Udinese – Inter 0-2, Serie A

2 Febbraio 2020, Dacia Arena

Formazione Udinese
Formazione tipo per Gotti che recupera Nuytinck.

Formazione Inter
Padelli per lo squalificato Handanovic, Moses e Young sono i quinti, Eriksen al posto di Sensi. In attacco c’è Esposito con Lukaku.

Cattura

Specchio e intensità
Squadre a specchio alla Dacia Arena che danno vita ad un avvio di gara di grande intensità caratterizzato da scambio di ruoli tra chi è in attacco posizionale e chi in difesa posizionale.
Entrambe le squadre hanno una mezzala più creativa, dai cui piedi passano la maggior parte dei possessi e che hanno più libertà di svariare tra spazi centrali e laterali, Eriksen e De Paul.
Nel caso di Eriksen quando il danese interpreta l’azione occupando gli spazi centrali è Bastoni a sganciarsi per accompagnare l’azione su Young a sinistra.

Spazio alle spalle di Barella
Il vertice basso del triangolo di Conte non viene sempre protetto adeguatamente con Fofana e De Paul che hanno spesso spazio per ricevere alla spalle di Eriksen e Vecino costringendo Barella a tardivi scivolamenti laterali.
Lasagna è sempre pronto ad attaccare la profondità senza palla abbassando la linea e creando lo spazio per De Paul di avanzare a palla scoperta o per I pericolosi break di Fofana che creano spazio per la corsa di Sema a sinistra.

Inversione del triangolo di Conte
Alla mezzora Conte inverte il triangolo, con Eriksen che in non possesso resta alto su Mandragora mentre Vecino e Barella si allineano più in basso pareggiando le posizioni di De Paul e Fofana.
In possesso invece Barella resta vertice basso mentre Eriksen e Vecino si dividono nei mezzi spazi, sfruttando la superiorità numerica contro Mandragora nelle trasmissioni orizzontali con le quali l’Inter cerca di portare rapidamente il pallone al quinto in isolamento.

La superiorità numerica creata da Conte nella zona di Mandragora sarà determinante in occasione del vantaggio nerazzurro, con Barella (alzato a mezzala dopo l’uscita di Eriksen) che si inserisce centralmente e serve Lukaku sul centro destra dell’area per la rete dello 0-1, importante anche il taglio verso il cuore dell’area dell’altra mezzala, Vecino, che attira Nuytinck e ne ritarda la chiusura su Lukaku.

Okaka – Lasagna
Se Lasagna ha lo scopo principale di attaccare la profondità per abbassare la linea, si alterna insieme ad Okaka arretrando a prendere posizione lateralmente sul centro destra per diventare la sponda del triangolo che costruisce Gotti per liberare Larsen oltre Young o De Paul dietro Barella per poi portare rapidamente il gioco sull’esterno opposto che può puntare Skriniar in velocità.

Alexis Sanchez
L’impatto del Cileno sul match è fondamentale, Esposito si è mosso molto bene, ma ha spesso mancato la misura e la qualità degli scambi nello stretto in zona centrale che rappresentano l’innesco delle giocate a due con cui l’Inter di Conte si costruisce molte della sue palle gol.

È proprio uno scambio di questi che libera il Cileno verso la porta in occasione del rigore dello 0-2.

Conclusioni
All’interno di una gara a specchio vi sono molti dettagli che ne possono alterare l’equilibrio, nella prima fase di gara la disposizione in non possesso del triangolo di Conte lasciava troppa libertà ai lati di Barella, l’inversione dello stesso ha portato maggiore equilibrio alla struttura.
Per la prima volta in stagione i cambi dei nerazzurri hanno aumentato il potenziale della squadra risultando decisivi, Brozovic ha dato maggiore equilibrio e serenità nella gestione del pallone rispetto ad un volenteroso Barella, lo stesso Barella spostato mezzala ha tratto vantaggio dall’avere più confidenza del neo-arrivato Eriksen con i movimenti offensivi richiesti dal tecnico, spartiacque dell’incontro è stato Sanchez che rispetto ad Esposito ha dato maggiore qualità al possesso offensivo, orfano di Lautaro.

L’Udinese di Gotti è una realtà solida che sopperisce ad un tasso qualitativo mediamente basso con una fortissima organizzazione, l’undici friulano si muove con estrema precisione sul campo di gioco applicando alla perfezione quanto viene richiesto, l’unica colpa a loro attribuibile è quella di non aver convertito le potenziali occasioni in qualcosa di concreto quando la gara era ancora in equilibrio.

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