Inter – Milan 4-2, Serie A

9 Febbraio 2020, Stadio San Siro

Formazione Inter
Oltre a Padelli, ci sono Vecino con Brozovic e Barella e Sanchez con Lukaku, confermato Young a sinistra, mentre a destra torna Candreva.

Formazione Milan
Conferme per Kjær centrale accanto a Romagnoli e Conti a destra, il Milan si dispone con un 4-4-1-1 con Calhanoglu dietro Ibrahimović e Rebic a sinistra.

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Pressing Milan
Avvio intenso caratterizzato dall’atteggiamento del Milan ad altezza media sulla costruzione bassa dell’Inter, Ibrahimović su de Vrij e Calhanoglu su Brozovic forzano la giocata su Skriniar e Godin che sono incerti nella costruzione ed il pallone viene spesso recuperato quando la trasmissione viene indirizzata verso i quinti, quando invece la palla esce l’Inter va diretta su Sanchez che trova l’appoggio sulla mezzala per attivare in ampiezza Candreva e ribaltare rapidamente il fronte.

L’atteggiamento del Milan sulla costruzione dell’Inter prevede che Romagnoli e Kjær restino in 2 vs. 2 contro Sanchez e Lukaku cercando costantemente l’anticipo, atteggiamento rischioso che funziona, ma alla prima – ed unica – scelta di tempo sbagliata da parte di Romagnoli avviene la fuga di Lukaku che porta all’occasione per Vecino al 25′.

Costruzione asimmetrica Milan
La costruzione asimmetrica del Milan con Conti più arretrato sul centro destra chiama la salita di Young con Castillejo che si smarca alle sue spalle e riceve scaricando su Bennacer sul quale si alza Brozovic liberando lo spazio per Calhanoglu che va a prendere posto oltre Barella che resta su Kessie, il conseguente movimento a scalare a sinistra dell’Inter libera spazio sulla destra dove il Milan porta molti palloni sfruttando le doti di Rebic e Theo che possono andare in 2 vs. 2 contro Godin e Candreva, quando la palla non viene veicolata a destra il Milan insiste a sinistra con Castillejo che punta il proprio marcatore diretto costringendo l’Inter a restare bassa prima di andare a cercare centralmente Ibrahimovic che può uscire per attivare gli scambi nel terzo difensivo avversario.

Variazioni Inter
L’avvio dell’Inter che riagguanta il pareggio con un 2-0 incredibile nel giro di pochi minuti è all’insegna della profondità.
Sanchez non cerca più solamente la giocata a cucire come nel primo tempo, ma attacca la profondità tra Kjær e Conti aumentando il dinamismo del possesso offensivo nerazzurro e contribuendo ad abbassare la linea rossonera.

In non possesso Young non sale più su Conti sulla costruzione bassa del Milan, con l’Inter che attende la metà campo per far salire la pressione evitando quindi di far scattare quel meccanismo che nel primo tempo aveva permesso ai Rossoneri di trovare spazio sulla sinistra di Brozovic e quindi di andare in velocità a giocare su Theo e Rebic cambiando fronte d’attacco.

Scarsa attenzione ai dettagli Milan
In occasione del gol del 2-2 il taglio di Sanchez è determinante a liberare Vecino, ma lo è ancora di più il goffo tentativo dei rossoneri di azionare il fuorigioco con Conti arretrato di un metro rispetto alla linea chiamata da Kjær e Romagnoli.
Pochi minuti prima era stata concessa eccessiva libertà a Brozovic, che realizza un gol bellissimo, ma non trova nessun rossonero a contendergli quel tiro nonostante il croato non sia nuovo a soluzioni del genere.

Successivamente al 2-2 il Milan cerca di giocare come nel primo tempo, ma l’effetto psicologico negativo della rimonta subita si ripercuote in molti errori nella qualità con cui gli uomini di Pioli fanno circolare la palla.

Un’altro effetto del calo di concentrazione ed intensità del Milan si vede in occasione del 3-2, è nuovamente Brozovic a godere di eccessiva libertà quando si smarca troppo facilmente oltre Calhanoglu, il croato in piena libertà trova con precisione assoluta il taglio profondo di Vecino che non viene assorbito dalla difesa e che serve Lukaku dal cui tiro conteso nascerà il calcio d’angolo da cui de Vrij realizzerà il gol del vantaggio.

3-5-1 con Eriksen vertice alto
Forte del vantaggio acquisito Conte varia il proprio schieramento inserendo Eriksen per Sanchez, di fatto aggiungendo un secondo regista in verticale rispetto a Brozovic che aumenta la capacità dell’Inter di gestire la palla facendo correre a vuoto i rossoneri che tardano a riprendersi dallo choc di inizio ripresa.
Solo nel finale il Milan, disposto con un 4-3-3 molto offensivo con Paquetà e Calhanoglu come mezzali ai lati di Bennacer torna a farsi pericoloso quando dopo uno smaercamento profondo il brasiliano serve un pallone alto sul quale nuovamente Ibrahimovic sovrasta il marcatore, ma colpisce il palo.
Con i rossoneri allungati nel tentativo di trovare il pareggio arriva nel finale il 4-2 definitivo di Lukaku.

Conclusioni
Il primo tempo mostra il miglior Milan della stagione, che trae pieno vantaggio dall’applicazione perfetta del piano gara di Pioli, attirare la pressione sulla destra per trovare spazio dietro Brozovic e Barella ed andare poi a giocare in velocità sul lato opposto.
Nella ripresa Conte sistema tatticamente il problema, con un’Inter che rifiuta di salire su Conti ed attendendo la linea mediana per portare pressione ai portatori rossoneri, tagliando i rifornimenti verso Ibrahimovic e di fatto cambiando l’andamento dell’incontro.
E’ nella superficialità con cui i rossoneri approcciano la fase difensiva nella ripresa che l’Inter trova l’entusiasmo per compiere la rimonta.

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