Inter – Sampdoria 2-1, Serie A

21 Giugno 2020, San Siro.

Formazione Inter
Mancano Brozovic e Sensi, Conte inserisce Gagliardini e conferma Eriksen a supporto di Martinez e Lukaku.

Formazione Sampdoria
Molte defezioni per Ranieri che schiera a sorpresa La Gumina in attacco e Bertolacci per Vieira.

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Sfruttamento corsie laterali Inter
Senza Brozovic l’Inter sfrutta ancora di più le corsie laterali, sopratutto a destra.
Skriniar che avvia dal centro destra della difesa mentre Barella si posizione da laterale destro con Candreva a muoversi su corsie più interne, alternativa sempre con Barella più decentrato a destra, ma più centrale lasciando a Candreva l’occupazione dell’ampiezza.
I due si alternano anche nell’attacco allo spazio verticale.
In entrambi i pattern a completare il triangolo laterale e la forte incidenza sull’out di destra è Lukaku in smarcamento laterale mentre Eriksen prende posizione centrale facendosi trovare libero arrivando a rimorchio, coinvolto più nella fase conclusiva che in quella di costruzione.
Pattern simile a sinistra, ma meno ricercato e fluido.
Inter che attacca costantemente con una linea da quattro composta dai due laterali e dalle due punte più Eriksen, e che trova più volte la profondità con rapide verticalizzazioni sugli smarcamenti laterali e profondi di Lukaku e Lautaro sui quali va subito il supporto del triangolo composto dall’interno e dal laterale di riferimento, in questa fase i nerazzurri mettono in mostra un perfetto timing negli smarcamenti.

Sampdoria
L’avvio della Sampdoria è molto deficitario, nonostante il modulo a 3 che diventa a 5 in fase difensiva non riesce mai a coprirsi adeguatamente sull’ampiezza avversaria, subendo costantemente gli smarcamenti laterali o in profondità degli avversari.
In possesso fatica a mantenere il controllo del pallone ed il solo La Gumina è sempre in balia della difesa avversaria, escluso qualche pallone in profondità sull’asse Murru-Jankto non sembra pervenuta in campo.

Passaggio al 4-5-1
Il passaggio al 4-5-1 compatta maggiormente la squadra di Ranieri, che riesce a coprire maggiormente gli esterni.
Samp molto aggressiva sul possesso basso avversario, ma con molta imprecisione nei tempi delle uscite che generano parecchi spazi alle spalle della linea di pressione, poco sfruttati dai nerazzurri per tutto il secondo tempo.
La fase offensiva resta basata sulle corse in profondità di Jankto e Murru a sinistra e sugli inserimenti di Thorsby a provare ad allungare la linea avversaria.
In non possesso Linetty si stringe su Barella rallentando l’efficacia della ricerca di superiorità sull’out destro.

Smarcamenti Inter
Inter che trovando più difficoltà nel trovare sbocco laterale con Barella marcato eccede nella ricerca della profondità sulle punte, ma rispetto al primo tempo i nerazzurri paiono in difficoltà negli smarcamenti, che rappresentano un aspetto fondamentale del gioco di Conte combinato all’uscita bassa.
Venendo meno questa capacità i nerazzurri pur lavorando un altro numero di palloni perdono la sensazione di controllo che avevano esercitato sull’incontro.
Da considerare anche il dispendio di energie in relazione al momento della stagione come possibile fattore per questo calo.

Borja Valero
A metà ripresa Conte sostituisce Eriksen per Borja Valero, riportando l’iniziale 3-4-1-2 al consueto 3-5-2 con lo spagnolo ad interpretare il play basso tra i due mediani.
Nerazzurri che riportano la parità numerica nella zona centrale del campo e trovano maggiore armonia nel giropalla rispetto alla fase iniziale della ripresa dove avevano verticalizzato con eccessiva insistenza.
L’ingresso finale di Sanchez riporta anche una discreta vivacità nel terzo offensivo.

Eriksen
Senza dubbio la porzione di gara più convincente sinora dell’esperienza italiana di Eriksen.
Schierato a supporto delle punte, Conte lo libera da compiti di costruzione, dove interviene solo per appoggi e giocate a muro per muovere la linea di pressione, il pallone viene mosso verticalmente per corsie laterali sino alla trequarti e da li rimesso rapidamente in circolazione orizzontale intercettando la corsa di Eriksen.
In questo modo viene data al danese la possibilità di entrare in possesso a ridosso o dentro l’area richiedendo all’ex-Spurs di incidere in ottime condizioni sulla fase conclusiva dell’incontro.
Un assit ed un gol annullato (con ottimo attacco dello spazio da parte sua in entrambi i casi), sono il bottino dell’incontro.
Incastrato in questa posizione dovrà incidere con maggior cattiveria sfruttando a pieno la sua qualità, un paio di scelte sbagliate nella ripresa denotano come vi sia ancora margine di miglioramento.

La posizione e la funzione di Eriksen, quasi da attaccante aggiunto che va ad attaccare uno spazio centrale, comportano differenti movimenti anche per le due punte.
Abituati a posizionarsi spesso in verticale tra di loro per attaccare la profondità con rapide giocate a muro, Lukaku e Lautaro hanno quasi sempre giocato in linea orizzontalmente, mettendosi in mostra con preziosi smarcamenti laterali e successivi movimenti a mezzaluna senza palla per permettere alla sfera di progredire lateralmente ed ad Eriksen di trovare spazio centrale.
Rispetto alla sfida di Napoli, è venuta meno la sensazione che i 3 si pestassero i piedi a vicenda.

Conclusioni
Con la mancanza di Brozovic, Conte opta per l’opzione più logica per l’inserimento di Eriksen.
Due interni ed il danese a supporto delle due punte hanno portato un’ottima fluidità al sistema, fintanto che il possesso basso e gli smarcamenti hanno girato con lo stesso timing.
Da rivalutare contro avversari più probanti di questa Sampdoria in emergenza sotto tutti i punti di vista.

L’Inter, continua a confermare la propria dipendenza dalla continuità negli smarcamenti delle proprie punte, senza la quale i nerazzurri faticano ad instaurare un possesso difensivo. Sensazione accentuata nel frangente di gara in cui alla difficoltà negli smarcamenti si è aggiunta l’assenza di un play basso.

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