Fiorentina – Torino 1-0, Serie A

19 Settembre 2020, Stadio Artemio Franchi

Formazione Fiorentina

Il primo 11 stagionale di Iachini vede Ceccherini come centrale difensivo al posto dell’indisponibile Pezzella, Chiesa e Biraghi come laterali e Bonaventura interno destro, Ribery e Kouamè completano il 3-5-2.

Formazione Torino

Giampaolo schiera Izzo come terzino destro del suo 4-3-1-2 a causa delle varie assenze e recupera all’ultimo Ansaldi a sinistra che vince il ballottaggio con Murru, dietro le due punte spazio per Berenguer.

Ampiezza Viola

Fiorentina evidenzia subito di aver preparato la gara per sfruttare il più possibile l’ampiezza concessa dal modulo di Giampaolo.

Come di consueto il 4-3-1-2 del tecnico granata prevede in non possesso la linea a 4 difensiva e la linea a 3 che stringono sul lato della palla risultando particolarmente esposto sul lato debole, frequente quindi il ricorso al cambio di gioco per Biraghi e Chiesa sempre larghi e pronti a sfruttare i metri a disposizione per impensierire i granata, da rivedere la precisione di Ceccherini in questo fondamentale che da centrale difensivo si trova spesso a lanciare ma con poca precisione.

Pericolosi i Viola sopratutto sul lato di Biraghi, quando l’esterno viene trovato sul lato debole i suoi cross tagliati nel mezzo trovano il taglio centrale di Kouame, un primo colpo di testa a lato, sul secondo Sirigu si supera.

Possesso Toro

Paziente ricerca del possesso dei granata con ripetuti scambi tra i centrali e facendo spesso ricorso anche a Sirigu per alleggerire la pressione Viola che tende a portare Kouame sulla linea di passaggio tra centrale e Rincon Bonaventura e Ribery sui centrali e più in basso Duncan sulla linea versoBerenguer.

Gli uomini di Giampaolo mantengono il possesso nell’attesa di attivare le giocate a muro sulla linea intermedia ed andare successivamente sulle punte o su Linetty molto attivo negli smarcamenti laterali.

Il possesso granata si inceppa sulla trequarti dove la densità difensiva avversaria e le difficoltà negli smarcamenti di Berenguer rallentano l’avanzamento della sfera che spesso viene lasciato ad aperture in ampiezza su Belotti e Zaza che si allargano, ma non trovano a loro volta i movimenti dei compagni per riempire lo spazio da loro liberato.

Pressing Viola

Avvio di ripresa dettato dal grande pressing della Viola, a uomo sulla costruzione bassa del Toro e con i braccetti molto aggressivi sulla linea di metà campo su Belotti e Zaza abili a recuperare subito il tentativo di uscita diretta sulle punte, a pallone recuperato i Viola faticano a ripartire in velocità con il Torino che resta comunque schierato, la costruzione offensiva passa molto dalla catena laterale sinistra tra Biraghi, Castrovilli e Ribery che si decentra molto favorendo le triangolazioni su quel lato.

Vantaggio ancora dettato dall’ampiezza, Chiesa recupera un pallone vagante e punta a destra Ansaldi, il cross teso trova sul lato opposto il taglio di Castrovilli sul secondo palo alle spalle di Izzo.

Imprecisione Toro

A vantaggio dei granata resta l’equilibrio, Giampaolo non costruisce quasi mai alzando molti giocatori quindi a palla persa difende la transizione negativa sempre con la linea a 4 ed i 3 centrocampisti abbastanza in posizione o in condizione di recuperarla in fretta, ciò che penalizza maggiormente il Torino è la carenza sotto l’aspetto qualitativo. Sotto una maggiore pressione aumentano i palloni sbagliati con i quali vengono cercati gli appoggi intermedi e l’unica soluzione possibile diventa il pallone diretto sulle punte che sono però preda dell’aggressività dei propri marcatori.

Conclusioni

La Fiorentina di Iachini evidenzia di non trovarsi a proprio agio negli attacchi posizionali, ma di prediligere le situazioni della partita che le consentono di muovere velocemente palla su tutta l’ampiezza andando a trovare le corse in verticale dei propri uomini migliori, Castrovilli su tutti si conferma fondamentale con i suoi inserimenti verticali.

Il Torino di Giampaolo mostra già la struttura base delle sue squadre fino alla trequarti, devono ancora migliorare le capacità di smarcamento e di “riciclo” del pallone nell’ultimo terzo di campo per poter vedere al contrario della partita del Franchi anche una fase offensiva produttiva.

Come tutte le squadre di Giampaolo, soffre sin da subito il lato debole sul quale Iachini ha chiaramente organizzato il piano gara dei suoi.

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