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  • Possesso palla 4vs4 + 4

    Possesso palla 4vs4 + 4

    A cura di Dario Fiumanò tecnico abilitato Uefa C e Uefa B.

    1. Categoria:
    2. Obiettivo – Principio:
    3. Disposizioni generali:
    4. Regole:
    5. Varianti:

    Categoria:

    Tutte.

    Obiettivo – Principio:

    Questa tipo di esercitazioni si prestano a molti usi. Possiamo infatti utilizzare tale proposta sia come attivazione che come esercitazione condizionale. Tutto dipende sempre dalla richiesta che facciamo ai nostri calciatori. Se chiediamo per esempio di svolgere un 4vs4 a pressione per 2 o 3 minuti, con delle dimensioni che potremmo ritenere “piccole” per la categoria a cui ci stiamo rivolgendo, sicuramente andremo ad incidere anche sulla forza/resistenza. In modo più blando può invece essere proposta come attivazione.

    Disposizioni generali:

    Formiamo con i cinesi un quadrato oppure un rettangolo di dimensioni variabili: Allievi: 20x20m; Giovanissimi: 15x15m; Esordienti: 10x10m. Formiamo tre squadre da 4 giocatori ciascuna.

    Regole:

    Due squadre si affronteranno dentro l’area di gioco mentre una si disporrà all’esterno, un giocatore per lato e giocherà con la squadra in possesso palla. Ogni tot. minuti il mister farà ruotare le squadre in modo tale che ognuna delle 3 squadre svolga un turno all’esterno e 2 all’interno.

    Varianti:

    Oltre alle solite aggiunte per poter regolare il numero dei calciatori presenti all’allenamento, ad esempio aggiungere un jolly interno nel caso in cui il numero dei presenti alla seduta non sia divisibile per 4, possiamo andare a modificare il senso del possesso incidendo sul modo di smarcarsi e sulle posture dei calciatori andando a modificare la posizione delle sponde.

    In immagine vediamo infatti la presenza delle sponde o comodini solo sul lato corto, per accentuare la ricerca della verticalità e del giocare all’interno. N.B. l’immagine è ruotata per esigenze grafiche, la verticalità va letta orizzontalmente seguendo il verso delle frecce.

  • 1vs1 : frontale, laterale, dorsale.

    1vs1 : frontale, laterale, dorsale.

    A cura di Dario Fiumanò tecnico abilitato Uefa C e Uefa B.

    esempio classico di 1vs
    1. Categoria:
    2. Obiettivo – Principio:
    3. Disposizioni generali:
    4. Regole:
      1. 1vs1 frontale
    5. Varianti:
      1. 1vs1 laterale
      2. 1vs1 dorsale
        1. “1vs1” dorsale con smarcamento

    Categoria:

    Tutte. Credo che sia utile richiamare tale principio a tutti i livelli.

    Obiettivo – Principio:

    L’obiettivo di questa esercitazione è di allenare un principio fondamentale del Calcio. L’uno contro uno infatti è fondamentale sia per chi attacca, in quanto è la giocata capace di creare la superiorità numerica, ma nel calcio di oggi giocato sempre di più uomo contro uomo a tutto campo, diventa fondamentale anche per chi difende.

    Spesso ci si dimentica che nel calcio i duelli non sono solo frontali, ma anche laterali e dorsali. In questo articoli vedremo delle varianti e progressioni del classico 1vs1 per allenare tutti gli aspetti di questo principio fondamentale.

    Disposizioni generali:

    Porre a confronto un gruppo di difendenti e un gruppo di attaccanti. I difendenti si troveranno come in immagine sulla linea di fondo in cui si trova il portiere e gli attaccanti di fronte a loro.

    Regole:

    1vs1 frontale

    I difendenti passeranno la palla agli attaccanti.

    Questi ultimi una volta ricevuta la palla effettuano un 1vs1 cercando di andare in rete.

    I difendenti se recuperano palla invece possono segnare nelle porticine, mimando una sorte di passaggio in uscita.

    Oppure condurre a meta, ricreando quindi una transizione positiva in conduzione.

    Varianti:

    Come già detto non vanno dimenticati gli altri tipi di duello.

    1vs1 laterale

    In questo caso il mister inserirà la palla lateralmente. A discrezione del mister si può decidere se favorire gli attaccanti, incentivando il numero di goal (come in immagine) facendo partire da posizione favorevole gli attaccanti oppure no. Molto dipende anche dalla categoria e da cosa si vuole allenare maggiormente. Tendenzialmente più si è piccoli e più si tende a dare delle facilitazioni per la riuscita dell’azione offensiva.

    1vs1 dorsale

    In questo caso i difendenti e gli attaccanti partono dallo stesso lato visto che chi attacca dovrà ricevere la palla cercando di tenere alle sue spalle il difendente.

    Una volta ricevuta palla dovrà provare a liberarsi dell’avversario per andare a rete.

    “1vs1” dorsale con smarcamento

    Questa variante è già più evoluta, potrebbe includere anche alcuni concetti ancora non allenati dai più piccoli, come i vari tipi di smarcamento. Include anche il concetto di timing in quanto ci si dovrà raccordare con un compagno.

  • Conduzione nel traffico

    Conduzione nel traffico

    A cura di Dario Fiumanò tecnico abilitato Uefa C e Uefa B.

    1. Categoria:
    2. Obiettivo-Principio:
    3. Disposizioni generali:
    4. Regole:
    5. Varianti:

    Categoria:

    Primicalci, Pulcini.

    Obiettivo-Principio:

    Conduzione della palla nel traffico, stimolando la conduzione a testa alta e la visione periferica.

    Disposizioni generali:

    Disponiamo in un campo quadrato o rettangolare 8 giocatori fuori dal campo e 4 al suo interno. Per le dimensioni valutiamo la fascia di età a cui stiamo proponendo l’esercizio che può variare dai 6 ai 10 metri per lato.

    Regole:

    I giocatori all’interno dovranno condurre la palla liberamente nello spazio di gioco, mentre i giocatori all’esterno ( con 2 palloni ) dovranno passarsi la palla cercando di colpire i palloni dei giocatori all’interno. Ogni giocatore all’esterno servirà un compagno dello stesso colore cercando nel frattempo di non colpire il pallone dell’altra squadra esterna. L’utilizzo dei 3 colori ha una duplice funzione, oltre quella già citata servirà infatti a faciliterà la turnazione dei 4 giocatori all’interno riducendo i tempi morti.

    Varianti:

    Ogni tecnico si potrà divertire a cambiare le condizioni interne allo spazio di conduzione: Conduzione con palla a terra, palleggio aereo, conduzione con scambio palla con gli altri giocatori interni ecc.

  • Fare calcio CON passione e non PER passione.

    Fare calcio CON passione e non PER passione.

    A cura di Dario Fiumanò tecnico abilitato Uefa C e Uefa B.

    Ho smesso di allenare da qualche mese e ho avuto modo di fare alcune riflessioni.

    Ho visto da vicino i centri federali (senza specificare la regione) e ho avuto modo di parlare con 2 juniores regionali. Mi sono confrontato con uno staff di Promozione e ho fatto qualche giro tra i campi. Sono giunto alla conclusione che allena chi si accontenta…di poco.

    Provo a fare un pò di ordine e ci tengo a specificare che la mia vuole essere una critica/riflessione costruttiva sul sistema calcio e sull’idea che se non si alza il livello dal basso ( dilettanti e settori giovanili ) difficilmente si alzerà il livello ai vertici, secondo me le spinte partono dal basso.

    Sono stato contattato da 2 juniores regionali e in entrambe i casi credevo che l’impegno dei 3 allenamenti più trasferta a settimana fossero troppo impegnativi, soprattutto per chi lavora e ha famiglia, o meglio sono eccessivi se questo impegno non viene adeguatamente retribuito.

    Non per togliere poesia e romanticismo a questo magnifico sport, ma qui devo fare una riflessione meramente economica. Per allenare nei regionali serve un patentino che nel 2018 costava 728 euro. Tale patentino per mantenerlo attivo richiede un tesseramento annuale come una sorte di iscrizione all’albo, di 28 euro circa e una serie di corsi di aggiornamento per un ammontare di circa 150/180 euro l’anno (anche sui corsi ci tornerò).
    Tenendo conto che: nella migliore delle ipotesi un allenatore fa 15 minuti di macchina per recarsi al campo , che diventano 30 tra andata e ritorno, che un allenamento dura almeno 90 minuti, che al campo bisogna arrivare almeno 30 minuti prima e che i ragazzi ci mettono almeno altri 30 minuti a fare la doccia, potremmo dire che per ogni seduta di allenamento un allenatore impiega 3 ore della sua giornata, che per 3 sedute settimanali diventano 9 ore. Nei regionali le trasferte non sono proprio dietro l’angolo, e spesso tra andata e ritorno se va bene va via 1 ora e 30 minuti, al campo si arriva 60 minuti prima, la partita dure 90 minuti per un totale di 4 ore che con l’intervallo, il recupero e la doccia diventano 5. Se provassimo a ipotizzare queste ore distribuite in un mese composto da 4 settimane avremmo un impiego mensile di 56 ore.

    Adesso se una società dovesse dire a qualunque allenatore qualificato che non può andare oltre i 250 euro di rimborso, tenendo conto che per fare tutti i giri sopra indicati vanno via almeno un centinaio di euro in carburante, vuol dire che sta richiedendo le tue competenze per circa 2,5 euro l’ora.

    Senza voler fare i conti in tasca a nessuno, ma è chiaro che se io rifiuto di allenare a queste condizioni la persona che deciderà di allenare al mio posto, non sarà per forza più brava o preparata. Nasce da questo ragionamento la mia frase “allena chi si accontenta…di poco”

    So di molti istruttori o allenatori che allenano gratis o come amano dire “per passione” ma capite bene che non sempre la passione basta per svolgere bene questo compito. Molte società dovendo scegliere tra chi allena gratuitamente e chi richiede un compenso fa una scelta economica, risparmiare vuol dire maggior profitto, ma maggior profitto non si traduce in un lavoro migliore. Quindi, siete sicuri che il problema nel calcio di oggi sono i ragazzi?

  • I 2 settori

    I 2 settori

    A cura di dario Fiumanò tecnico abilitato Uefa C e Uefa B.

    1. Obiettivo-Principio:
    2. Disposizioni generali:
    3. Regole
    4. Aspetti tattici

    Obiettivo-Principio:

    La gestione delle transizioni nel calcio è fondamentale. Questa esercitazione cerca di riproporla molte volte durante la stagione in modo da abituare i calciatori a gestire meglio tale situazione di gioco. Quando parliamo di transizioni parliamo di quel momento in cui il pallone passa dalla disponibilità di una squadra all’altra, ovviamente se perdiamo il possesso della palla parliamo di transizione negativa, se recuperiamo palla parleremo di transizione positiva. In entrambe le situazioni saper reagire e gestire il momento è fondamentale.

    Disposizioni generali:

    In un campo diviso in 2 settori come in figura (circa 22m x 18m ) disponiamo 2 squadre da 4 giocatori ciascuna. Il numero dei giocatori, lo spazio di gioco e la durata dell’esercizio può essere regolata in base alle esigenze dell’allenatore. Ricordiamoci che riducendo gli spazi andiamo a lavorare maggiormente sulla forza.

    Regole

    La regola è molto semplice, una squadra mantiene il possesso del pallone in superiorità numerica con un 4 contro 2, se i 2 avversari riescono a recuperare palla, devono servire i 2 compagni disposti nella metà del campo opposta e ricreare un nuovo 4 contro 2 ma a squadre invertite.

    Aspetti tattici

    Un aspetto da non tralasciare è la capacità di richiamare nei nostri calciatori l’aggressività nel recupero palla. Se è vero che nel calcio di oggi il numero di goal a seguito di un recupero palla supera i goal a seguito di un azione manovrata, risulta importante riuscire ad imprimere nei propri calciatori la propensione a reagire nel minor tempo possibile alla perdita del pallone. Ovviamente allo stesso modo risulta fondamentale riuscire a migliorare la loro capacità di gestire il pressing avversario proprio per evitare di esporsi ai rischi appena citati.

    Anche se non vi è un evidenza scientifica, un ulteriore aspetto puramente mentale che viene allenato è quello della cosiddetta “cattiveria agonistica”, questo tipo di esercitazione dovrebbe, se svolto ad una grande intensità riuscire a stimolare anche questo aspetto caratteriale.

  • Il Mantova di Davide Possanzini

    Il Mantova di Davide Possanzini

    Parlare di Davide Possanzini senza farmi condizionare dal suo passato alla Reggina sarà difficile…ma ci proverò.

    Davide Possanzini con la maglia della Reggina.

    Per parlare di Possanzini allenatore, però, è doveroso fare un passo indietro e spiegare brevemente chi era Possazini giocatore.

    Nel 1998/99 è stato uno dei principali “responsabili” della prima storica promozione in A della Reggina, dove si mise in evidenza come dribblatore seriale, dallo scatto bruciante, col guizzo tipico dei brasiliani, tanto da meritarsi il coro “Nella Reggina c’è – un giocatore che – Dribbla come Pelè – Possanzini alè alè”.

    Nella stagione 1999/2000 realizza il goal (e che goal) che regala la prima storica vittoria in serie A della Reggina: Pirlo per Possanzini ed è già nostalgia.
    Goal al minuto 02:00 del video.

    Goal di Possanzini nella prima storica vittoria della Reggina in serie A.

    Nella stessa stagione realizza al San Siro quello che lui definisce il GOAL preferito della sua carriera (Anche qui Pirlo per Possanzini).
    Goal al minuto 02:12 del video.

    Goal di Possanzini al San Siro.

    Dovrei fare un articolo a parte per spiegare quanto Possanzini abbia lasciato il segno a Reggio Calabria, ma in fondo all’articolo vi lascerò un link per andare a riguardare la cavalcata della Reggina dalla B alla A realizzata dall’ amico Aldo Antonio Fiorenza venuto a mancare qualche anno fa.

    Per tutti gli amanti del calcio allenato questa è la stagione di Thiago Motta in serie A, Vincenzo Vivarini in serie B e Davide Possanzini in Lega Pro.

    Non sempre si riesce a seguire con curiosità la Lega Pro se non si è tifosi di una delle squadre dei gironi per i ritmi non altissimi e il bel gioco che latita. Davide Possanzini però, come già accadde per il Foggia di De Zerbi di cui lui è stato vice allenatore, è riuscito nell’intento di portare il bel gioco anche in Lega Pro. La sua squadra si schiera con quello che potremmo definire un 14231 o 1433.

    Dati di Wyscout. Moduli schierati.

    Potremmo appunto, ma il condizionale è d’obbligo, parlare di moduli sarebbe molto limitante: come  vedremo in quest’analisi il calcio del Mantova è molto fluido con la difesa a 4 che soprattutto in fase di impostazione si sposta a 3

    Formazione tipo:

    In porta troviamo Marco Festa. Il terzino destro, Nicolò Radaelli si alza diventando un esterno offensivo (ben 5 goal su azione) con Erik Panizzi terzino opposto che invece stringe dentro il campo per formare assieme a Fabrizio Brignani e Alex Redolfi una sorte di difesa a 3. Lo possiamo vedere dall’immagine che segue:

    Dati Wyscout. Trend posizioni in campo.

    A centrocampo troviamo, invece, Salvatore Burrai e Mattia Muroni alle spalle del trequartista Simone Trimboli. In realtà, il triangolo di centrocampo ruota spesso e va a perdere il vertice alto/trequartista con Burrai, che si abbassa in regia e va a formare così un triangolo con il vertice basso, mentre Trimboli si abbassa leggermente aprendosi come una vera e propria mezzala.
    In avanti, invece,  il trio è composto da Antonio Fiori largo a sinistra, Francesco Galuppini “largo” a destra e Davis Mensah, che svolge il ruolo di punta.
    Da notare come in realtà Galuppini staziona per lo più dentro al campo (haf-space di destra),  lasciando la corsia di destra a Radaelli, mentre Trimboli dal centrocampo tende ad alzarsi alle spalle della punta in una posizione più aperta nell’half-space di sinistra, molto vicina allo stesso Galuppini, con Fiori che rimane molto largo.
    Questa è la caratteristica che preferisco di questo Mantova: schierandosi così riesce ad avere tutti i vantaggi del 13421 di Gasperiniana memoria (immaginiamo Gomez e Ilicic ad agire negli half-space dietro a Zapata, con Hetabour e Gonsens a garantire l’ampiezza), ma riesce ad avere anche i vantaggi del centrocampo a 3 col vertice basso. In pratica riesce ad avere un sovrannumero in fase di impostazione/costruzione e un sovrannumero in fase di rifinitura.

    Come costruisce:

    Nel video che segue possiamo vedere una soluzione interessante, col difensore centrale di destra che si allarga, facendo alzare il terzino e il portiere a prendere il suo posto in una sorte di difesa a 4 da destra a sinistra composta da: Dif. Centrale di destra a fare il terzino di destra, portiere a fare il centrale di destra, centrale di sinistra al suo posto e terzino sinistro al suo posto. In generale è una squadra che ama prendersi dei rischi per attirare gli avversari nella propria metà campo, per poi attaccare lo spazio venutosi a creare con grande velocità.

    Una delle soluzioni che ho trovato interessanti.

    Il prossimo video è un esempio di quanto detto prima sulle rotazioni del centrocampo. Il Mantova effettua rotazioni continue che cercano di destrutture la squadra avversaria. Infatti diventa molto complicato trovare una strategia nella pressione come, per esempio, codificare le varie uscite in pressione in quanto i riferimenti cambiano spesso posizione in campo.

    Rotazioni centrocampo.

    Sul centrocampo va fatto un piccolo appunto. L’appunto si chiama Salvatore Burrai, vero metronomo del centrocampo con grande capacità di alternare passaggio corto a lancio lunga con estrema precisione. Anche qui 2 statistiche che ci aiutano a capire meglio il profilo del calciatore.

    Dati Wyscout. Classifica per passaggi verso la trequarti.
    Dati Wyscout. Classifica per passaggi progressivi.

    Burrai ha realizzato 4 goal di cui uno direttamente da corner e svariati assist. A lui venivano affidati tutti i corner e le punizioni dalla trequarti. Per inciso, di goal su palla inattivi ne sono stati segnati parecchi ma lo vedremo più avanti. Di seguito una piccola clip con alcune delle sue giocate.

    Alcune giocate di Salvatore Burrai.
    Dati Wyscout. Classifica media numero di passaggi.

    Anche in questa statistica Burrai è tra i primi, ma questa immagine mi aiuta a fare una riflessione. Solitamente nelle squadre che applicano un grande possesso palla troviamo i centrali di difesa ai primi posti per numero di passaggi effettuati. Qui al primo posto, invece, troviamo Burrai. Altro dato interessante è che nei primi 10 posti del campionato 6 sono del Mantova.  Infatti, il Mantova ha chiuso il campionato da prima per numero di passaggi ma questo dato non deve ingannare.

    Dati Wyscout. Classifica per media passaggi.

    In fase di impostazione ricorda molto le squadre di De Zerbi o, in generale, di tutti gli allenatori che prediligono il controllo del gioco. Questo potrebbe far pensare ad una squadra che tende ad addormentare il gioco e che potrebbe “annoiare” i detrattori del Tiki-Taka. In realtà il Mantova ha una grande capacità di giocare verticale e di ribaltare il fronte una volta recuperata palla.
    È arrivata prima  per attacchi alla profondità davanti anche all’Atalanta U23 di mister Francesco Modesto, uno che per intenderci porta avanti la filosofia di Gasperini applicata all’under23.

    Dati Wyscout. Attacchi alla profondità.

    Un piccolo estratto video di quanto appena detto.

    Svariati goal da gioco verticale.

    Per i detrattori del gioco di posizione e del possesso palla, vorrei concentrarmi su un altro dato. Il Mantova è primo per numero di palloni giocati dentro l’area avversaria. Vuol dire che, oltre il possesso in fase di costruzione nella propria metà campo, riesce ad incidere e a dominare anche il gioco nella metà campo avversaria.

    Colpisce la capacità di giocare nello stretto, alternando goal in cui riesce a perforare per vie centrali nonostante la grande densità avversaria a goal in cui la concentrazione di passaggi all’interno del campo serve ad attirare avversari e quindi liberare le corsie esterne.

    Giocate nello stretto.

    Questa capacità di fraseggiare nello stretto, unita alla voglia di attaccare la linea avversaria con tanti uomini, non può non tradursi nel miglior attacco del campionato.

    Molti uomini attaccano la linea difensiva.

    Il Mantova non disdegna neanche la giocata diretta alla ricerca dell’attaccante boa Mensah, che merita un plauso. L’attaccante perfetto per il calcio moderno, l’Osimhen della lega pro. Per una squadra così diventa fondamentale avere la possibilità di tanto in tanto di alzare la palla per la punta per eludere il pressing. Inoltre, Mensah sa alternare bene il gioco a venire incontro e l’attacco alla profondità. Insomma un attaccante completo. Oltre alle giocate già viste nel precedente video, a seguire mostro alcuni esempi dell’attaccante stile boa e dell’attaccante che allunga la propria squadra.

    Giocate dirette per Mensah.

    Mensah si rivela molto utile nel classico gioco palla avanti,palla dietro, palla avanti ed è solito ricorrere al colpo di tacco per eludere la pressione dei difensori.

    Altra giocata di Mensah.



    Abbiamo detto di un Mantova capace di giocare nello stretto,
    in ampiezza, sul corto e sul lungo. Bravo nel compiere azioni manovrate, ma
    anche nell’arrivare in porta con tre passaggi. Per completare il quadro, il
    Mantova con 72 goal è il miglior attacco del campionato anche perché quando non
    si sblocca la partita su azione si sblocca su calcio piazzato. Migliore del campionato con 16 goal dopo calcio piazzato.

    Dati Wyscout. Tipologia di goal segnati

    Fase difensiva:

    Con 31 goal è la terza miglior difesa a sole 3 lunghezze dal Padova miglior difesa con 28 goal subiti. Se vogliamo trovare un piccolo difetto a questa squadra, considerando qualche goleada subita ,  è forse la capacità di rimanere in partita quando le cose non vanno come dovrebbero. Il gioco aggressivo può portare a qualche ripartenza di troppo se le uscite del reparto arretrato non vengono effettuate coni tempi giusti.

    Esempio di uscita a vuoto.

    Dai dati estrapolati su wyscout, però,  possiamo dedurre che si tratta della squadra che ha sofferto di meno, subendo poco o niente gli avversari affrontati.

    Come possiamo notare è una squadra che ama difendere alta, con un pressing molto forte e aggressivo che spesso porta al goal.

    Pressing alto con recupero palla che porta al goal.

    Altro aspetto da tenere in conto ( che spesso qualche opinionista sbadato dimentica ) è il numero di palle perse di questa squadra. Va spiegato che il controllo del gioco tradotto in percentuali di possesso palla molte alta vuol dire anche questo, rischiare poco. Non è vero che chi fa costruzione dal basso rischia più di altre. Se fatto bene è una delle migliori armi difensive. Dallo schema vediamo come il Mantova è la squadra che ha perso meno palloni. I più maliziosi mi faranno notare che in percentuale ha perso molti più palloni nella propria trequarti di campo, ma è anche vero che si tratta di una percentuale in media con quasi tutte le altre squadre, che comunque hanno perso più palloni nelle altre porzioni di campo.

    Dati Wyscout. Palle perse.

    Altro dato che dovrebbe far riflettere è il numero di duelli difensivi. Il Mantova è ultimo. Non vuol dire che è la squadra più scarsa nei duelli, ma che si tratta della squadra che ha dovuto compiere meno duelli difensivi. Questo dato infatti si riferisce al duello che avviene quando la squadra avversaria è in possesso palla.

    Dati Wyscout. Duelli difensivi.

    Se le premesse sono queste non vediamo l’ora che parta il nuovo campionato per scoprire le novità tattiche del Mantova targato Possanzini.

    Come promesso, per gli amici di Reggio Calabria e per chi si volesse fare un’idea di ciò che ha rappresentato per noi Possanzini vi linko la cavalcata della Reggina a cura dello storico fotografo e reporter dei campi di Reggio e provincia.

    Ciao Aldo!

  • Elia Plicco classe 2007

    Elia Plicco classe 2007

    A cura di Antonio Aprea tecnico abilitato Uefa C

    Scheda tecnica:

    MORFOLOGIA:

    Giocatore di piede destro, alto circa 1,80m longilineo con baricentro alto. Torace abbastanza ampio, quadricipiti e gemelli trofici.

    CAPACITÀ CONDIZIONALI:

    Giocatore dalla corsa sciolta, dotato di ottima resistenza e un’ottima forza. Abbastanza veloce con una buona frequenza ed una buona intensità di corsa.

    TECNICA INDIVIDUALE:

    giocatore dotato di una buona tecnica, gioca a testa alta è preciso nei passaggi e legge bene il gioco. dotato di una buona visione di gioco, di un buon tiro, bravo nei lanci lunghi. La sua capacità migliore è sicuramente il tempo di inserimento che gli permette di andare in zona gol molto spesso. Ricorda nelle movenze e nel modo di giocare con le dovute proporzioni Milinkovic Savic.

    RUOLO E ASPETTI TECNICO – TATTICI:

    Come ruolo naturale è una mezzala/trequartista . Bravo tatticamente, sempre posizionato al posto giusto sia in fase di impostazione che in fase di finalizzazione.

    La crescita di questo talento è esponenziale tanto che dallo scorso anno fa parte della nazionale italiana di categoria. Ci auguriamo di vederlo al più presto nei campionati più importanti d’Italia

  • Possesso: 5 vs 5 + 5 jolly con verticalizzazione

    Possesso: 5 vs 5 + 5 jolly con verticalizzazione

    A cura di dario Fiumanò tecnico abilitato Uefa C e Uefa B.

    1. Obiettivo-Principio:
    2. Disposizioni generali:
    3. Regole:
    4. Variante:

    Obiettivo-Principio:

    Principio: Possesso+ imbucata.
    Come tutti i possessi il primo obiettivo è quello di allenare i giocatori a mantenere il possesso del pallone e quindi allenarli alla gestione del pressing avversario. Non ci dobbiamo dimenticare però, che il possesso palla non è fine a se stesso e che non dove essere visto come un fine ma come un mezzo per arrivare ad un fine, che nel calcio è il goal. Uno degli scopi quindi è quello di mantenere il possesso per attirare i giocatori avversari in zona palla e creare degli spazi, che possono essere in ampiezza (giocare dentro per giocare fuori) oppure in profondità (attirare in avanti per giocare alle spalle).
    Non dimentichiamo che i possessi possono essere utilizzati per allenare aspetti condizionali, quindi modularne le dimensioni ci aiuta a svolgere esercitazioni che hanno il duplice scopo tattico e atletico.

    Disposizioni generali:

    In un campo diviso in 3 settori come in figura disponiamo 3 squadre da 5 giocatori ciascuna. Il numero dei giocatori, lo spazio di gioco e la durata dell’esercizio può essere regolata in base alle esigenze dell’allenatore.

    Regole:

    Delle tre squadre presenti, due si affrontano in un possesso palla e la terza invece svolge la funzione jolly, di cui quattro uomini con funzione di sponde ai lati dell’area di gioco e un jolly dentro. Dopo un numero di passaggi stabilito dal mister la squadra in possesso può cercare una delle sponde disposte verticalmente e proporsi nello spazio al di fuori dell’area in cui si svolge il possesso per andare al tiro.

    Ricerca della sponda.
    Chiusura triangolazione per andare al tiro.

    Variante:

    Come variante possiamo usare un po’ di fantasia sulla rifinitura quindi:
    arrivare al tiro dopo un classico palla avanti-palla dietro-palla avanti;
    arrivare al tiro con il terzo uomo;

  • Francesco Camarda classe 2008

    Francesco Camarda classe 2008

    A cura di Antonio Aprea tecnico abilitato Uefa C.

    Nasce oggi “Quei Bravi Ragazzi”, la nuova rubrica de “Il Metodista” dedicata ai giovani calciatori protagonisti dei campionati giovanili professionistici del calcio italiano.

    Proveremo a fotografare quelle che sono le qualità e le caratteristiche dei giovani calciatori secondo noi con maggiore prospettiva che potrebbero un giorno essere protagonisti dei campionati più importanti del nostro paese.

    La nostra rubrica si apre con uno dei talenti più cristallini del calcio giovanile italiano. Stiamo parlando del classe ’08 Francesco Camarda, giovane attaccante del Milan che dopo aver realizzato valanghe di gol negli anni precedenti è stato aggregato quest’anno alla Primavera.

    Scheda tecnica:

    MORFOLOGIA:

    Giocatore di piede destro, normolineo con baricentro normale alto circa 1,84. Gambe e spalle normali, quadricipiti e gemelli trofici. Giocatore di piede destro, normolineo con baricentro normale alto circa 1,84. Gambe e spalle normali, quadricipiti e gemelli trofici.

    CAPACITÀ CONDIZIONALI:

    Dotato di corsa molto sciolta con un’ottima resistenza. rapido nel breve e abbastanza veloce sul lungo. È dotato di ottima forza muscolare che lo rende efficace nei contatti ma non è efficace nel gioco aereo spalle alla porta dove evita il contatto con l’avversario.

    TECNICA INDIVIDUALE

    È un calciatore molto tecnico che gioca a testa alta. in area di rigore è fenomenale e ha tempi di gioco straordinari. Quando punta l’avversario in area di rigore difficilmente sbaglia. è molto bravo anche nell’attacco allo spazio in velocità dove, grazie anche alla sua forza, riesce sempre o quasi a battere i suoi avversari. deve migliorare molto invece nel gioco spalle alla porta dove gli capita spesso di commettere errori tecnici e di lettura dell’azione. È un attaccante alla Icardi.

    RUOLO E ASPETTI TECNICO – TATTICI:

    Gioca da prima punta e quello è il suo ruolo naturale. Può fare bene in un attacco a due punte e in un attacco con una punta centrale sola.

    Le qualità per sfondare ci sono tutte e il nostro augurio è che presto questo ragazzo possa calcare i campi più importanti del nostro campionato.

  • Caro Gianni ti scrivo.

    Gianni Rivera.

    A cura di Dario Fiumanò tecnico abilitato Uefa C e Uefa B.

    1. Lettera:
    2. Dichiarazioni di Gianni Rivera:

    Lettera:

    Caro Gianni,

    In risposta a quanto hai recentemente dichiarato mi sento di dover fare delle precisazioni, in quanto giovane ormai non più giovane (33 anni).

    Trovo ci siano molti errori in quello che tu hai dichiarato e provo a spiegarlo in breve.

    Non se ne può più di sentire persone che appartengono ad un’altra generazione affermare cose del tipo “ai miei tempi si faceva così”, “ai miei tempi eravamo così” e così via. Volevo farti notare che siamo nel 2024 e non ai “tuoi tempi”, quindi devi accettare che non è come negli anni 50. Il calcio è uno sport fatto di persone che quindi subisce tutti i processi umani, i giovani sono cambiati, le società sono cambiate e anche il mondo è cambiato, ma soprattutto il calcio è cambiato e chi non riesce a vederlo potrebbe risultare ottuso.

    Non servono persone che ragionano come 50 anni fa per spiegare ai giovani cosa fare, servono persone non per forza giovani, ma che abbiano accettato il fatto che le cose sono cambiate. Non servono i giovani ma idee giovani, quelle si. Da ciò che dici non si evince nulla di così attuale, quindi caro Gianni non sono un problema i tuoi 80 anni, ma semmai le tue idee.

    Non possiamo più sopportare chi, con molta superbia, si affaccia in televisione per dire frasi del tipo: “ ai miei tempi i giocatori erano più tecnici”, “gente che giocava in serie C oggi farebbe una serie A ad occhi chiusi”, vi do una notizia, non siamo ai vostri tempi. Il calcio di oggi va a 2 o 3 velocità superiori a quelle di una volta, se ti va bene le squadre che ti giocano contro avranno studiato un 15 partite e sanno vita, morte e miracoli, dobbiamo dirlo, il calcio di oggi è molto più organizzato di quello dei “vostri tempi”. Quindi il punto è questo, quando parlate di tecnica, dovete capire che oggi la tecnica che voi ci mettevate per fare un passaggio il più delle volte non basta, perché quello stesso passaggio, oggi è fatto ad una velocità molto più elevata contro avversari molto più organizzati, in uno stato di stress fisico molto più alto (perché correndo di più si è più stanchi). Quindi chi si sente di essere giovane e moderno come Mick Jagger ma non riesce a cogliere queste differenze, ahimè caro Gianni non è poi così a passo con i tempi. Ripeto il calcio si è evoluto e bisognerebbe aggiornarsi, musicisti e astronauti continuano a studiare, anche le nuove teorie.

    Chi non riesce a cogliere queste differenze dimostra solo di avere poco acume.

    I ragazzi di oggi non sono quelli di una volta, bisogna prenderne atto e non andarci contro. Il mondo è cambiato mettetevelo in testa, le rivoluzioni partono quasi sempre dai giovani e SEMPRE da idee nuove.

    Senza astio o cattiveria, ma con affetto, quello che noi giovani con un po’ di riverenza portiamo per chi come te è stata una leggenda del calcio.

    Dichiarazioni di Gianni Rivera:

    “Io l’ho detto a Gravina: sono a disposizione per fare il ct.
    Per me l’età non esiste: Mick Jagger e Paul McCartney fanno ancora concerti, alla Casa Bianca c’è un signore che ha la mia età, un certo John Glenn a 77 anni è tornato sulla Luna, perché io non posso fare l’allenatore a 80?
    Non è bello andare a cercare un allenatore che ti tocca pagare per liberarlo… E poi ci sono io disponibile, che costo meno.
    Oggi vedo tutti gli allenatori che si agitano, urlano, io starei sempre seduto, come Liedholm che si è alzato dalla panchina solo una volta quando gli hanno tirato una pallonata.
    Gli allenatori non danno indicazioni utili. Tutto cinema. Non è chiaro cosa sentano i calciatori che poi sanno già benissimo cosa fare, soprattutto mano a mano che si sviluppa la partita.
    Cosa direi a un gruppo di ragazzi? La prima cosa che farei è proibire i telefonini negli spogliatoi.
    Se potessero li porterebbero anche in campo, non è difficile, credo che capirebbero loro per primi il senso.
    Basta parlarci con i ragazzi, loro ti seguono.
    La prima cosa su cui insistere è la tecnica, è importante anche la preparazione atletica ma la tecnica viene prima. Certo non li farei giocare andando indietro, vedendo qualche squadra viene da pensare che abbiano cambiato le regole…”