A cura di Dario Fiumanò istruttore abilitato Uefa B e Uefa C

Introduzione:
Oggi è facile parlare di Roberto De Zerbi come uno dei migliori allenatori sulla piazza, ma siamo in molti a studiare il suo calcio fin dai tempi del Foggia. Io, per esempio, mi imbattei in un articolo di “Ultimouomo” e di quel calcio ne restai folgorato per proposta, idea e soprattutto voglia di proporre grande calcio in categorie che ne sono lontane anni luce. Non è facile proporre un calcio fatto di pressing alto, rotazioni, interscambi e possesso nelle serie minori eppure lui ci ha mostrato che questa strada è possibile.
Forse di quel Foggia li ne riparlerò un’altra volta.
Oggi proverò ad analizzare alcuni aspetti del Brighton di De Zerbi.
Anche se si tratta solo di pre-season, quando osserviamo una squadra di De Zerbi non possiamo fare a meno di riconoscere uno stile ben preciso, fatto di possesso quasi ossessivo, capace di dominare e a tratti domare anche gli avversari più ostici, tanto in Italia quanto in Inghilterra (cosa per nulla scontata).
La mia paura più grande era quella che il mister avrebbe potuto incontrare delle difficoltà di adattamento ad un calcio come quello inglese che vive di intensità, impeto e spesso di poco “ragionamento”, dove non ci si ferma più di tanto a studiare l’avversario, non ci sono momenti morti, non ti viene lasciato il tempo di ragionare e soprattutto non tutti i calciatori sono abituati a giocare con così tanta pazienza. Proprio per questo motivo, essere riuscito ad imporre le sue idee in una terra molto lontana dal suo stile di gioco ( mentre probabilmente in Spagna o Portogallo sarebbe stato più semplice) ha reso la sua impresa ancora più eroica.
Fase difensiva:
In fase difensiva a gioco fermo (in questo caso su rimessa dal fondo degli avversari) si cerca sempre di accoppiarsi uomo contro uomo almeno contro i primi 4 uomini (nel caso di difesa a 4), con Adam Lallana che si alza in linea con Danny Welbeck prendendo i 2 centrali difensivi, mentre gli esterni di attacco si accoppiano ai 2 terzini.
Welbeck in questo caso indirizza su un lato e copre in diagonale il passaggio sul vertice basso. Una volta indirizzata la giocata si cerca di fare molta densità su quel lato cercando di coprire le linee di passaggio sia lavorando molto bene sugli intercetti, che sulle marcature molto aggressive (forti) sui riferimenti.
Non è facile trovare il filtrante giusto visti gli spazi e i tempi di giocata ridotti e, anche nel caso in cui la palla dovesse riuscire a passare, i difendenti grazie alla loro aggressività riescono a recuperarla.
Altra aspetto che possiamo notare è che mentre gli esterni di attacco stringono in zona palla disinteressandosi del terzino lontano dalla palla (Kaoru Mitoma), gli esterni di difesa restano molto vicini agli esterni di attacco anche se questi si trovano nel lato opposto alla palla (Pervis Estupiñán) lasciando al centrocampista (Mahmoud Dahoud) i compiti di copertura quando i centrali difensivi decidono di uscire in marcatura.
In realtà non esiste una vera e propria copertura, lo stile difensivo è molto spregiudicato, quindi non si tratta più del classico “marco e copro” ma di un più verosimile “marco e marco”.
Questa forte aggressività porta spesso i difensori centrali a commettere falli tattici per bloccare sul nascere eventuali ripartenze.
Se invece andiamo ad analizzare lo stile difensivo durante le fasi di gioco (transizione negativa), tutti i giocatori effettuano una sorte di “gegenpressing” che porta molti uomini in modo aggressivo intorno alla palla per bloccare sul nascere le azioni avversarie, recuperando velocemente la sfera.
Questa pressione in fase difensiva in generale risulta molto efficace grazie allo stile di gioco in fase di possesso. Il gioco posizionale attuato da De Zerbi, infatti, consente alla squadra di risalire in blocco, riuscendo ad essere molto corta tra i reparti e ad avere allo stesso tempo molti uomini vicino la zona palla.
A seguire un esempio di quanto detto con l’aggiunta di un altro concetto tipico del gioco di posizione e cioè “recupero” e “consolidamento”: nel momento in cui si riesce a recuperare palla si cerca di contrattaccare trasformando la transizione negativa in transizione positiva sfruttando la disorganizzazione dell’avversario, ma se ciò non dovesse accadere, bisogna essere bravi a gestire palla nello stretto e cercare un compagno fuori dal traffico per consentire alla squadra di riorganizzare il proprio gioco posizionale.
L’unico modo per poter migliore la fase difensiva è forse quella di migliorare la rosa inserendo giocatori di valore più alto. (non riesco a trovare lacune).
Fase offensiva:
Passiamo alla parte divertente,l’attacco. Più che una vera e propria analisi delle fasi di gioco in fase di possesso mi sono soffermato su alcune situazioni che hanno catturato la mia attenzione.
Partiamo dallo stile di gioco in fase di possesso. L’estremizzazione del concetto di possesso palla, che poi è forse l’aspetto più esaltante del suo stile di gioco, non è adatto ai più deboli di cuore. Fin dalle prime battute di gioco possiamo vedere con quale freddezza il suo Brighton gestisce la pressione avversaria, anche in zone di campo inusuali (per gli altri).
Se andiamo ad analizzare il possesso palla possiamo trovare molte situazioni interessanti:
- Killer Pass direttamente su rinvio dal fondo. Questa giocata l’avevamo già vista fare spesso ad Antonio Mirante ai tempi del Sassuolo. Tutti conosco le idee di De Zerbi e pertanto cercano di pressarlo molto alti, uomo contro uomo per evitare che la sua squadra riesca ad impostare da dietro. All’inizio. come ammesso da lui stesso, ha sofferto le squadre molto aggressive come l’Atalanta di Gian Piero Gasperini, ma questo gli ha permesso di imparare molto e crescere. Negli anni infatti ha adottato una contromossa ancora più produttiva e diretta. Se c’è parità avanti vuol dire che la squadra avversaria si trova in parità anche dietro, quindi si tratta di creare il contesto giusto per andare direttamente al goal da rinvio dal fondo. Qui vedremo punta e sottopunta tirare fuori i centrali difensivi per creare molta profondità alle loro spalle. Questa profondità viene poi attaccata dagli esterni di attacco molto veloci. Il gioco è fatto.
- Gioco a muro. Vediamo uomini ricevere di spalle e sottopressione, per attirare gli avversari e creare spazio alle loro spalle. Ci vuole coraggio e personalità. Qui vediamo Moisés Caicedo e Mahmoud Dahoud.
- Raccordi. Consentono di servire un terzo uomo schermato dalle coperture avversarie. Sempre Caicedo e Dahoud.
- Rombo di costruzione. Nel dettaglio vedremo Jan Paul van Hecke alzarsi per andare a ricevere “in avanti” per creare un rombo in fase di costruzione, soluzione insolita che Italia abbiamo visto fare a Leonardo Bonucci quando ad allenare era Andre Pirlo. Solitamente infatti ai centrali di difesa si richiede di abbassarsi per ricevere palla in un condizione più sicura.
- Giocare dentro per giocare fuori. Vediamo i giocatori ricercare il passaggio per vie centrali anche se è possibile il passaggio sull’esterno. Con questa scelta Adam Lallana concentra ancora di più gli avversari in zona centrale liberando sempre più spazio sull’esterno. Viene utilizzato spesso anche il classico “palla avanti-palla dietro-palla avanti”. I giocatori del Brighton sono perfettamente coordinati e attaccano lo spazio sempre con i tempi giusti.
- Interscambio su catene laterali. Le rotazioni e gli interscambi tra i giocatori sono una delle caratteristiche più interessanti del calcio di De Zerbi fin dai tempi del Foggia, dove si serviva direttamente l’esterno di attacco (Vincenzo Sarno) che veniva incontro ai portatori e al terzino (Angelo) si lasciava il compito di occupare l’ampiezza in posizione più avanzata rispetto l’esterno di attacco stesso.
Questi continui interscambi hanno il compito di destabilizzare le difese avversarie e creare quel secondo di dubbio ai difendenti di parte (“Cosa faccio esco o aspetto?”). I terzini scelgono sempre di fermarsi per non lasciare la fascia scoperta lasciando al ricevente la possibilità di controllare palla indisturbato.
Nell’ultimo periodo De Zerbi ha evoluto il gioco anche grazie a Pascal Groß, che di ruolo sarebbe un centrocampista e che però viene utilizzato come “falso” terzino, qui infatti in alternativa a quanto visto sopra, il terzino rimane stretto e l’esterno largo, con le catene laterali ad alternarsi tra ampiezza e semiampiezza.
- Taglio interno dei terzini/ 2vs1 su fascia. Passo successivo rispetto a quanto detto prima: qui vediamo come nel corso della partita i terzini spesso attaccano la linea difensiva avversaria. Questo ha un duplice scopo: 1) bloccare la linea difensiva, che non può immediatamente risalire dovendosi preoccupare di scappare; 2) tenere sempre la difesa avversaria sulle spine. Questo salire e scendere/scappare alla lunga può stancare e la stanchezza è amica della sbavatura, la sbavatura è amica stretta del goal subito.
Inoltre, grazie alla densità per vie centrali le difese avversarie restano molto compatte e questo gli consente di trovare spesso il 2vs1 sugli esterni.
Episodio simile ma esemplificativo della qualità di Bart Verbruggen che in fase iniziale si prende un bel rischio saltando un passaggio (al difensore centrale) ed elude la pressione avversaria servendo direttamente il terzino.
- Attacco alla linea. Altri esempi di attacco alla linea da parte dei terzini anche alle spalle dei difensori. Una pecca dei portatori di palla è che si accorgono in ritardo dei tagli perdendo di fatto il tempo della giocata, vanificando il tutto.
- Ripartenza/Transizione positiva. Incredibile la capacità di ribaltare l’azione e la voglia di attaccare la porta avversaria con tanti uomini. Anche in questo caso, solo la scelta sbagliata o l’imprecisione degli interpreti non consente al Brighton di trovare il goal.
- Concentrazione/ isolamento 1vs1. Un’abilità del Brighton è quella di creare una grande concentrazione nella zona centrale, soluzione vista spesso anche nel City di Guardiola. Questo porta gli avversari a dover creare grande densità in zona centrale lasciando sguarniti gli esterni. Esterni veloci e rapidi molto abili nell’1vs1 che quindi si trovano a proprio agio in una situazione in cui hanno molto spazio per puntare la difesa avversaria.
- Falso terzino. Abbiamo parlato prima di Pascal Groß nella veste di falso terzino. Spieghiamo meglio di cosa si tratta. I falsi terzini sono quei terzini che stringono dentro il campo e aiutano i centrocampisti in fase di manovra. Dopo Rinus Michels e Johan Cruijff, nei tempi più recenti è stato Guardiola a proporre questa soluzione e dopo si sono susseguiti tantissimi esempi come Theo Hernández al Milan ( ne ho già parlato qui ) e il più recente Trent Alexander-Arnold al Liverppol.
L’evoluzione introdotta da De Zerbi è che il falso terzino non stringe e si alza solo a centrocampo ma addirittura si alza sulla linea degli attaccanti. Il gioco di posizione consente a tutta la squadra di risalire compatta così i giocatori possono muoversi all’interno di questa scacchiera senza dover coprire delle lunghe distanze.
- Accompagnare con molti uomini. Come nel ribaltamento di fronte su calcio d’angolo, anche quando riparte su azione il Brighton spinge forte. Non di rado vediamo diversi uomini sopra la linea della palla in condizione numerica superiore a quella dell’avversario.
- Adam Lallana. Ho raccolto qualche impressione su questo giocatore recentemente decantato dallo stesso Roberto De Zerbi invitato alla Bobo TV ed ho capito quello che intendeva Roberto. Lallana sicuramente assieme a Welbeck è il giocatore con la carriera più importante (almeno prima dell’arrivo James Milner). Sa riconoscere gli spazi, indica le giocate, incoraggia, chiama il pressing e si fa trovare sempre nella posizione giusta, tutti elementi che abbinati a grandi doti tecniche gli consentono spesso di trovare di prima intenzione soluzioni che velocizzano di molto l’azione di rifinitura.
Analisi della rosa:
Analizzando la rosa credo che il nostro connazionale si possa divertire parecchio.
Quest’anno potrebbe essere l’anno della consacrazione finale per il giovane Julio Enciso, lanciato proprio da De Zerbi dopo un avvio di stagione ai margini con Graham Potter. In avanti, oltre il veterano Danny Welbeck e il neo acquisto João Pedro, vi è un giovane molto interessante pronto a fare il salto di qualità, ossia il classe 2004 Evan Ferguson. Ancora tanta qualità e velocità sugli esterni, gente come Kaoru Mitoma, Facundo Buonanotte, Solly March e Simon Adingra sembrano fatti apposta per il gioco del mister. A centrocampo tuttavia manca qualcosa, nonostante le conferme di Jakub Moder, Steven Alzate, Billy Gilmour e l’arrivo di Mahmoud Dahoud, giocatore che io ammiro fin dai tempi del Borussia M’gladbach, manca qualcosa considerando che ha perso tanto, con la cessione del campione del mondo Alexis Mac Allister andato al Liverpool (42 Milioni circa) e la probabile partenza di Moisés Caicedo conteso tra Chelsea, che ha già raggiunto l’accordo col giocatore e Leverpool, che ha già trovato l’accordo col club (120 Milioni circa). L’arrivo di James Milner non cambierà nulla nelle caselle di centrocampo, sembra infatti che il tecnico sia deciso a farlo giocare in difesa proprio da falso terzino. Di spessore i 2 terzini titolari, a sinistra l’Ecuadoriano Pervis Estupiñán e a destra Pascal Groß, interessante sarà vedere se il giovane Tariq Lamptey riuscirà a ritagliarsi un pò di spazio sulla destra. Tra i centrali di difesa spicca sicuramente il capitano Lewis Dunk, a completare il reparto Adam Webster, Igor, Joël Veltman, Jan Paul van Hecke (gli ultimi 2 possono essere utilizzati anche da terzini).
Completiamo con i portieri, dotati di grandi abilità con i piedi sia il neo acquisto Bart Verbruggen e il confermato Jason Steele promosso a primo portiere nella passata stagione proprio da De Zerbi.
Forse qualcosa arriverà ma la chiusura del mercato è ormai alle porte.
Parafrasando Maurizio Mosca : “ah ma come gioca il Brighton!!!”

