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  • Fare calcio CON passione e non PER passione.

    Fare calcio CON passione e non PER passione.

    A cura di Dario Fiumanò tecnico abilitato Uefa C e Uefa B.

    Ho smesso di allenare da qualche mese e ho avuto modo di fare alcune riflessioni.

    Ho visto da vicino i centri federali (senza specificare la regione) e ho avuto modo di parlare con 2 juniores regionali. Mi sono confrontato con uno staff di Promozione e ho fatto qualche giro tra i campi. Sono giunto alla conclusione che allena chi si accontenta…di poco.

    Provo a fare un pò di ordine e ci tengo a specificare che la mia vuole essere una critica/riflessione costruttiva sul sistema calcio e sull’idea che se non si alza il livello dal basso ( dilettanti e settori giovanili ) difficilmente si alzerà il livello ai vertici, secondo me le spinte partono dal basso.

    Sono stato contattato da 2 juniores regionali e in entrambe i casi credevo che l’impegno dei 3 allenamenti più trasferta a settimana fossero troppo impegnativi, soprattutto per chi lavora e ha famiglia, o meglio sono eccessivi se questo impegno non viene adeguatamente retribuito.

    Non per togliere poesia e romanticismo a questo magnifico sport, ma qui devo fare una riflessione meramente economica. Per allenare nei regionali serve un patentino che nel 2018 costava 728 euro. Tale patentino per mantenerlo attivo richiede un tesseramento annuale come una sorte di iscrizione all’albo, di 28 euro circa e una serie di corsi di aggiornamento per un ammontare di circa 150/180 euro l’anno (anche sui corsi ci tornerò).
    Tenendo conto che: nella migliore delle ipotesi un allenatore fa 15 minuti di macchina per recarsi al campo , che diventano 30 tra andata e ritorno, che un allenamento dura almeno 90 minuti, che al campo bisogna arrivare almeno 30 minuti prima e che i ragazzi ci mettono almeno altri 30 minuti a fare la doccia, potremmo dire che per ogni seduta di allenamento un allenatore impiega 3 ore della sua giornata, che per 3 sedute settimanali diventano 9 ore. Nei regionali le trasferte non sono proprio dietro l’angolo, e spesso tra andata e ritorno se va bene va via 1 ora e 30 minuti, al campo si arriva 60 minuti prima, la partita dure 90 minuti per un totale di 4 ore che con l’intervallo, il recupero e la doccia diventano 5. Se provassimo a ipotizzare queste ore distribuite in un mese composto da 4 settimane avremmo un impiego mensile di 56 ore.

    Adesso se una società dovesse dire a qualunque allenatore qualificato che non può andare oltre i 250 euro di rimborso, tenendo conto che per fare tutti i giri sopra indicati vanno via almeno un centinaio di euro in carburante, vuol dire che sta richiedendo le tue competenze per circa 2,5 euro l’ora.

    Senza voler fare i conti in tasca a nessuno, ma è chiaro che se io rifiuto di allenare a queste condizioni la persona che deciderà di allenare al mio posto, non sarà per forza più brava o preparata. Nasce da questo ragionamento la mia frase “allena chi si accontenta…di poco”

    So di molti istruttori o allenatori che allenano gratis o come amano dire “per passione” ma capite bene che non sempre la passione basta per svolgere bene questo compito. Molte società dovendo scegliere tra chi allena gratuitamente e chi richiede un compenso fa una scelta economica, risparmiare vuol dire maggior profitto, ma maggior profitto non si traduce in un lavoro migliore. Quindi, siete sicuri che il problema nel calcio di oggi sono i ragazzi?

  • I 2 settori

    I 2 settori

    A cura di dario Fiumanò tecnico abilitato Uefa C e Uefa B.

    1. Obiettivo-Principio:
    2. Disposizioni generali:
    3. Regole
    4. Aspetti tattici

    Obiettivo-Principio:

    La gestione delle transizioni nel calcio è fondamentale. Questa esercitazione cerca di riproporla molte volte durante la stagione in modo da abituare i calciatori a gestire meglio tale situazione di gioco. Quando parliamo di transizioni parliamo di quel momento in cui il pallone passa dalla disponibilità di una squadra all’altra, ovviamente se perdiamo il possesso della palla parliamo di transizione negativa, se recuperiamo palla parleremo di transizione positiva. In entrambe le situazioni saper reagire e gestire il momento è fondamentale.

    Disposizioni generali:

    In un campo diviso in 2 settori come in figura (circa 22m x 18m ) disponiamo 2 squadre da 4 giocatori ciascuna. Il numero dei giocatori, lo spazio di gioco e la durata dell’esercizio può essere regolata in base alle esigenze dell’allenatore. Ricordiamoci che riducendo gli spazi andiamo a lavorare maggiormente sulla forza.

    Regole

    La regola è molto semplice, una squadra mantiene il possesso del pallone in superiorità numerica con un 4 contro 2, se i 2 avversari riescono a recuperare palla, devono servire i 2 compagni disposti nella metà del campo opposta e ricreare un nuovo 4 contro 2 ma a squadre invertite.

    Aspetti tattici

    Un aspetto da non tralasciare è la capacità di richiamare nei nostri calciatori l’aggressività nel recupero palla. Se è vero che nel calcio di oggi il numero di goal a seguito di un recupero palla supera i goal a seguito di un azione manovrata, risulta importante riuscire ad imprimere nei propri calciatori la propensione a reagire nel minor tempo possibile alla perdita del pallone. Ovviamente allo stesso modo risulta fondamentale riuscire a migliorare la loro capacità di gestire il pressing avversario proprio per evitare di esporsi ai rischi appena citati.

    Anche se non vi è un evidenza scientifica, un ulteriore aspetto puramente mentale che viene allenato è quello della cosiddetta “cattiveria agonistica”, questo tipo di esercitazione dovrebbe, se svolto ad una grande intensità riuscire a stimolare anche questo aspetto caratteriale.

  • Il Mantova di Davide Possanzini

    Il Mantova di Davide Possanzini

    Parlare di Davide Possanzini senza farmi condizionare dal suo passato alla Reggina sarà difficile…ma ci proverò.

    Davide Possanzini con la maglia della Reggina.

    Per parlare di Possanzini allenatore, però, è doveroso fare un passo indietro e spiegare brevemente chi era Possazini giocatore.

    Nel 1998/99 è stato uno dei principali “responsabili” della prima storica promozione in A della Reggina, dove si mise in evidenza come dribblatore seriale, dallo scatto bruciante, col guizzo tipico dei brasiliani, tanto da meritarsi il coro “Nella Reggina c’è – un giocatore che – Dribbla come Pelè – Possanzini alè alè”.

    Nella stagione 1999/2000 realizza il goal (e che goal) che regala la prima storica vittoria in serie A della Reggina: Pirlo per Possanzini ed è già nostalgia.
    Goal al minuto 02:00 del video.

    Goal di Possanzini nella prima storica vittoria della Reggina in serie A.

    Nella stessa stagione realizza al San Siro quello che lui definisce il GOAL preferito della sua carriera (Anche qui Pirlo per Possanzini).
    Goal al minuto 02:12 del video.

    Goal di Possanzini al San Siro.

    Dovrei fare un articolo a parte per spiegare quanto Possanzini abbia lasciato il segno a Reggio Calabria, ma in fondo all’articolo vi lascerò un link per andare a riguardare la cavalcata della Reggina dalla B alla A realizzata dall’ amico Aldo Antonio Fiorenza venuto a mancare qualche anno fa.

    Per tutti gli amanti del calcio allenato questa è la stagione di Thiago Motta in serie A, Vincenzo Vivarini in serie B e Davide Possanzini in Lega Pro.

    Non sempre si riesce a seguire con curiosità la Lega Pro se non si è tifosi di una delle squadre dei gironi per i ritmi non altissimi e il bel gioco che latita. Davide Possanzini però, come già accadde per il Foggia di De Zerbi di cui lui è stato vice allenatore, è riuscito nell’intento di portare il bel gioco anche in Lega Pro. La sua squadra si schiera con quello che potremmo definire un 14231 o 1433.

    Dati di Wyscout. Moduli schierati.

    Potremmo appunto, ma il condizionale è d’obbligo, parlare di moduli sarebbe molto limitante: come  vedremo in quest’analisi il calcio del Mantova è molto fluido con la difesa a 4 che soprattutto in fase di impostazione si sposta a 3

    Formazione tipo:

    In porta troviamo Marco Festa. Il terzino destro, Nicolò Radaelli si alza diventando un esterno offensivo (ben 5 goal su azione) con Erik Panizzi terzino opposto che invece stringe dentro il campo per formare assieme a Fabrizio Brignani e Alex Redolfi una sorte di difesa a 3. Lo possiamo vedere dall’immagine che segue:

    Dati Wyscout. Trend posizioni in campo.

    A centrocampo troviamo, invece, Salvatore Burrai e Mattia Muroni alle spalle del trequartista Simone Trimboli. In realtà, il triangolo di centrocampo ruota spesso e va a perdere il vertice alto/trequartista con Burrai, che si abbassa in regia e va a formare così un triangolo con il vertice basso, mentre Trimboli si abbassa leggermente aprendosi come una vera e propria mezzala.
    In avanti, invece,  il trio è composto da Antonio Fiori largo a sinistra, Francesco Galuppini “largo” a destra e Davis Mensah, che svolge il ruolo di punta.
    Da notare come in realtà Galuppini staziona per lo più dentro al campo (haf-space di destra),  lasciando la corsia di destra a Radaelli, mentre Trimboli dal centrocampo tende ad alzarsi alle spalle della punta in una posizione più aperta nell’half-space di sinistra, molto vicina allo stesso Galuppini, con Fiori che rimane molto largo.
    Questa è la caratteristica che preferisco di questo Mantova: schierandosi così riesce ad avere tutti i vantaggi del 13421 di Gasperiniana memoria (immaginiamo Gomez e Ilicic ad agire negli half-space dietro a Zapata, con Hetabour e Gonsens a garantire l’ampiezza), ma riesce ad avere anche i vantaggi del centrocampo a 3 col vertice basso. In pratica riesce ad avere un sovrannumero in fase di impostazione/costruzione e un sovrannumero in fase di rifinitura.

    Come costruisce:

    Nel video che segue possiamo vedere una soluzione interessante, col difensore centrale di destra che si allarga, facendo alzare il terzino e il portiere a prendere il suo posto in una sorte di difesa a 4 da destra a sinistra composta da: Dif. Centrale di destra a fare il terzino di destra, portiere a fare il centrale di destra, centrale di sinistra al suo posto e terzino sinistro al suo posto. In generale è una squadra che ama prendersi dei rischi per attirare gli avversari nella propria metà campo, per poi attaccare lo spazio venutosi a creare con grande velocità.

    Una delle soluzioni che ho trovato interessanti.

    Il prossimo video è un esempio di quanto detto prima sulle rotazioni del centrocampo. Il Mantova effettua rotazioni continue che cercano di destrutture la squadra avversaria. Infatti diventa molto complicato trovare una strategia nella pressione come, per esempio, codificare le varie uscite in pressione in quanto i riferimenti cambiano spesso posizione in campo.

    Rotazioni centrocampo.

    Sul centrocampo va fatto un piccolo appunto. L’appunto si chiama Salvatore Burrai, vero metronomo del centrocampo con grande capacità di alternare passaggio corto a lancio lunga con estrema precisione. Anche qui 2 statistiche che ci aiutano a capire meglio il profilo del calciatore.

    Dati Wyscout. Classifica per passaggi verso la trequarti.
    Dati Wyscout. Classifica per passaggi progressivi.

    Burrai ha realizzato 4 goal di cui uno direttamente da corner e svariati assist. A lui venivano affidati tutti i corner e le punizioni dalla trequarti. Per inciso, di goal su palla inattivi ne sono stati segnati parecchi ma lo vedremo più avanti. Di seguito una piccola clip con alcune delle sue giocate.

    Alcune giocate di Salvatore Burrai.
    Dati Wyscout. Classifica media numero di passaggi.

    Anche in questa statistica Burrai è tra i primi, ma questa immagine mi aiuta a fare una riflessione. Solitamente nelle squadre che applicano un grande possesso palla troviamo i centrali di difesa ai primi posti per numero di passaggi effettuati. Qui al primo posto, invece, troviamo Burrai. Altro dato interessante è che nei primi 10 posti del campionato 6 sono del Mantova.  Infatti, il Mantova ha chiuso il campionato da prima per numero di passaggi ma questo dato non deve ingannare.

    Dati Wyscout. Classifica per media passaggi.

    In fase di impostazione ricorda molto le squadre di De Zerbi o, in generale, di tutti gli allenatori che prediligono il controllo del gioco. Questo potrebbe far pensare ad una squadra che tende ad addormentare il gioco e che potrebbe “annoiare” i detrattori del Tiki-Taka. In realtà il Mantova ha una grande capacità di giocare verticale e di ribaltare il fronte una volta recuperata palla.
    È arrivata prima  per attacchi alla profondità davanti anche all’Atalanta U23 di mister Francesco Modesto, uno che per intenderci porta avanti la filosofia di Gasperini applicata all’under23.

    Dati Wyscout. Attacchi alla profondità.

    Un piccolo estratto video di quanto appena detto.

    Svariati goal da gioco verticale.

    Per i detrattori del gioco di posizione e del possesso palla, vorrei concentrarmi su un altro dato. Il Mantova è primo per numero di palloni giocati dentro l’area avversaria. Vuol dire che, oltre il possesso in fase di costruzione nella propria metà campo, riesce ad incidere e a dominare anche il gioco nella metà campo avversaria.

    Colpisce la capacità di giocare nello stretto, alternando goal in cui riesce a perforare per vie centrali nonostante la grande densità avversaria a goal in cui la concentrazione di passaggi all’interno del campo serve ad attirare avversari e quindi liberare le corsie esterne.

    Giocate nello stretto.

    Questa capacità di fraseggiare nello stretto, unita alla voglia di attaccare la linea avversaria con tanti uomini, non può non tradursi nel miglior attacco del campionato.

    Molti uomini attaccano la linea difensiva.

    Il Mantova non disdegna neanche la giocata diretta alla ricerca dell’attaccante boa Mensah, che merita un plauso. L’attaccante perfetto per il calcio moderno, l’Osimhen della lega pro. Per una squadra così diventa fondamentale avere la possibilità di tanto in tanto di alzare la palla per la punta per eludere il pressing. Inoltre, Mensah sa alternare bene il gioco a venire incontro e l’attacco alla profondità. Insomma un attaccante completo. Oltre alle giocate già viste nel precedente video, a seguire mostro alcuni esempi dell’attaccante stile boa e dell’attaccante che allunga la propria squadra.

    Giocate dirette per Mensah.

    Mensah si rivela molto utile nel classico gioco palla avanti,palla dietro, palla avanti ed è solito ricorrere al colpo di tacco per eludere la pressione dei difensori.

    Altra giocata di Mensah.



    Abbiamo detto di un Mantova capace di giocare nello stretto,
    in ampiezza, sul corto e sul lungo. Bravo nel compiere azioni manovrate, ma
    anche nell’arrivare in porta con tre passaggi. Per completare il quadro, il
    Mantova con 72 goal è il miglior attacco del campionato anche perché quando non
    si sblocca la partita su azione si sblocca su calcio piazzato. Migliore del campionato con 16 goal dopo calcio piazzato.

    Dati Wyscout. Tipologia di goal segnati

    Fase difensiva:

    Con 31 goal è la terza miglior difesa a sole 3 lunghezze dal Padova miglior difesa con 28 goal subiti. Se vogliamo trovare un piccolo difetto a questa squadra, considerando qualche goleada subita ,  è forse la capacità di rimanere in partita quando le cose non vanno come dovrebbero. Il gioco aggressivo può portare a qualche ripartenza di troppo se le uscite del reparto arretrato non vengono effettuate coni tempi giusti.

    Esempio di uscita a vuoto.

    Dai dati estrapolati su wyscout, però,  possiamo dedurre che si tratta della squadra che ha sofferto di meno, subendo poco o niente gli avversari affrontati.

    Come possiamo notare è una squadra che ama difendere alta, con un pressing molto forte e aggressivo che spesso porta al goal.

    Pressing alto con recupero palla che porta al goal.

    Altro aspetto da tenere in conto ( che spesso qualche opinionista sbadato dimentica ) è il numero di palle perse di questa squadra. Va spiegato che il controllo del gioco tradotto in percentuali di possesso palla molte alta vuol dire anche questo, rischiare poco. Non è vero che chi fa costruzione dal basso rischia più di altre. Se fatto bene è una delle migliori armi difensive. Dallo schema vediamo come il Mantova è la squadra che ha perso meno palloni. I più maliziosi mi faranno notare che in percentuale ha perso molti più palloni nella propria trequarti di campo, ma è anche vero che si tratta di una percentuale in media con quasi tutte le altre squadre, che comunque hanno perso più palloni nelle altre porzioni di campo.

    Dati Wyscout. Palle perse.

    Altro dato che dovrebbe far riflettere è il numero di duelli difensivi. Il Mantova è ultimo. Non vuol dire che è la squadra più scarsa nei duelli, ma che si tratta della squadra che ha dovuto compiere meno duelli difensivi. Questo dato infatti si riferisce al duello che avviene quando la squadra avversaria è in possesso palla.

    Dati Wyscout. Duelli difensivi.

    Se le premesse sono queste non vediamo l’ora che parta il nuovo campionato per scoprire le novità tattiche del Mantova targato Possanzini.

    Come promesso, per gli amici di Reggio Calabria e per chi si volesse fare un’idea di ciò che ha rappresentato per noi Possanzini vi linko la cavalcata della Reggina a cura dello storico fotografo e reporter dei campi di Reggio e provincia.

    Ciao Aldo!

  • Elia Plicco classe 2007

    Elia Plicco classe 2007

    A cura di Antonio Aprea tecnico abilitato Uefa C

    Scheda tecnica:

    MORFOLOGIA:

    Giocatore di piede destro, alto circa 1,80m longilineo con baricentro alto. Torace abbastanza ampio, quadricipiti e gemelli trofici.

    CAPACITÀ CONDIZIONALI:

    Giocatore dalla corsa sciolta, dotato di ottima resistenza e un’ottima forza. Abbastanza veloce con una buona frequenza ed una buona intensità di corsa.

    TECNICA INDIVIDUALE:

    giocatore dotato di una buona tecnica, gioca a testa alta è preciso nei passaggi e legge bene il gioco. dotato di una buona visione di gioco, di un buon tiro, bravo nei lanci lunghi. La sua capacità migliore è sicuramente il tempo di inserimento che gli permette di andare in zona gol molto spesso. Ricorda nelle movenze e nel modo di giocare con le dovute proporzioni Milinkovic Savic.

    RUOLO E ASPETTI TECNICO – TATTICI:

    Come ruolo naturale è una mezzala/trequartista . Bravo tatticamente, sempre posizionato al posto giusto sia in fase di impostazione che in fase di finalizzazione.

    La crescita di questo talento è esponenziale tanto che dallo scorso anno fa parte della nazionale italiana di categoria. Ci auguriamo di vederlo al più presto nei campionati più importanti d’Italia

  • Possesso: 5 vs 5 + 5 jolly con verticalizzazione

    Possesso: 5 vs 5 + 5 jolly con verticalizzazione

    A cura di dario Fiumanò tecnico abilitato Uefa C e Uefa B.

    1. Obiettivo-Principio:
    2. Disposizioni generali:
    3. Regole:
    4. Variante:

    Obiettivo-Principio:

    Principio: Possesso+ imbucata.
    Come tutti i possessi il primo obiettivo è quello di allenare i giocatori a mantenere il possesso del pallone e quindi allenarli alla gestione del pressing avversario. Non ci dobbiamo dimenticare però, che il possesso palla non è fine a se stesso e che non dove essere visto come un fine ma come un mezzo per arrivare ad un fine, che nel calcio è il goal. Uno degli scopi quindi è quello di mantenere il possesso per attirare i giocatori avversari in zona palla e creare degli spazi, che possono essere in ampiezza (giocare dentro per giocare fuori) oppure in profondità (attirare in avanti per giocare alle spalle).
    Non dimentichiamo che i possessi possono essere utilizzati per allenare aspetti condizionali, quindi modularne le dimensioni ci aiuta a svolgere esercitazioni che hanno il duplice scopo tattico e atletico.

    Disposizioni generali:

    In un campo diviso in 3 settori come in figura disponiamo 3 squadre da 5 giocatori ciascuna. Il numero dei giocatori, lo spazio di gioco e la durata dell’esercizio può essere regolata in base alle esigenze dell’allenatore.

    Regole:

    Delle tre squadre presenti, due si affrontano in un possesso palla e la terza invece svolge la funzione jolly, di cui quattro uomini con funzione di sponde ai lati dell’area di gioco e un jolly dentro. Dopo un numero di passaggi stabilito dal mister la squadra in possesso può cercare una delle sponde disposte verticalmente e proporsi nello spazio al di fuori dell’area in cui si svolge il possesso per andare al tiro.

    Ricerca della sponda.
    Chiusura triangolazione per andare al tiro.

    Variante:

    Come variante possiamo usare un po’ di fantasia sulla rifinitura quindi:
    arrivare al tiro dopo un classico palla avanti-palla dietro-palla avanti;
    arrivare al tiro con il terzo uomo;

  • Francesco Camarda classe 2008

    Francesco Camarda classe 2008

    A cura di Antonio Aprea tecnico abilitato Uefa C.

    Nasce oggi “Quei Bravi Ragazzi”, la nuova rubrica de “Il Metodista” dedicata ai giovani calciatori protagonisti dei campionati giovanili professionistici del calcio italiano.

    Proveremo a fotografare quelle che sono le qualità e le caratteristiche dei giovani calciatori secondo noi con maggiore prospettiva che potrebbero un giorno essere protagonisti dei campionati più importanti del nostro paese.

    La nostra rubrica si apre con uno dei talenti più cristallini del calcio giovanile italiano. Stiamo parlando del classe ’08 Francesco Camarda, giovane attaccante del Milan che dopo aver realizzato valanghe di gol negli anni precedenti è stato aggregato quest’anno alla Primavera.

    Scheda tecnica:

    MORFOLOGIA:

    Giocatore di piede destro, normolineo con baricentro normale alto circa 1,84. Gambe e spalle normali, quadricipiti e gemelli trofici. Giocatore di piede destro, normolineo con baricentro normale alto circa 1,84. Gambe e spalle normali, quadricipiti e gemelli trofici.

    CAPACITÀ CONDIZIONALI:

    Dotato di corsa molto sciolta con un’ottima resistenza. rapido nel breve e abbastanza veloce sul lungo. È dotato di ottima forza muscolare che lo rende efficace nei contatti ma non è efficace nel gioco aereo spalle alla porta dove evita il contatto con l’avversario.

    TECNICA INDIVIDUALE

    È un calciatore molto tecnico che gioca a testa alta. in area di rigore è fenomenale e ha tempi di gioco straordinari. Quando punta l’avversario in area di rigore difficilmente sbaglia. è molto bravo anche nell’attacco allo spazio in velocità dove, grazie anche alla sua forza, riesce sempre o quasi a battere i suoi avversari. deve migliorare molto invece nel gioco spalle alla porta dove gli capita spesso di commettere errori tecnici e di lettura dell’azione. È un attaccante alla Icardi.

    RUOLO E ASPETTI TECNICO – TATTICI:

    Gioca da prima punta e quello è il suo ruolo naturale. Può fare bene in un attacco a due punte e in un attacco con una punta centrale sola.

    Le qualità per sfondare ci sono tutte e il nostro augurio è che presto questo ragazzo possa calcare i campi più importanti del nostro campionato.

  • Caro Gianni ti scrivo.

    Gianni Rivera.

    A cura di Dario Fiumanò tecnico abilitato Uefa C e Uefa B.

    1. Lettera:
    2. Dichiarazioni di Gianni Rivera:

    Lettera:

    Caro Gianni,

    In risposta a quanto hai recentemente dichiarato mi sento di dover fare delle precisazioni, in quanto giovane ormai non più giovane (33 anni).

    Trovo ci siano molti errori in quello che tu hai dichiarato e provo a spiegarlo in breve.

    Non se ne può più di sentire persone che appartengono ad un’altra generazione affermare cose del tipo “ai miei tempi si faceva così”, “ai miei tempi eravamo così” e così via. Volevo farti notare che siamo nel 2024 e non ai “tuoi tempi”, quindi devi accettare che non è come negli anni 50. Il calcio è uno sport fatto di persone che quindi subisce tutti i processi umani, i giovani sono cambiati, le società sono cambiate e anche il mondo è cambiato, ma soprattutto il calcio è cambiato e chi non riesce a vederlo potrebbe risultare ottuso.

    Non servono persone che ragionano come 50 anni fa per spiegare ai giovani cosa fare, servono persone non per forza giovani, ma che abbiano accettato il fatto che le cose sono cambiate. Non servono i giovani ma idee giovani, quelle si. Da ciò che dici non si evince nulla di così attuale, quindi caro Gianni non sono un problema i tuoi 80 anni, ma semmai le tue idee.

    Non possiamo più sopportare chi, con molta superbia, si affaccia in televisione per dire frasi del tipo: “ ai miei tempi i giocatori erano più tecnici”, “gente che giocava in serie C oggi farebbe una serie A ad occhi chiusi”, vi do una notizia, non siamo ai vostri tempi. Il calcio di oggi va a 2 o 3 velocità superiori a quelle di una volta, se ti va bene le squadre che ti giocano contro avranno studiato un 15 partite e sanno vita, morte e miracoli, dobbiamo dirlo, il calcio di oggi è molto più organizzato di quello dei “vostri tempi”. Quindi il punto è questo, quando parlate di tecnica, dovete capire che oggi la tecnica che voi ci mettevate per fare un passaggio il più delle volte non basta, perché quello stesso passaggio, oggi è fatto ad una velocità molto più elevata contro avversari molto più organizzati, in uno stato di stress fisico molto più alto (perché correndo di più si è più stanchi). Quindi chi si sente di essere giovane e moderno come Mick Jagger ma non riesce a cogliere queste differenze, ahimè caro Gianni non è poi così a passo con i tempi. Ripeto il calcio si è evoluto e bisognerebbe aggiornarsi, musicisti e astronauti continuano a studiare, anche le nuove teorie.

    Chi non riesce a cogliere queste differenze dimostra solo di avere poco acume.

    I ragazzi di oggi non sono quelli di una volta, bisogna prenderne atto e non andarci contro. Il mondo è cambiato mettetevelo in testa, le rivoluzioni partono quasi sempre dai giovani e SEMPRE da idee nuove.

    Senza astio o cattiveria, ma con affetto, quello che noi giovani con un po’ di riverenza portiamo per chi come te è stata una leggenda del calcio.

    Dichiarazioni di Gianni Rivera:

    “Io l’ho detto a Gravina: sono a disposizione per fare il ct.
    Per me l’età non esiste: Mick Jagger e Paul McCartney fanno ancora concerti, alla Casa Bianca c’è un signore che ha la mia età, un certo John Glenn a 77 anni è tornato sulla Luna, perché io non posso fare l’allenatore a 80?
    Non è bello andare a cercare un allenatore che ti tocca pagare per liberarlo… E poi ci sono io disponibile, che costo meno.
    Oggi vedo tutti gli allenatori che si agitano, urlano, io starei sempre seduto, come Liedholm che si è alzato dalla panchina solo una volta quando gli hanno tirato una pallonata.
    Gli allenatori non danno indicazioni utili. Tutto cinema. Non è chiaro cosa sentano i calciatori che poi sanno già benissimo cosa fare, soprattutto mano a mano che si sviluppa la partita.
    Cosa direi a un gruppo di ragazzi? La prima cosa che farei è proibire i telefonini negli spogliatoi.
    Se potessero li porterebbero anche in campo, non è difficile, credo che capirebbero loro per primi il senso.
    Basta parlarci con i ragazzi, loro ti seguono.
    La prima cosa su cui insistere è la tecnica, è importante anche la preparazione atletica ma la tecnica viene prima. Certo non li farei giocare andando indietro, vedendo qualche squadra viene da pensare che abbiano cambiato le regole…”

  • De Zerbi mania…a come gioca il Brighton!?!

    De Zerbi mania…a come gioca il Brighton!?!

    A cura di Dario Fiumanò istruttore abilitato Uefa B e Uefa C

    1. Introduzione:
    2. Fase difensiva:
    3. Fase offensiva:
    4. Analisi della rosa:

    Introduzione:

    Oggi è facile parlare di Roberto De Zerbi come uno dei migliori allenatori sulla piazza, ma siamo in molti a studiare il suo calcio fin dai tempi del Foggia. Io, per esempio, mi imbattei in un articolo di “Ultimouomo” e di quel calcio ne restai folgorato per proposta, idea e soprattutto voglia di proporre grande calcio in categorie che ne sono lontane anni luce. Non è facile proporre un calcio fatto di pressing alto, rotazioni, interscambi e possesso nelle serie minori eppure lui ci ha mostrato che questa strada è possibile.
    Forse di quel Foggia li ne riparlerò un’altra volta.

    Oggi proverò ad analizzare alcuni aspetti del Brighton di De Zerbi.

    Anche se si tratta solo di pre-season, quando osserviamo una squadra di De Zerbi non possiamo fare a meno di riconoscere uno stile ben preciso, fatto di possesso quasi ossessivo, capace di dominare e a tratti domare anche gli avversari più ostici, tanto in Italia quanto in Inghilterra (cosa per nulla scontata).

    La mia paura più grande era quella che il mister avrebbe potuto incontrare delle difficoltà di adattamento ad un calcio come quello inglese che vive di intensità, impeto e spesso di poco “ragionamento”, dove non ci si ferma più di tanto a studiare l’avversario, non ci sono momenti morti, non ti viene lasciato il tempo di ragionare e soprattutto non tutti i calciatori sono abituati a giocare con così tanta pazienza. Proprio per questo motivo, essere riuscito ad imporre le sue idee in una terra molto lontana dal suo stile di gioco ( mentre probabilmente in Spagna o Portogallo sarebbe stato più semplice) ha reso la sua impresa ancora più eroica.

    Fase difensiva:

    In fase difensiva a gioco fermo (in questo caso su rimessa dal fondo degli avversari) si cerca sempre di accoppiarsi uomo contro uomo almeno contro i primi 4 uomini (nel caso di difesa a 4), con Adam Lallana che si alza in linea con Danny Welbeck prendendo i 2 centrali difensivi, mentre gli esterni di attacco si accoppiano ai 2 terzini.
    Welbeck in questo caso indirizza su un lato e copre in diagonale il passaggio sul vertice basso. Una volta indirizzata la giocata si cerca di fare molta densità su quel lato cercando di coprire le linee di passaggio sia lavorando molto bene sugli intercetti, che sulle marcature molto aggressive (forti) sui riferimenti.
    Non è facile trovare il filtrante giusto visti gli spazi e i tempi di giocata ridotti e, anche nel caso in cui la palla dovesse riuscire a passare, i difendenti grazie alla loro aggressività riescono a recuperarla.

    Fase difensiva su rinvio dal fondo.

    Altra aspetto che possiamo notare è che mentre gli esterni di attacco stringono in zona palla disinteressandosi del terzino lontano dalla palla (Kaoru Mitoma), gli esterni di difesa restano molto vicini agli esterni di attacco anche se questi si trovano nel lato opposto alla palla (Pervis Estupiñán) lasciando al centrocampista (Mahmoud Dahoud) i compiti di copertura quando i centrali difensivi decidono di uscire in marcatura.
    In realtà non esiste una vera e propria copertura, lo stile difensivo è molto spregiudicato, quindi non si tratta più del classico “marco e copro” ma di un più verosimile “marco e marco”.
    Questa forte aggressività porta spesso i difensori centrali a commettere falli tattici per bloccare sul nascere eventuali ripartenze.

    Se invece andiamo ad analizzare lo stile difensivo durante le fasi di gioco (transizione negativa), tutti i giocatori effettuano una sorte di “gegenpressing” che porta molti uomini in modo aggressivo intorno alla palla per bloccare sul nascere le azioni avversarie, recuperando velocemente la sfera.
    Questa pressione in fase difensiva in generale risulta molto efficace grazie allo stile di gioco in fase di possesso. Il gioco posizionale attuato da De Zerbi, infatti, consente alla squadra di risalire in blocco, riuscendo ad essere molto corta tra i reparti e ad avere allo stesso tempo molti uomini vicino la zona palla.
    A seguire un esempio di quanto detto con l’aggiunta di un altro concetto tipico del gioco di posizione e cioè “recupero” e “consolidamento”: nel momento in cui si riesce a recuperare palla si cerca di contrattaccare trasformando la transizione negativa in transizione positiva sfruttando la disorganizzazione dell’avversario, ma se ciò non dovesse accadere, bisogna essere bravi a gestire palla nello stretto e cercare un compagno fuori dal traffico per consentire alla squadra di riorganizzare il proprio gioco posizionale.

    Altro esempio di fase difensiva.

    L’unico modo per poter migliore la fase difensiva è forse quella di migliorare la rosa inserendo giocatori di valore più alto. (non riesco a trovare lacune).

    Fase offensiva:

    Passiamo alla parte divertente,l’attacco. Più che una vera e propria analisi delle fasi di gioco in fase di possesso mi sono soffermato su alcune situazioni che hanno catturato la mia attenzione.

    Partiamo dallo stile di gioco in fase di possesso. L’estremizzazione del concetto di possesso palla, che poi è forse l’aspetto più esaltante del suo stile di gioco, non è adatto ai più deboli di cuore. Fin dalle prime battute di gioco possiamo vedere con quale freddezza il suo Brighton gestisce la pressione avversaria, anche in zone di campo inusuali (per gli altri).

    Possesso sotto pressione.

    Se andiamo ad analizzare il possesso palla possiamo trovare molte situazioni interessanti:

    • Killer Pass direttamente su rinvio dal fondo. Questa giocata l’avevamo già vista fare spesso ad Antonio Mirante ai tempi del Sassuolo. Tutti conosco le idee di De Zerbi e pertanto cercano di pressarlo molto alti, uomo contro uomo per evitare che la sua squadra riesca ad impostare da dietro. All’inizio. come ammesso da lui stesso, ha sofferto le squadre molto aggressive come l’Atalanta di Gian Piero Gasperini, ma questo gli ha permesso di imparare molto e crescere. Negli anni infatti ha adottato una contromossa ancora più produttiva e diretta. Se c’è parità avanti vuol dire che la squadra avversaria si trova in parità anche dietro, quindi si tratta di creare il contesto giusto per andare direttamente al goal da rinvio dal fondo. Qui vedremo punta e sottopunta tirare fuori i centrali difensivi per creare molta profondità alle loro spalle. Questa profondità viene poi attaccata dagli esterni di attacco molto veloci. Il gioco è fatto.
    Killer pass direttamente dal fondo.
    • Gioco a muro. Vediamo uomini ricevere di spalle e sottopressione, per attirare gli avversari e creare spazio alle loro spalle. Ci vuole coraggio e personalità. Qui vediamo Moisés Caicedo e Mahmoud Dahoud.
    Gioco a muro.
    • Raccordi. Consentono di servire un terzo uomo schermato dalle coperture avversarie. Sempre Caicedo e Dahoud.
    • Rombo di costruzione. Nel dettaglio vedremo Jan Paul van Hecke alzarsi per andare a ricevere “in avanti” per creare un rombo in fase di costruzione, soluzione insolita che Italia abbiamo visto fare a Leonardo Bonucci quando ad allenare era Andre Pirlo. Solitamente infatti ai centrali di difesa si richiede di abbassarsi per ricevere palla in un condizione più sicura.
    Romo di costruzione.
    • Giocare dentro per giocare fuori. Vediamo i giocatori ricercare il passaggio per vie centrali anche se è possibile il passaggio sull’esterno. Con questa scelta Adam Lallana concentra ancora di più gli avversari in zona centrale liberando sempre più spazio sull’esterno. Viene utilizzato spesso anche il classico “palla avanti-palla dietro-palla avanti”. I giocatori del Brighton sono perfettamente coordinati e attaccano lo spazio sempre con i tempi giusti.
    Giocare dentro per giocare fuori.
    • Interscambio su catene laterali. Le rotazioni e gli interscambi tra i giocatori sono una delle caratteristiche più interessanti del calcio di De Zerbi fin dai tempi del Foggia, dove si serviva direttamente l’esterno di attacco (Vincenzo Sarno) che veniva incontro ai portatori e al terzino (Angelo) si lasciava il compito di occupare l’ampiezza in posizione più avanzata rispetto l’esterno di attacco stesso.
    Catene laterali ai tempi del Foggia.

    Questi continui interscambi hanno il compito di destabilizzare le difese avversarie e creare quel secondo di dubbio ai difendenti di parte (“Cosa faccio esco o aspetto?”). I terzini scelgono sempre di fermarsi per non lasciare la fascia scoperta lasciando al ricevente la possibilità di controllare palla indisturbato.

    Nell’ultimo periodo De Zerbi ha evoluto il gioco anche grazie a Pascal Groß, che di ruolo sarebbe un centrocampista e che però viene utilizzato come “falso” terzino, qui infatti in alternativa a quanto visto sopra, il terzino rimane stretto e l’esterno largo, con le catene laterali ad alternarsi tra ampiezza e semiampiezza.

    Interscambio su catene laterali.
    • Taglio interno dei terzini/ 2vs1 su fascia. Passo successivo rispetto a quanto detto prima: qui vediamo come nel corso della partita i terzini spesso attaccano la linea difensiva avversaria. Questo ha un duplice scopo: 1) bloccare la linea difensiva, che non può immediatamente risalire dovendosi preoccupare di scappare; 2) tenere sempre la difesa avversaria sulle spine. Questo salire e scendere/scappare alla lunga può stancare e la stanchezza è amica della sbavatura, la sbavatura è amica stretta del goal subito.
      Inoltre, grazie alla densità per vie centrali le difese avversarie restano molto compatte e questo gli consente di trovare spesso il 2vs1 sugli esterni.
    Tagli interni.

    Episodio simile ma esemplificativo della qualità di Bart Verbruggen che in fase iniziale si prende un bel rischio saltando un passaggio (al difensore centrale) ed elude la pressione avversaria servendo direttamente il terzino.

    Altro esempio di taglio interno.
    • Attacco alla linea. Altri esempi di attacco alla linea da parte dei terzini anche alle spalle dei difensori. Una pecca dei portatori di palla è che si accorgono in ritardo dei tagli perdendo di fatto il tempo della giocata, vanificando il tutto.
    Attacco alla linea.
    • Ripartenza/Transizione positiva. Incredibile la capacità di ribaltare l’azione e la voglia di attaccare la porta avversaria con tanti uomini. Anche in questo caso, solo la scelta sbagliata o l’imprecisione degli interpreti non consente al Brighton di trovare il goal.
    Ripartenza.
    • Concentrazione/ isolamento 1vs1. Un’abilità del Brighton è quella di creare una grande concentrazione nella zona centrale, soluzione vista spesso anche nel City di Guardiola. Questo porta gli avversari a dover creare grande densità in zona centrale lasciando sguarniti gli esterni. Esterni veloci e rapidi molto abili nell’1vs1 che quindi si trovano a proprio agio in una situazione in cui hanno molto spazio per puntare la difesa avversaria.
    Concentrazione/isolamento 1vs1.
    • Falso terzino. Abbiamo parlato prima di Pascal Groß nella veste di falso terzino. Spieghiamo meglio di cosa si tratta. I falsi terzini sono quei terzini che stringono dentro il campo e aiutano i centrocampisti in fase di manovra. Dopo Rinus Michels e Johan Cruijff, nei tempi più recenti è stato Guardiola a proporre questa soluzione e dopo si sono susseguiti tantissimi esempi come Theo Hernández al Milan ( ne ho già parlato qui ) e il più recente Trent Alexander-Arnold al Liverppol.
      L’evoluzione introdotta da De Zerbi è che il falso terzino non stringe e si alza solo a centrocampo ma addirittura si alza sulla linea degli attaccanti. Il gioco di posizione consente a tutta la squadra di risalire compatta così i giocatori possono muoversi all’interno di questa scacchiera senza dover coprire delle lunghe distanze.
    Falso terzino.
    • Accompagnare con molti uomini. Come nel ribaltamento di fronte su calcio d’angolo, anche quando riparte su azione il Brighton spinge forte. Non di rado vediamo diversi uomini sopra la linea della palla in condizione numerica superiore a quella dell’avversario.
    Attacco con tanti uomini.
    • Adam Lallana. Ho raccolto qualche impressione su questo giocatore recentemente decantato dallo stesso Roberto De Zerbi invitato alla Bobo TV ed ho capito quello che intendeva Roberto. Lallana sicuramente assieme a Welbeck è il giocatore con la carriera più importante (almeno prima dell’arrivo James Milner). Sa riconoscere gli spazi, indica le giocate, incoraggia, chiama il pressing e si fa trovare sempre nella posizione giusta, tutti elementi che abbinati a grandi doti tecniche gli consentono spesso di trovare di prima intenzione soluzioni che velocizzano di molto l’azione di rifinitura.
    Adam Lallana.

    Analisi della rosa:

    Analizzando la rosa credo che il nostro connazionale si possa divertire parecchio.
    Quest’anno potrebbe essere l’anno della consacrazione finale per il giovane Julio Enciso, lanciato proprio da De Zerbi dopo un avvio di stagione ai margini con Graham Potter. In avanti, oltre il veterano Danny Welbeck e il neo acquisto João Pedro, vi è un giovane molto interessante pronto a fare il salto di qualità, ossia il classe 2004 Evan Ferguson. Ancora tanta qualità e velocità sugli esterni, gente come Kaoru Mitoma, Facundo Buonanotte, Solly March e Simon Adingra sembrano fatti apposta per il gioco del mister. A centrocampo tuttavia manca qualcosa, nonostante le conferme di Jakub Moder, Steven Alzate, Billy Gilmour e l’arrivo di Mahmoud Dahoud, giocatore che io ammiro fin dai tempi del Borussia M’gladbach, manca qualcosa considerando che ha perso tanto, con la cessione del campione del mondo Alexis Mac Allister andato al Liverpool (42 Milioni circa) e la probabile partenza di Moisés Caicedo conteso tra Chelsea, che ha già raggiunto l’accordo col giocatore e Leverpool, che ha già trovato l’accordo col club (120 Milioni circa). L’arrivo di James Milner non cambierà nulla nelle caselle di centrocampo, sembra infatti che il tecnico sia deciso a farlo giocare in difesa proprio da falso terzino. Di spessore i 2 terzini titolari, a sinistra l’Ecuadoriano Pervis Estupiñán e a destra Pascal Groß, interessante sarà vedere se il giovane Tariq Lamptey riuscirà a ritagliarsi un pò di spazio sulla destra. Tra i centrali di difesa spicca sicuramente il capitano Lewis Dunk, a completare il reparto Adam Webster, Igor, Joël Veltman, Jan Paul van Hecke (gli ultimi 2 possono essere utilizzati anche da terzini).
    Completiamo con i portieri, dotati di grandi abilità con i piedi sia il neo acquisto Bart Verbruggen e il confermato Jason Steele promosso a primo portiere nella passata stagione proprio da De Zerbi.

    Forse qualcosa arriverà ma la chiusura del mercato è ormai alle porte.

    Parafrasando Maurizio Mosca : “ah ma come gioca il Brighton!!!”

  • In area si marca “a uomo” o “a zona”

    A cura di Dario Fiumanò tecnico abilitato Uefa C e Uefa B

    Rivedendo la partita tra Union Berlino e Atalanta ho notato subito un piccolo errore sul primo goal subito dalla Dea.

    Ovviamente si tratta di un amichevole estiva, in cui le gambe non girano come dovrebbero e questo potrebbe condizionare anche la capacità di assorbire/seguire i riferimenti in fase difensiva.

    Partendo da questo goal però vorrei porre un quesito e provare in parte a darne una risposta.

    In area si marca “a uomo” o “a zona”?

    Da sempre ci viene detto che lontani dalla nostra area di rigore si dovrà cercare di coprire lo spazio che c’è tra noi e la porta, cercando in ogni modo di difendere la porta. Questo processo è classico della difesa “a zona” dove spesso ci disinteressiamo del riferimento perchè il nostro obiettivo è quello di chiudere il più possibile gli spazi che potrebbero portare il nostro avversario al goal. (ovviamente ho estremizzato e sintetizzato il concetto)

    Spesso ci viene chiesto di cambiare drasticamente questo atteggiamento nel momento in cui l’avversario si trova dentro la nostra area di rigore. A quel punto lo spazio tra l’avversario e la porta è praticamente inesistente e dovrò occuparmi del mio riferimento avversario per evitare che quest’ultimo faccia goal. Processo classico della difesa “a uomo”(anche in questo caso ho sintetizzato il concetto)

    Un tecnico di Coverciano a noi corsisti ci fece notare come un’attaccante in area può condizionare le scelte del difensore e quasi mai viceversa. Facciamo un esempio :

    Un attaccante come Pippo Inzaghi decide come e se anticipare il difensore, in virtù del fatto che essendo lui a fare la prima scelta avrà decimi di secondo in più rispetto al difensore, pertanto per quanto questo difensore sarà reattivo potrebbe arrivare sempre in ritardo. Ribaltando il punto di vista il risultato non cambia, il difensore difficilmente potrà fare la prima mossa in area, perchè rischierebbe di rimanere spiazzato dalla decisione presa dall’attaccante ( contromovimento ). Esiste anche un caso in cui l’attaccante lascia decidere al difensore per poi effettuare il movimento opposto.
    In ogni caso contro attaccanti molto bravi e rapidi diventa complicato marcare a distanza ravvicinata.
    Esistono casi in arrivare al contatto fisico con la punta di riferimento diventa addirittura deleterio, pensiamo per esempio ad attaccanti bravi ad appoggiarsi ai difensori per poterli raggirare, un esmepio eclatante è Olivier Giroud.

    Oggi in alcuni casi la situazione sembra essersi concettualmente ribaltata, lontani dalla propria area di rigore si vedono molto spesso delle marcatura “uomo a uomo” per inibire la fase di costruzione avversaria. Nel caso in cui questa marcatura dovesse andare a vuoto ci sarà comunque spazio (e quindi tempo) per poter rimediare all’errore.
    In are invece si vede molto più spesso attuare delle coperture a zona decidendo prima quali spazi coprire in caso di cross e traversoni in modo tale da coprire preventivamente la porzione di area in cui andrà a finire il pallone. Questo per evitare di essere ingannati dai movimenti degli attaccanti come nell’esempio fatto sopra.

    Ho per tanto analizzato il goal pensando a quale potesse essere l’errore:

    Esempio numero 1:

    Nel caso della marcatura a uomo

    Kolasinac perde il contatto visivo col suo avversario diretto, errore che invece non commette Djimsiti. Quando si marca a uomo questo non deve mai accadere. L’unico riferimento è l’uomo pertanto non può mai essere perso di vista.
    Djimsiti riguardando il video controlla 3 volte in pochissimo tempo la posizione del suo avversario mentre Kolasinac solo inizialmente.

    Nel caso della marcatura a uomo

    Esempio numero 2:

    Nel caso in cui si decidesse invece di marcare a zona, se ci troviamo a fronteggiare un cross dal fondo non ha più senso mettersi in linea col difensore che copre il primo palo, ma sarà necessario applicare quella che viene chiamata diagonale negativa.

    Nel caso di marcatura a zona

    Piccolo approfondimento:

    Nel calcio viene applicata la diagonale dai difensori che restano in copertura, per esempio quanto il terzino decide di “rompere” la linea ed uscire sull’avversario diretto.
    Se il cross viene effettuato dalla trequarti, gli altri 3 (per esempio se si tratta di una difesa a 4) dovranno mettersi in diagonale rispetto al terzino e coprire lo spazio in modo molto compatto.

    Diagonale in caso di cross alla trequarti

    Nel caso in cui il cross arriva da fondo campo, bisognerà cercare di riempire l’area diversamente. Il primo difendente occuperà sempre il primo palo, per evitare i tagli da parte degli avversari. Ma il secondo eviterà di allinearsi al primo difendente cercando di prevenire i cross arretrati, supponendo che i palloni che dovessero superare il difendente posto sul primo palo, finiscano nella zona di competenza del portiere.

    Diagonale negativa in caso di cross dal fondo.

    Esistono situazioni in cui ci si dispone invece a triangolo o cono che dir si voglia, soprattutto se gli avversari attaccano anche il secondo palo, zona in cui il portiere potrebbe non poter più arrivare, soprattutto se è impegnato ea presidiare il primo palo

    Nota bene

    Anche quando si difende a zona non possiamo disinteressarci completamente degli avversari, la zona pura ha difatti lasciato il posto alla zona mista (o a uomo nella zona), una via di mezzo tra le 2 classi di pensiero. Si è per tanto responsabili dell’uomo presente all’interno della propria zona di competenza. Bisogna inoltre ricordare che i difendenti dovranno sempre aggredire il pallone in avanti per evitare di essere anticipati e per evitare di deviare (in gergo spizzare) i palloni all’indietro, inconveniente che spesso causa autogol o manda fuori tempo compagni e portiere che si trovano alle spalle.

    A seguire il video completo e riassuntivo del goal subito dall’Atalanta.

    Punti di vista.
  • Possesso in situazione/costruzione dal basso (4+port. VS 2)

    Possesso in situazione/costruzione dal basso (4+port. VS 2)
    1. Premessa/Principio.
    2. Obiettivo.
    3. Disposizioni generali
    4. Regole

    Premessa/Principio.

    Come già detto in questo precedente articolo, uno dei concetti che secondo me andrebbe applicato quando si allena, soprattutto negli ultimi livelli dell’agonistica (allievi e Juniores) è la “SCOMPOSIZIONE”, intesa come semplificazione e scorporazione di un segmento facente parte di un sistema più complesso.
    Volendo evitare esercitazioni tattiche senza avversari (cosiddette “contro zero”) e volendo sfruttare i tempi della seduta per immergere i ragazzi il più possibile in situazioni di gioco, andrò così a scomporre la costruzione dal basso realizzando un possesso in situazione, inserendo i giocatori in un contesto quanto più possibile reale e simile al contesto di gioco, mantenendo anche i ruoli effettivi.

    Obiettivo.

    Fase difensiva:
    In questa esercitazioni vi sono molteplici aspetti della fase difensiva. Uno di questi sicuramente viene allenato attraverso la transizione, infatti una volta che la difesa perde palla dovrà reagire nel più breve tempo possibile per evitare di subire il goal. L’altro concetto difensivo è quello della prima pressione dei 3 attaccanti, aspetto che spesso non viene considerato, se si difende da squadra i primi ad attuare la fase difensiva sono i 3 attaccanti per tanto è giusto che anche loro ne facciano esperienza in situazione.

    Fase offensiva:

    Per fase offensiva non dobbiamo intendere soltanto l’ultima fase di un’azione di attacco, ma anche la semplice fase di possesso e costruzione che porterà la nostra squadra in un secondo momento ad arrivare al goal. In questo caso è ovvio che verrà allenata la costruzione dal basso per migliorare la capacità di gestione della palla nella prima fase di gioco, ma verrà allenata anche attraverso la transizione positiva, infatti se gli attaccanti riescono ad intercettare il possesso palla effettuato dalla difesa e dal centrocampo, devono provare a fare goal.

    Disposizioni generali

    Per questo tipo di esercitazione serviranno 11 giocati per creare 2 squadre. Si creano 2 settori di gioco come in figura, inserendo per ogni lato del settore i 4 giocatori avendo cura di mantenere le posizioni effettivi dei singoli giocatori, riuscendo così a simulare per ogni settore un rombo di costruzione formato da un difensore centrale (DC), un terzino (TS/TD), il vertice basso (CC) e una mezzala (CD/CS) con l’aggiunta del portiere utilizzabile per spostare il pallone da un settore all’altro. Contro di loro ci saranno 3 attaccanti che una volta effettuata la prima giocata da parte del portiere potranno occupare il settore in cui si trova il pallone con un massimo di 2 giocatori e cioè una punta (P) e un’ala (AD/AS).

    Regole

    Le regole sono molto semplici, una volta effettuati un numero stabiliti di passaggi la palla potrà passare da un settore all’altro e così via, ma se verrà intercettata dai 3 attaccanti il gioco si trasformerà da posizionale ad effettivo con libertà della squadra in sovrannumero di lasciare le proprie postazioni e ripiegare in un’azione difensiva vera e propria.


    Per il punteggio si consiglia di assegnare un punto per ogni giro completo di palla, per esempio partendo da destra si passa a sinistra e si ritorna nuovamente a destra, ed assegnare un valore di 3 punti per ogni goal effettuato dai 3 attaccanti, per aiutare la squadra in inferiorità numerica e aumentare la concentrazione durante la gestione della palla della squadra in superiorità numerica.