Inter – Getafe 2-0, Europa League

5 Agosto 2020, Veltins-Arena.

Formazione Inter
3-5-2 “classico” per Conte, con Godin per Skriniar in difesa e Gagliardini come interno di centrocampo.

Formazione Getafe
Bordelas schiera i suoi con un 4-4-2 in cui Maksimovic ha il compito di raccordo tra la punta di movimento Mata e la linea di centrocampo.

Cattura

Intensità Getafe
Avvio marcato dall’intensità imposta dal Getafe che alterna pressing portato in alto sulla costruzione bassa a fasi di pressing ad altezza media.
Intensità ed aggressività caratterizzate da uno schieramento che resta sempre corto con Arambarri su Brozovic per costringere i nerazzurri a veicolare il pallone sulle corsie laterali o il rinvio lungo in condizioni scomode.
Nelle fasi in cui l’Inter riesce ad addormentare la pressione avversaria i due mediani Azulones, Timor e Arambarri sono fondamentali a posizionarsi centralmente per chiudere le linee di passaggio verso Lautaro e Lukaku che sarebbero fondamentali per la risalita del pallone.
Quando Arambarri va su Gagliardini è Timor a prendere Brozovic con Maksimovic o Mata in raddoppio, mentre Cucurella si stringe per chiudere il pallone verticale per la punta, pronto ad allargarsi se la palla viene diretta su D’Ambrosio, Getafe che interpreta la fase di non possesso con un 4-4-2 / 4-4-1-1 estremamente compatto in zona palla.

Azulones che prediligono attaccare sul pallone recuperato sfruttando rapide verticalizzazioni sugli esterni alle spalle dei quinti nerazzurri con successiva palla nel mezzo, vanno in difficoltà quando si trovano a costruire concedendo pericolose palle perse agli avversari.
La posizione in possesso di Cucurella determina il 4-2-3-1 con cui Bordelas interpreta la fase offensiva. Si accentra nel mezzo spazio sinistro alle spalle di Barella lasciando l’ampiezza al terzino Olivera, in questa posizione l’ex blaugrana può spesso ricevere per puntare Godin prima di scaricare sul compagno che arriva da dietro.

Contesto Inter
L’Inter schiacciata dall’intensità avversaria per i primi 15′, cresce lentamente all’interno del primo tempo acquisendo tranquillità affidandosi al proprio contesto fatto di movimenti automatizzati.

Brozovic viene escluso dalla costruzione, ma con l’utilizzo di uno tra Maksimovic e Mata e di Timor o Arambarri, questo di conseguenza libera de Vrij o Bastoni di avanzare guardando lo smarcamento laterale di Lukaku e Martinez e trovandoli con palloni lunghi a scavalcare la densità avversaria.
Se i nerazzurri non trovano mai il caratteristico possesso basso propedeutico alla verticalizzazione sul quinto in ampiezza, sono fondamentali le giocate in smarcamento di Lukaku e Martinez per uscire dalla pressione avversaria e costringere il Getafe a difendere su un campo improvvisamente lungo contro avversari forti fisicamente come le punte di Conte.

Il gol del vantaggio nerazzurro è emblematico di questa situazione, Mata è su de Vrij, Maksimovic è su Brozovic, la palla del croato per Gagliardini su cui vi è la pressione di Arambarri, la sfera torna indietro su Bastoni che è libero di alzare la testa e servire la corsa in profondità di Lukaku che si trova a proteggere la sfera in 1 vs. 1 lanciato verso la porta avversaria.

Brozovic a muro
Conte sfrutta il pressing su Brozovic per manipolare l’assetto difensivo avversario, servito di spalle al centrocampo con l’uomo in marcatura ed il raddoppio di una delle punte, il croato gioca spesso a muro su uno dei braccetti che è libero di avanzare con la palla o di servire centralmente uno tra Barella e Gagliardini disordinando il 4-4-2 avversario e portandolo ad allungarsi e perdere di efficacia.

Cambi Bordelas
I primi 3 cambi del tecnico del Getafe non alterano la struttura dei suoi, ma ne aumenta la potenzialità offensiva.
Angel e Molina per Mata e Maksimovic e Jason per Nyom, portano due punte di ruolo di cui una forte fisicamente ed un esterno offensivo, subito determinanti nell’azione che porta proprio Molina dal dischetto.

Conclusioni
La continuità dell’Inter nel cercare di imporre il proprio contesto ha portato il Getafe a giocare dove non è in grado di esprimere le proprie abilità, difendere individualmente in spazi aperti, perdendo la compattezza dei reparti e metri sul terreno di gioco evidenziando i propri limiti in possesso.
Da notare il primo cambio di Conte, Eriksen per Brozovic, che sottolinea come Conte abbia individuato nel 3-5-2 il modulo base, relegando per il momento il danese a primo cambio per portare caratteristiche diverse inserendolo in funzione di attaccante aggiunto nell’ultima fase della gara.
L’inserimento dall’inizio del trequartista ex-Tottenham comporta degli assestamenti che probabilmente in questo momento i nerazzurri non hanno ancora assimilato.

Sebbene all’interno di una gara molto complicata, come avvenuto altre volte in stagione i nerazzurri dopo aver spostato la partita sul proprio terreno rischiano di concedere la possibilità all’avversario di riaprire l’incontro prima che sia un nuovo pallone profondo di Bastoni per il taglio senza palla di Eriksen a decidere la disputa.
Dalla capacità di gestire con più sicurezza l’andamento delle partite passerà molto degli sviluppi futuri dell’Inter, come dall’inserimento stabile di Eriksen in un sistema equilibrato che non preveda il contestuale sacrificio a Brozovic.

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