Fiorentina – Atalanta 1-2, Serie A

8 Febbraio 2020, Stadio Artemio Franchi di Firenze

Formazione Fiorentina
Formazione tipo per Iachini, che recupera nel suo 3-5-2 anche Castrovilli e conferma Igor come braccetto sinistro.

Formazione Atalanta
Castagne per Hateboer, Freuler Pasalic coppia centrale, Gasperini piazza Gomez con Ilicic e Zapata.

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Riaggressione Atalanta
All’interno di una gara che nelle prime battute si prospetta bloccata, un fattore importante è la riaggressione del possesso da parte dei giocatori di Gasperini che restano molto aggressivi a palla persa recuperandola nella metà campo avversaria e costringendo la Fiorentina a restare schiacciata.

Nella fase di possesso da subito si configura il classico pattern a svuotare il centro di Gasperini, molto attivo il triangolo di destra tra Freuler-Castagne-Ilicic che agendo lateralmente allarga le maglie del castello difensivo di Iachini creando le prime potenziali occasioni dell’incontro.
Con il triangolo sopracitato attivo tra esterno e mezzo spazio destro e Gomez Gosens ad equilibrare l’ampiezza a sinistra centralmente si crea lo spazio per gli inserimenti senza palla di Pasalic favoriti dai movimenti in profondità di Zapata.

La Fiorentina di Iachini
Castello difensivo molto stretto con due riferimenti quasi ad uomo, Igor su Ilicic e Milenkovic su Gomez che si attivano quando il pallone giunge nell’ultimo terzo di campo con l’intento di tenere lontani i due fantasisti dai mezzi spazi ed impedirgli la profondità.
Fase difensiva prolungata dei Viola che schierano stabilmente 8 uomini dietro la linea del pallone, con il quinto dal lato della palla a scalare in linea con i difensori e l’interno ad allargarsi per pareggiare la coppia seconda punta e laterale di Gasperini, mentre il quinto opposto cerca di essere aggressivo sul laterale opposto formando spesso due linee da quattro molto compatte e reattive sulla palla in cui spicca l’aggressività e l’intensità centrale di Pulgar sempre a caccia dei palloni vaganti.

La fase offensiva dei Viola è affidata a rapide transizioni dettate dai continui strappi senza palla di Chiesa, sempre pronto a dettare la linea per il pallone lungo oltre la testa del braccetto avversario, centralmente agisce Cutrone che si pone più da riferimento per il pallone centrale, ma che pecca spesso di qualità al momento di innescare la corsa dello stesso Chiesa o di Castrovilli anche lui incaricato di attaccare lo spazio.
Proprio per queste ragioni verrà sostituito all’intervallo da Vlahovic.

Compito ad hoc per Benassi che sulla costruzione bassa di Gasperini ha il compito di andare ad attaccare Djimsiti, individuato da Iachini come l’anello debole dei 3 difensori Atalantini in impostazione.

Dal 3-4-2-1 al 3-4-1-2, la posizione del Papu
L’Atalanta che si presenta in campo alla ripresa presenta subito una classica variazione di Gasperini, che riordina il terzetto offensivo arretrando Gomez centralmente e disponendo due punte in Zapata e Ilicic, con quest’ultimo che ha piena libertà di allargarsi o restare più centrale, mentre il Papu che parte più arretrato tra Pasalic e Freuler può inserirsi centralmente togliendo riferimenti alla difesa Viola.
È proprio una combinazione tra Ilicic e Gomez in profondità a rompere il castello di Iachini con l’argentino che serve un comodo assist a Zapata per l’1-1.

Nel primo tempo l’Atalanta aveva sofferto l’inferiorità numerica di Freuler e Pasalic contro Castrovilli Pulgar e Benassi e le incursioni di quest’ultimo su Djimsiti in costruzione; la nuova posizione di Gomez, introdotta l’inverno scorso, consente agli orobici di ovviare ad entrambe.
Il Papu funge da vertice basso in costruzione sollevando Djimsiti dalla costruzione ed il movimento centrale con cui da vertice basso si va a porre da trequartista aumenta il dinamismo del triangolo centrale togliendo riferimenti all’intensità avversaria e innescando il possesso offensivo dalla trequarti in su dei suoi, creando spazio tra la linea dei difensori e quella dei centrocampisti.
Quando Gomez è più arretrato è prima Pasalic e poi Malinovsky ad alzarsi oltre al numero 10 argentino occupando lo spazio tra la trequarti e Zapata.

Conclusioni
L’Atalanta torna al 4° posto in quella che si presenta come una corsa alla qualificazione in Champions simile alla passata stagione, partita complicata dall’elevata intensità dei Viola, ma risolta da un cambio tattico che ha tolto tutti gli equilibri difensivi degli avversari.

La Fiorentina di Inchini si è dimostrata troppo dipendente dagli strappi di Chiesa attivato spesso da improbabili palloni lunghi, manca una valida alternativa nella fasi di partita in cui i Viola non possono fare affidamento sull’intensità bassa e le transizioni.

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