Roma – Fiorentina 2-0, Serie A

Stadio Olimpico, 1 Novembre 2020

Formazione Roma

Smalling al centro della difesa con Ibanez a sinistra nella difesa a 3 di Fonseca, Karsdorp è il laterale destro mentre Pellegrini fa coppia con Veretout in mezzo.

Formazione Fiorentina

Callejon in coppia con Ribery nel 3-5-2 di Iachini che schiera Martinez in difesa ed Amrabat come perno della linea a cinque.

Viola orientata sull’uomo

Callejon su Smalling, Ribery e Bonaventura sui braccetti sono a caccia del recupero alto con Castrovilli a cercare l’Intercetto verso la coppia di mediani, questa è la struttura di pressing adottata da Iachini per dare un forte avvio ai suoi.

La salita del resto della squadra non è però sufficientemente aggressiva e coordinata e quando la Roma riesce ad andare sui braccetti in ampiezza il gioco ad elastico di Veretout e Pellegrini libera uno dei due di ricevere da Ibanez o Mancini oltre la linea di pressione.

Mkhitaryan e Pedro

Le due mezzepunte svolgono un ruolo importante nel guidare l’uscita palla dal basso dei giallorossi, andando ad abbassarsi in posizione molto laterale portando con se i propri marcatori e liberando la corsa al laterale del lato di riferimento, sopratutto a destra su Spinazzola.

Fonseca guida quindi l’uscita dal basso sotto la pressione avversaria in due modi, o andando sul braccetto che da posizione laterale cerca il mediano oltre la linea di pressione o andando rapidamente dal braccetto ad attivare la corsa del laterale sfruttando il movimento della mezzapunta.

Chiara la scelta di limitare sia l’esposizione con il pallone ai centrali stessi sia l’uscita in zona centrale che l’anno scorso spesso ha rappresentato un problema.

Le due mezzepunte hanno un ruolo altrettanto fondamentale quando l’uscita è più lenta, scendendo nel mezzo spazio all’altezza della trequarti ed attirando uno dei due braccetti liberando quindi lo spazio che uno tra Veretout e Pellegrini vanno ad occupare per dettare il passaggio, il solito free-roaming di Dzeko completa la strategia di Fonseca volta a togliere i riferimenti alla difesa di Iachini.

Pressing Roma

La Roma alza il pressing portando la coppia Dzeko-mezzapunta sul lato in cui decidono di uscire con la palla, mentre i compagni restano più arretrati attendendo l’uscita forzata dei Viola sulle corsie laterali dove scatta il pressing del laterale giallorosso accompagnato da un aumento di densità in zona palla, che sfocia in un recupero o nel pallone che torna a Dragowski che successivamente lancia lungo dove i difensori di Fonseca hanno vita facile nel contendere il pallone aereo a Ribery e Callejon.

Svuotamento dell’area

La fase più problematica del gioco della Roma è da sempre andare a riempire l’area dopo aver tolto i riferimenti alla difesa.

Se come abbiamo visto la prima fase è ben gestita anche contro la Viola manca la successiva aggressione dello spazio con Mikitaryan, Pedro, Dzeko ed uno tra Pellegrini e Veretout che si trovano spesso a formare una linea a quattro sulla trequarti senza nessuno che entri, in alcune situazioni tanto era lo spazio che è stato Karsdorp a tagliare fino all’altezza del dischetto.

Cambi di Iachini

A cavallo tra 45′ e 60′ Iachini ridisegna i suoi dal 3-5-2 al 3-4-3 con Pulgar e Vlahovic per Castrovilli e Bonaventura.

Se sulle ricezioni basse degli attaccanti esterni sono molto attivi ed aggressivi Mancini e Ibanez, l’inserimento di un doppio mediano in zona centrale aumenta le linee di passaggio e favorisce i Viola ad alleggerire la pressione giallorossa trovando più continuità nell’usciere ed andare a giocare palla a terra nella metà campo avversaria.

Blocco medio Fonseca

Data la variazione adottata da Iachini, Fonseca opta per difendere più basso, poco prima della linea di metà campo dove scatta l’azione di pressing che costringe i Viola ad andare sulle catene laterali dove scatta la solita aggressione giallorossa.

Conclusioni

Fonseca si conferma tra i migliori tecnici della Serie A nel trovare soluzioni all’uscita palla in fase di pressing avversario ed a costruire strutture di non possesso attive e coerenti con le caratteristiche assunte dai rivali, è raro trovare la Roma impreparata su questi aspetti. La sistematicità con cui sta cercando di impostare l’uscita palla bassa, creando dei pattern ripetuti sembra faccia pensare stia virando verso un’impostazione più da sistema, forse per limitare la responsabilità in costruzione al pacchetto di centrali.

Iachini inizia con Callejon e Ribery schierati centralmente e costretti a giocare spalle alla porta contro i lunghi di Fonseca e finisce schierando tre punte centrali che devono allargarsi sulle fasce per ricevere palla.

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