Hellas Verona – Juventus 2-1, Serie A

8 Febbraio 2020, Stadio Bentegodi di Verona

Formazione Verona
Formazione tipo per Juric che ritrova Amrabat e che integra il neo arrivato Borini nella coppia di attacco.

Formazione Juventus
Sarri con Costa nel tridente offensivo, conferme per Rabiot al posto di Matuidi.

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Il Verona di Juric
Il Verona di Juric si caratterizza per l’intensità ed organizzazione del suo pressing.
Borini e Zaccagni stabilmente sui centrali con Pessina che sale su Pjanic costringendo gli avversari ad uscire sui terzini dove arriva il pressing dei quinti o in zona centrale dove Rabiot e Bentancour sono seguiti con grande attenzione da Veloso e Amrabat, quando tutte le linee sono chiuse i bianconeri sono costretti ad andare lunghi dove il terzetto di centrali si spartisce la contraerea con grande aggressività, Rrahmani sul centrodestra Kumbulla sul centrosinistra e Gunter centralmente sono sempre reattivi a correre in avanti per contrastare e spesso anticipare il pallone lungo su Cristiano e Higuain, anche a costo di spendere il fallo per permettere ai compagni di ricompattarsi in basso e ristabilire l’intensità.

A linea di pressione saltata l’undici di Juric si schiera totalmente sotto la linea della palla costruendo due linee da 5 estremamente strette e orientate a creare densità nella zona del portatore, mantenendo un’elevata reattività sulla palla e permettendo agli scaligeri di fare vera e propria caccia alle seconde palle.

La ripartenza dell’Hellas è dettata dall’assoluta verticalità con cui vengono ricercati i tagli profondi di Borini e Zaccagni le cui corse sono sempre ad allargarsi.

Possesso Hellas
Se il sistema di Juric ruba l’attenzione per il pressing totale va sottolineata anche l’organizzazione del possesso che utilizza i braccetti per portare palla allo scopo di stanare la salita avversaria, le doti di Amrabat nel dribbling sono fondamentali per resistere alla pressione avversaria o letteralmente per attirarla per poi scaricare la palla sul compagno libero.
Veloso è attento a posizionarsi lateralmente ad Amrabat o più avanti diagonalmente cercando la posizione libera per ricevere ed aprire il possesso sul lato libero sfruttando le sue doti tecniche e balistiche con la precisione dei passaggi lunghi.
La posizione di Pessina è importante per le giocate a muro con le quali si smarca per poi aprire in profondità sulla sinistra dove Zaccagni si decentra sempre e forte della sovrapposizione di Lazovic rientra per crossare in zona secondo palo dove arrivano gli inserimenti centrali ed il taglio dal lato opposto di Borini o la trasmissione orizzontale da sinistra a destra per andare a trovare la corsa di Faraoni.

“Centravanti” Hellas
Il Verona gioca senza punte di ruolo, i movimenti di Zaccagni e Borini sono sempre nella zona di Cuadrado e Alex Sandro, favorendo gli inserimenti centrali dei compagni e la libertà dei quinti sopratutto a destra di Faraoni data la classica giocata a sinistra di Zaccagni di rientrare sul destro e crossare o attivare la circolazione orizzontale.
La Juventus fatica a trovare le contromisure, trovandosi con una linea a 4 stretta esposta all’arrivo dei quinti non coperti in ampiezza dai 3 centrocampisti.

Da qui alla mezz’ora la variazione di Sarri che da indicazione a Costa di comporre la linea a 4 senza palla, con una una Juve che si dispone in difesa posizionale con il 4-4-2 per dare maggiore copertura alla ricerca di ampiezza avversaria.

Juventus
La crescita della Juventus all’interno del match dal 35′ del primo tempo è proporzionale al calo di intensità dell’Hellas.

Quando il pressing asfissiante delle due linee in difesa posizionale cala la Juventus inizia a trovare gli appoggi sicuri per il proprio possesso su Cristiano e Costa che riescono a controllare girarsi e puntare il proprio uomo, sfruttando le doti individuali per creare le migliori occasioni dell’incontro, ma senza mai riuscire a costruire una fase di possesso duratura e fluida o attuare meccanismi di riaggressione validi a fiaccare gli avversari.

Ampiezza, il compromesso di Sarri
La Juventus esprime in questa partita il proprio compromesso tra la ricerca di un’attacco centrale e la necessità di avere ampiezza.
Il tridente Juventino quando i bianconeri saltano il pressing è sempre molto attento a scaglionare lo spazio orizzontale, non è raro vedere a seconda dell’occasione e della posizione dei compagni anche Higuain restare largo per avere sempre 3 uomini in tutta l’ampiezza favorendo la creazione di duelli individuali per Cristiano e Costa in cui esprimere il maggiore tasso tecnico e sopratutto costringere i 3 centrali avversari a restare larghi.

Il compromesso di Sarri si esprime nelle posizioni delle mezzali e dei terzini, dovendo mantenere l’equilibrio con la linea a 4 stretta dietro i terzini raramente salgono a dare ampiezza alla costruzione del possesso, mentre i movimenti a smarcarsi in ampiezza di Rabiot e Bentancour sono spesso ben assorbiti dalla superiorità sulle corsie di cui gode l’Hellas, questa situazione impedisce alla Juventus di consolidare il possesso e muovere a sufficienza il castello avversario.

Attacco fluido
L’ingresso di Dybala per Higuain ha lo scopo di aumentare la fluidità con cui la Juventus attacca e la capacità in dribbling dell’argentino di aumentare la resistenza al pressing avversario, le doti del numero 10 sono fondamentali nel gol del vantaggio di Cristiano nato dalla capacità di Dybala di resistere all’immediata riaggressione avversaria prima di uscire con il pallone lungo su Cristiano da cui nasce il gol del vantaggio.

Il momento migliore della Juventus è a cavallo tra il vantaggio ed il gol del pareggio subito sull’ennesima riaggressione del possesso avversaria, con il Verona meno intenso aumenta la circolazione del pallone dei bianconeri favorita dalla maggiore associatività di Dybala che si smarca tra le linee e favorisce gli inserimenti centrali di Rabiot o Bentancour che allungano le maglie dell’Hellas.

Il gol di Borini e l’Hellas ridisegnato.
Il gol del pareggio di Borini è la firma sul calcio di Juric, i gialloblù guardano sempre in avanti, anche a palla persa la corsa dell’attaccante è indirizzata sulla linea di passaggio che collega Pjanic ai compagni arretrati, l’errore del bosniaco è casuale, ma il fatto che Borini fosse già pronto ad andare in porta è il manifesto di ciò che vuole Juric.
Nei minuti finali costretto ad avere maggiore peso offensivo Juric ridisegna l’Hellas abbassando Pessina accanto a Amrabat, inserendo Verre per Veloso tra le linee e spostando Borini a sinistra per il sostituito Zaccagni.

Quasi contemporaneamente l’infortunio di Costa è una mazzata sul piano gara di Sarri, costretto dalle poche alternative ad inserire Ramsey, la Juventus perde l’ampiezza che faticosamente aveva conquistato tornando a faticare nel disordinare il castello difensivo avversario, in questo senso forse tardivo l’inserimento di De Sciglio che spinge Cuadrado in avanti.

Conclusioni
La Juventus deve ancora scendere a patti tra la necessità di avere ampiezza in fase offensiva ed il mantenimento di equilibrio nelle retrovie, il compromesso degli ultimi mesi funziona parzialmente e si espone ad alti rischi in serate come questa dove diventa evidente il vero elemento mancante nel sistema ad ora implementato, la Juventus ad ora non ha un impianto di pressing e riaggressione costante che le permetta di gestire con maggior efficacia serate complicate come questa.

Juric ha trovato a Verona la possibilità di mostrare il suo calcio, di cui a lungo si è parlato, ma raramente si era intravisto.
L’Hellas è un sistema compatto ad alta intensità che sopperisce con il pressing totalizzante alle lacune qualitative della rosa.

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