Napoli – Barcellona 1-1, Champions League

25 Febbraio 2020, Stadio San Paolo di Napoli

Formazione Napoli
Formazione tipo per Gattuso che conferma l’ormai titolare Ospina tra i pali e Demme mediano centrale tra Ruiz e Zielinski.

Formazione Barcellona
Formazione obbligata per Setien, alle prese con molti indisponibili, che sceglie Vidal lasciando in panchina i giovani Fati e Puig.

Cattura

Stallo posizionale
Sin dalle prime battute si configura quello che sarà il trend del match, ovvero una battaglia combattuta sulle reciproche posizioni, con poco movimento per sparigliarle.
Il Barcellona che assume il controllo del possesso si dispone con Pique ed Umtiti all’altezza della linea mediana, Semedo e Firpo in ampiezza più avanti allineati con Busquets centrale e Rakitic leggermente più avanti al catalano sempre in zona centrale, de Jong sul centro sinistra, mentre Vidal si muove nell’ultimo terzo di campo in funzione della posizione di Messi, se l’argentino resta nel mezzo spazio il cileno va in ampiezza, quando invece si allarga allora l’ex-Juve e Bayern assume una posizione più centrale.
Il Napoli risponde tentando un primo pressing sulla circolazione bassa del Barca, prima di compattarsi in un 4-5-1 basso in cui Mertens resta poco prima della linea di centrocampo per dettare l’uscita palla verticale, mentre i compagni si dispongono in due file molto compatte all’altezza del terzo difensivo.

Circolazione ad “U” Barca
La risposta posizionale del Napoli, con Mertens o la mezzala sul lato palla ad ingaggiare il centrale di riferimento chiudendo la linea di passaggio centrale e le due linee compatte alle loro spalle genera nei giocatori di Setien una prolungata fase di possesso perimetrale con la palla che viaggia più volte tra i centrali ed i terzini senza riuscire a guadagnare in profondità velocità e pericolosità, la linea a 5 con Demme centrale davanti alla linea a 4 crea densità attorno a Busquets e Rakitic che a loro volta sono costretti a giocare o a muro con i centrali o a loro volta a veicolare il pallone sulle corsie, allo stesso tempo la coppia mezzala esterno Zielinski Insigne e Ruiz Callejon è rapida a scivolare orizzontalmente quando i catalani provano il cambio di gioco per andare a riportare parità numerica sulle corsie laterali.

Possesso Napoli
La strategia in possesso del Napoli è semplice e ben delineata, alla rapida transizione dettata direttamente dall’esterno in ampiezza si alterna la costante ricerca di attirare in altro la pressione del Barca con un’articolata costruzione dal basso per poi cercare lo spazio alle spalle della prima linea di pressione.
Osserviamo quindi sulla rimessa dal fondo di Ospina come Gattuso schieri quattro uomini dentro l’area, due ai lati del portiere ed altri due di spalle al campo ai vertici dell’area piccola, sfruttando i vertici alti per la giocata a muro sui centrali più bassi per attirare ancora di più la pressione ed avere più spazio nell’uscita verso i terzini e le mezzali.

Se l’uscita non trova varchi all’altezza mediana del campo, il Napoli torna indietro con la palla sin da Ospina stesso per ricominciare con molta pazienza, ed in questo caso osserviamo come Gattuso porti i due centrali lateralmente dentro l’area, Demme in posizione centrale sulla lunetta, Ruiz in diagonale sulla trequarti difensiva con i terzini a media altezza pronti a ricevere la palla in ampiezza, Zielinski sul lato opposto di Ruiz è più avanzato pronto a collegare la palla verso Insigne o ad attaccare lo spazio centrale.
Il possesso sul lato sinistro del campo è caratteristico con Zielinski che si va ad allargare in ampiezza mentre Insigne che entra in possesso dal mezzo spazio sinistro alla posizione centrale, mentre Mertens davanti a lui attacca la profondità e Callejon offre una pista in ampiezza.
L’uscita sul lato destro invece prevede Callejon che viene incontro al pallone offrendo la giocata a muro su Ruiz per la successiva verticalizzazione sulla corsa di Di Lorenzo, mentre dall’altro lato è Insigne in questo caso a correre nel mezzo spazio opposto per dare l’ampiezza.
Un sistema di possesso che prevede un’uscita bassa articolato e paziente per trovare successivamente uno sviluppo rapido oltre la linea di pressione che coinvolga 4-5 giocatori al massimo per non sbilanciare la struttura complessiva.
Nella rapidità degli attacchi partenopei spicca come particolarmente critica per la difesa blaugrana la posizione accentrata assunta da Insigne, che spesso va a ricevere in una zona poco presidiata con il movimento ad allargarsi di Zieilinski che portano fuori posizione i mediani avversari e gli scatti verticali di Mertens che combinati alla palla scoperta su Insigne creano spazio centrale costringendo la linea ad abbassarsi.

Zielinski e Ruiz
I due Napoletani aumentano la loro incidenza sul gioco della squadra forti soprattutto della possibilità di muoversi oltre la linea di pressione con maggiore libertà, se lo spagnolo è più coinvolto nella circolazione del pallone, il polacco esprime al meglio il suo dinamismo alternandosi con Insigne nell’occupazione dell’ampiezza e del corridoio centrali, mostrando le sue capacità di lettura dello spazio.
A differenza dei campagni il polacco forte di caratteristiche individuali specifiche si produce anche in azioni individuali di contropressione a possesso perso, da una delle quali, originata da un suo attacco centrale nasce il gol del vantaggio di Mertens.

Difficoltà Barcellona
La partita del Barcellona è tutta nell’immobilismo che deve fronteggiare il portatore di palla quando cerca i compagni, il Napoli riesce costantemente ad isolare la zona centrale del campo, impedendo a Messi, de Jong e Vidal di costruire con costanza scambi rapidi nei mezzi spazi, obbligando le ricezioni sugli esterni dove i catalani non trovano mai superiorità numerica o lo spazio per poter provare il duello individuale.
Se a Messi viene preclusa la possibilità di accendersi in zone centrali, molte ricezioni vengono indirizzate su Vidal in posizione di esterno destro, dove il cileno non ha le qualità tecniche per forzare la giocata e dove le linee di passaggio vengono chiuse aumentando la pressione sul portatore avversario.
Sul lato opposto lo scenario non cambia, il movimento di Griezmann è fine a se stesso, dalla zona centrale taglia senza palla verso l’out di sinistra senza ricevere l’innesco ed il movimento di de Jong verso lo spazio lasciato vuoto viene chiuso dalla densità centrale creata dal Napoli.
Ogni giocatore del Barca che entri in possesso all’altezza della linea mediana o sui lati si trova a fronteggiare da un lato la densità centrale con conseguenti scivolamenti laterali degli uomini di Gattuso, dall’altro la staticità dei propri compagni.
In una delle uniche occasioni dell’incontro in cui il Napoli non è stato attento nel mantenere la densità centrale, il Barcellona trova il pareggio attaccando proprio dal mezzo spazio:
Busquets attivato dalla giocata a muro di Vidal trova il filtrante per Semedo che può attaccare lo spazio oltre Rui servendo per Griezmann sul lato opposto la rete del 1-1.
Da qualche minuto Setien aveva sostituito Rakitic con Artur, ma la modifica sostanziale era stata un maggiore accentramento di Messi nella costruzione bassa, con l’argentino a scendere per ricevere palla alle spalle anche dei mediani, una mossa che ha alzato l’altezza della pressione della mezzala partenopea aumentando leggermente lo spazio a disposizione dei catalani tra le linee.

Pressione avanzata Napoli
L’organizzazione senza palla del Napoli emerge anche a gol subito, quando i padroni di casa alzano nuovamente il proprio pressing come nelle primissime battute dell’incontro, chiudendo gli spazi centrali e veicolando l’uscita palla avversaria sui terzini dove scatta l’aggressione delle catene laterali, sul proseguo di una di queste situazioni Firpo pressato da Insigne scarica su Busquets, Zielinski ne copre le linee di passaggio profonde ed il catalano scarica centralmente su Artur dove è in agguato Ruiz, sulla riconquista della palla nasce la rapidissima transizione che porta Callejon ad un passo dal 2-1.

Conclusioni
Gattuso sfrutta la propria strategia nel migliore dei modi, con un Barca per propri demeriti statico, e costretto a giocare spesso con troppo poco spazio a disposizione subendo allo stesso tempo rapidi attacchi a campo aperto.
La strategia di Gattuso è elaborata e si produce attraverso una difesa posizionale attenta e compatta, una costruzione bassa efficace e precisa anche sotto pressione ed attacchi rapidi in cui i giocatori di casa dimostrano di sapersi muovere molto bene nello spazio.
La formazione di Setien senza un’ala sinistra vera e propria resta intrappolata a metà tra un 4-4-2 ed un 4-3-3 dove a destra Vidal dimostra di non possedere le caratteristiche per interpretare la mezzala di possesso contro una difesa schierata e dall’altro costringe Griezmann a muoversi in un contesto che non ne esalta le doti di attacco allo porta, tema più volte emerso in stagione.

In vista del ritorno al Camp Nou, Gattuso rammaricandosi del gol concesso nell’unica vera distrazione di tutta la gara dovrà replicare alla perfezione il piano gara di questa sera cercando il vantaggio prima di essere costretto necessariamente a sbilanciarsi troppo.

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