste differenze dimostra solo di avere poco acume.
I ragazzi di oggi non sono quelli di una volta, bisogna prenderne atto e non andarci contro. Il mondo è cambiato mettetevelo in testa, le rivoluzioni partono quasi sempre dai giovani e SEMPRE da idee nuove.
Senza astio o cattiveria, ma con affetto, quello che noi giovani con un po’ di riverenza portiamo per chi come te è stata una leggenda del calcio.
Dichiarazioni di Gianni Rivera:
“Io l’ho detto a Gravina: sono a disposizione per fare il ct.
Per me l’età non esiste: Mick Jagger e Paul McCartney fanno ancora concerti, alla Casa Bianca c’è un signore che ha la mia età, un certo John Glenn a 77 anni è tornato sulla Luna, perché io non posso fare l’allenatore a 80?
Non è bello andare a cercare un allenatore che ti tocca pagare per liberarlo… E poi ci sono io disponibile, che costo meno.
Oggi vedo tutti gli allenatori che si agitano, urlano, io starei sempre seduto, come Liedholm che si è alzato dalla panchina solo una volta quando gli hanno tirato una pallonata.
Gli allenatori non danno indicazioni utili. Tutto cinema. Non è chiaro cosa sentano i calciatori che poi sanno già benissimo cosa fare, soprattutto mano a mano che si sviluppa la partita.
Cosa direi a un gruppo di ragazzi? La prima cosa che farei è proibire i telefonini negli spogliatoi.
Se potessero li porterebbero anche in campo, non è difficile, credo che capirebbero loro per primi il senso.
Basta parlarci con i ragazzi, loro ti seguono.
La prima cosa su cui insistere è la tecnica, è importante anche la preparazione atletica ma la tecnica viene prima. Certo non li farei giocare andando indietro, vedendo qualche squadra viene da pensare che abbiano cambiato le regole…”

