Atalanta – Lazio 3-2, Serie A

24 Giugno 2020, Gewiss Stadium

Formazione Atalanta
Non c’è Ilicic tra i titolari, Malinovskyi è la scelta di Gasperini, rientra Toloi in difesa.

Formazione Lazio
Cataldi per Leiva, Patric centrale destro e Jony a sinistra sono le novità nell’undici iniziale di Simone Inzaghi.

Cattura

Pressing e densità Lazio
L’avvio di gara è segnato da un elevata aggressività della Lazio che alterna eventi di pressing in zone avanzate inibendo la costruzione del Dea, a fasi in cui attende la linea mediana per creare densità e pressione sulle catene laterali avversarie producendosi in rapide verticalizzazioni in transizione.

In possesso gli uomini di Inzaghi palleggiano in zone basse del campo – tra Strakosha ed i centrali – attendendo la pressione avversaria per poi uscire rapidamente per vie verticali con Correa abile a posizionarsi tra le linee fungendo da raccordo o a destra su Lazzari.
Savic è una pedina importante per la pressione che esercita direttamente su Gosens o Djimsiti e per la capacità di prendere posizione sul corridoio di destra, ricevendo palle e resistendo sempre alla pressione avversaria, alza l’Atalanta e permette alla sfera di progredire verticalmente in spazi aperti.
La capacità della Lazio di creare le condizioni per rapidi attacchi in verticale, siano essi frutto di rapidi fraseggi centrali o della capacità di trovare la profondità su Lazzari, incide fortemente sull’avvio di gara dando una prima mezz’ora in cui l’Atalanta fatica a trovare le contromisure.

Catene laterali Atalanta
La prima mezz’ora evidenzia come i padroni di casa non riescano a sfruttare come al solito le catene laterali, sopratutto a destra la difficoltà è notevole.
Data l’assenza di Ilicic, Gasperini opta per un modulo con due trequartisti a supporto di Zapata, ma la densità creata dagli uomini di Inzaghi spinge Malinovskyi ad allontanarsi dal centro destra, inibendo il meccanismo di Gasperini con cui la mezza punta del lato di riferimento, interno e quinto si trovano a giocare ravvicinati ed in prossimità della linea laterale per creare la superiorità numerica.
Malinovskyi viene quasi isolato centralmente da Radu con De Roon che resta arretrato a protezione delle transizioni con cui la Lazio sta attaccando ed Hateboer per conseguenza si trova spesso in inferiorità con Luis Alberto in raddoppio e Jony che lo aspetta sulla profondità.
La pericolosità iniziale della Dea è data quindi dai duelli individuali vinti dal Papu nel mezzo spazio opposto o da errori in uscita dei biancocelesti, manca la solita efficacia del palleggio dei padroni di casa.

Alla prima occasione in cui la Lazio però non porta pressione sulla catena laterale, Malinovskyi largo a destra trova il taglio profondo di Zapata in area, che porta fuori la palla e serve Hateboer, cross dell’olandese che trova Gosens sul lato opposto per la rete del 1-2.
Senza la dovuta pressione avversaria il gioco Atalantino esce in modo naturale e produce il classico gol da “quinto a quinto”.

Toloi – Djimsiti
Alla mezz’ora l’Atalanta inverte i propri braccetti, portando Toloi a sinistra per andare a duellare con Savic.
L’effetto è immediato, a differenza di Djimsiti che aveva sofferto l’influenza del serbo, il difensore brasiliano riesce ad essere più aggressivo facendo sentire la propria presenza limitando l’influenza dell’avversario che sino a quel momento era stato un fattore dell’incontro.

Inversione del momento
Se la prima mezzora aveva raccontato di una forte influenza degli ospiti sul match, la crescita dell’Atalanta è lenta, ma inarrestabile.
Trovati gli equilibri con lo spostamento di Toloi, la Lazio viene privata di uno dei principali sbocchi per il pallone e di fatto viene bloccata la connessione tra il serbo e Lazzari che nei primi minuti aveva creato enormi problemi ai padroni di casa.
In concomitanza con questo accorgimento tattico, la pressione esercitata dagli uomini di Inzaghi viene sempre meno, senza pressione sulle catene laterali Gomez e Malinovskyi aumentano la loro influenza sul match, dai mezzi spazi dirigono il possesso con rapidi cambi di gioco sul lato debole trovando sbocco in ampiezza e di fatto costringendo la Lazio a lunghe fasi di difesa posizionale.
Rispetto al solito De Roon e Freuler accompagnano meno l’azione, restando in posizione più arretrata a protezione dei mezzi spazi chiudendo possibili linee di passaggio in verticale, sopratutto de Roon si rende fondamentale nell’inibire l’accesso verticale a Luis Alberto nel mezzo spazio di competenza.

Conclusioni
L’avvio della partita è concitato, la Lazio esercita una forte pressione e passa rapidamente in vantaggio, concede pericolosi palloni nel terzo difensivo e non trova a più riprese la rete dello 0-3.
La crescita dei padroni di casa è costante e forse denota il vantaggio di aver già giocato una partita ufficiale dopo la ripresa a differenza degli avversari che sono di fatto all’esordio.
Nonostante la crescita dei padroni di casa nella ripresa sia fortissima, la Lazio avrebbe ancora la possibilità di andare a rete, sia sul 1-2 che sul 2-2, ma a differenza delle ultime uscite si nota molta imprecisione nelle scelte e nelle combinazioni verticali, su tutte un 2 vs. 1 di Immobile e Luis Alberto in campo aperto sfruttato malissimo.
Bloccato da de Roon, Luis Alberto non entra mai in gioco e con Savic più bloccato le alternative in casa Lazio non ci sono, con l’infortunio di Correa viene meno un’ulteriore elemento chiave per l’attacco allo spazio.
Il tema della profondità della rosa è cardine in casa biancoceleste, i tanti impegni ravvicinati potrebbero essere un problema da questo punto di vista.

L’Atalanta viaggia verso quota 100 gol stagionali, il suo equilibrio data una capacità di creare occasioni così devastante comprende concedere qualche occasioni di troppo agli avversari, su questa sottile linea saranno poggiate le sorti europee bergamasche.

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