Juventus – Lione 2-1, Champions League

7 Agosto 2020, Allianz Stadium

Formazione Juventus
Non ci sono novità per Sarri che schiera Higuain recuperando Dybala in panchina, conferma per Rabiot mezzala sinistra.

Formazione Lione
García conferma Depay dopo il rientro in finale di Coppa di Francia, in attacco con Toko Ekambi.
A centrocampo non c’è più Tousart, ceduto all’Hertha Berlino, per lui il giovane Caqueret.

Cattura

Avvio a luci ed ombre
Avvio di partita che riassume pregi e difetti della stagione bianconera, fase di possesso che partendo dalla struttura del 4-3-3 con Cristiano che svaria spesso mentre Higuain funge da riferimento, Bernardeschi alterna la posizione in ampiezza ad una più stretta, Rabiot dalla mezzala sinistra si allarga a dare ampiezza sul lato opposto, pronto ad inserirsi nel mezzo spazio quando Cristiano prende l’esterno.
Uno tra Cuadrado e Sandro viene coinvolto nell’uscita bassa e dopo la progressione del pallone restano all’altezza della linea mediana pronti a farsi trovare liberi per cercare il filtrante dall’esterno verso la trequarti o per crossare, raro vederli sganciarsi senza palla in fase di costruzione, l’ampiezza non è chiesta a loro che devono restare a in posizione più arretrata per contenere la ripartenza.

Fase di non possesso che mostra i difetti espressi nei mesi precedenti, alternando buone fasi di pressing e contro-pressing offensivo ad altre in cui la difesa posizionale schierata con il 4-4-2 fatica a leggere con costanza i movimenti tra le linee avversarie, sopratutto Aouar trova troppo spesso il tempo dell’inserimento sul centro sinistra con Bernardeschi che appare spesso in ritardo nelle letture sul 22enne francese.

Corsia sinistra Lione
Fase di possesso diretta dei francesi, che dopo le prime battute in cui avevano sofferto il pressing alto bianconero optano molto spesso per il pallone lungo direttamente da Lopes su Cornet largo a sinistra che sfrutta la differente abilità sui palloni alti rispetto a Cuadrado per spizzare la palla su Depay e da lì cominciare la fase offensiva sfruttando le caratteristiche tecniche di Aouar e Guimaraes per puntare la linea bianconera, mentre lo stesso Cornet a sinistra e Dubois a destra dettano l’ampiezza.

Quando i francesi non escono con il pallone lungo, il giropalla difensivo cerca quasi sempre lo sbocco a sinistra su Cornet che fa progredire il pallone verso Depay che si sgancia dalla linea offensiva per venire incontro e cercare lo smarcamento laterale del solito Aouar.
Lione attivo principalmente sulla sinistra dove la Juventus con Cuadrado e Bernardeschi fatica a trovare i giusti tempi nelle uscite in avanti.

Fase difensiva francese
Lione alterna costantemente 5-3-2 e 4-4-2 in non possesso con Dubois a dettare la struttura a seconda della posizione presa da Rabiot, quando l’ex PSG si allarga a sinistra il terzino francese lo prende in consegna e Cornet scala sul lato opposto nella linea a 4 di centrocampo, diversamente il Lione opta per una linea 5 protetta dai 3 centrocampisti che cercano di scivolare sul lato del pallone.
Obiettivo del Lione è creare densità restando però piuttosto passivi sul portatore di palla e permettendo alla Juve di avanzare spesso sino alla 3/4.

Trequarti offensiva Juve
Anche per l’atteggiamento poco aggressivo dei francesi la Juventus non trova particolari difficoltà a raggiungere l’ultimo terzo di campo, dove però si confermano i problemi di attacco posizionale.
La presenza di molti portatori di palla tra le fila bianconere abbassa la capacità di smarcamento degli uomini di Sarri, che seppur tentando di portare avanti principi di gioco fluidi si trovano spesso ad arenarsi davanti alla linea difensiva avversaria senza il movimento o la giusta combinazione di tempo tra movimento e passaggio smarcante.
La necessità di non alzare subito i terzini per garantire la struttura difensiva implica difficoltà nell’andare a consolidare l’ampiezza o produrre il sovraccarico del lato forte con conseguente attacco al lato debole.
Juventus che resta quindi con il dominio sull’attacco posizionale, ma senza trasformarlo in attacchi efficenti, la pericolosità degli uomini di Sarri è data principalmente dal grande numero di giocatori presenti nel terzo offensivo più che dall’effettiva produzione di azioni concrete.
Nel finale con il Lione che rinuncia anche ad alzare i laterali l’immobilismo Juventino nel terzo offensivo si trasforma in numerosi cross dei terzini senza mai raggiungere il fondo del campo, e senza creare superiorità numerica.

Conclusioni
Il primo anno di Sarri si conclude con il manifestarsi dell’insufficienza dei compromessi adottati in funzione delle risorse a disposizione.
La fase di possesso fatica ad essere dinamica e non sfrutta adeguatamente tempi e spazi a disposizione andando a collassare contro la densità avversaria.
Sistema di non possesso che lontano dal pressing offensivo si conferma esposto ai movimenti verticali tra le linee degli avversari.
Andranno ragionati cambiamenti all’organico o all’idea di gioco per uscire da questa empasse di compromessi che sta penalizzando la crescita del progetto bianconero.
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