Roma – Juventus 1-2, Serie A

12 Gennaio 2020, Stadio Olimpico di Roma

Formazione Roma
Poche sorprese a discapito dei rumors della settimana per Fonseca che conferma il suo 4-2-3-1 fluido.

Formazione Juventus
Ancora out inzialmente de Ligt, gioca Demiral, Rabiot trova spazio come mezzala destra, Dybala fa la coppia con Cristiano con Ramsey da trequartista.

Cattura

Corsia sinistra Juventus
Il movimento costante di Matuidi che dalla posizione di mezzala si inserisce in profondità allargandosi libera costantemente spazio nel quale Cristiano si abbassa a ricevere in zona franca dalle marcature giallorosse, con successivi movimenti ad inserirsi di Ramsey.
Juventus che nei primi minuti di gara impone il proprio possesso offensivo partendo dagli smarcamenti sul lato sinistro, la grande libertà concessa dal sistema di Sarri a Dybala permette all’attaccante argentino di uscire interpolandosi con i compagni e collegare il fraseggio per tutta l’ampiezza del terzo offensivo.
Il castello difensivo di Fonseca subisce il fraseggio più di quanto vorrebbe il tecnico portoghese, ma copre bene l’area anche per una forse eccessiva “leziosità” dei bianconeri forti del doppio vantaggio acquisito.

4+3 di Sarri
Solido e diligente il sistema difensivo di Sarri con la linea che resta sempre a 4 ed è molto attenta a rimanere sempre allineata ed a stringere dal lato della palla, fondamentale il lavoro dei 3 centrocampisti che sono sempre veloci a stringere in zona palla creando un 4+3 che toglie aria quando la Roma porta la palla ai suoi terzini in posizione avanzata e non permette a Zaniolo e Pellegrini di ricevere il possesso nei mezzi spazi.
Nella prima parte dell’incontro il sistema difensivo Sarriano è basato da decise uscite in avanti all’altezza della linea mediana su Kolarov e Florenzi, azione coordinata tra i terzini bianconeri e gli interni che sono molto decisi nel coprire gli eventuali smarcamenti avversari ai lati di Pjanic.

1+2 offensivo
Se il castello difensivo è dato dalla coordinazione tra la linea a 4 ed i 3 centrocampisti, il cuore dello sviluppo nel terzo offensivo è dato dai 3 “attaccanti” di Sarri.
A distanza di mesi dal passaggio al rombo, è evidente come sia cresciuta l’interpretazione del sistema da parte dei bianconeri, all’interno dei movimenti a smarcarsi di Matuidi, nettamente meglio di Rabiot, e dell’ampiezza in uscita a centrocampo di Cuadrado e Sandro, i 3 giocatori offensivi sono esemplari nel gestire le spaziature mantenendo sempre costante il lavoro cui è sottoposta la difesa avversaria.
Lo smarcamento laterale di Cristiano con i successivi tagli verso il cuore dell’area sono ben equilibrati dal lavoro di raccordo offerto dalle caratteristiche di Dybala con Ramsey che si inserisce quasi da seconda punta quando l’argentino si abbassa, questi movimenti coordinati e continui permettono alla manovra di essere sempre fluida e di abbassare la linea difendente.

Pressing della Roma
Ad aver inciso sul corso della partita è stata l’efficacia alle modifiche della fase di non possesso adottata da Fonseca in corso d’opera, con Dzeko tra i centrali e Pellegrini nella zona di Pjanic fin da subito l’intento dichiarato è stato quello di forzare la trasmissione in orizzontale sui terzini, ma l’aumento di efficacia è avvenuto nella ripresa quando è stato incaricato Veretout di alzarsi con aggressività sul bosniaco mentre Pellegrini ha affiancato Dzeko sui centrali.
Questa mossa ha sbilanciato ulteriormente in avanti la Roma, che spesso si è trovata a gestire nell’altra parte di campo potenziali situazioni di 1 vs. 1 nelle quali emerge la forte confidenza di Fonseca nelle caratteristiche di Mancini.
Rischio che ha pagato comunque i dividendi, almeno potenzialmente, in quanto la Juventus ha perso metri ed è stata via via sempre più costretta ad una maggiore verticalità nella ricerca degli attaccanti.

Possesso Roma
Caratteristica impostazione a 3 di Fonseca con Diawara o Veretout che scende tra i centrali, terzini simmetrici altissimi ed ali che si accentrano nei mezzi spazi accanto a Pellegrini.
Il possesso della Roma nasce da un fraseggio basso per vie centrali, dove Veretout si dimostra ingenuo in occasione della fallita giocata a muro da cui si genera il rigore dello 0-2.
A livello di terzo offensivo il gioco della Roma sale di pericolosità quando le mezzali trovano spazio di ricezione nei mezzi spazi alimentate dai passaggi dei terzini (Kolarov sopratutto)o dai movimenti ad arretrare di Dzeko, per almeno 50-60 minuti il 4+3 di Sarri funziona molto bene riducendo al minimo questi spazi e limitando la prestazione dei giocatori chiave di Fonseca, Pellegrini su tutti.
Quando la pressione in avanti dei bianconeri viene meno, nascono lunghe fasi di difesa posizionale in cui i bianconeri restano spezzati in 2 e molto lunghi sul campo, Sczezsny ed i 7 difendenti fronteggiano il possesso avversario, mentre le 2 punte più Ramsey restano quasi stabilmente sopra la linea del pallone.
In questa fase molti errori qualitativi da ambo le parti che penalizzano i giallorossi nel trovare trame più efficaci nell’ultima parte del campo, i bianconeri invece nel trasformare in occasioni concrete la possibilità di sfruttare i 3 attaccanti in campo aperto.

Non a caso l’occasione più pericolosa per i giocatori di Fonseca nasce da una rapida transizione in cui Veretout trova sul cambio gioco la corsa di Florenzi che avanza e crossa per Dzeko che stampa sul palo, l’azione finisce con il rigore dell’1-2.
Roma che nel corso della partita cresce nell’esercitare il controllo sull’incontro basando l’influenza del proprio possesso su tutta l’ampiezza del campo con i propri terzini che mantengono bassa l’altezza avversaria.

Dipendenza dalle catene laterali per la Roma
Sia a causa della densità centrale prodotta dalla Juventus, sia per una difficoltà propria, la Roma tende a concentrare la propria costruzione sulle catene laterali, tendendo a non sfruttare gli spazi centrali e limitando l’innesco dei giocatori più qualitativi ai passaggi orizzontali di Kolarov o alle giocate a muro di Dzeko, questo ha l’effetto di ridurre la pericolosità del proprio possesso durante le fasi di attacco posizionale.

4-3-3 Sarri
Per una Juve che, venuta meno l’intensità del pressing nella zona mediana, stava subendo posizionalmente i terzini alti di Fonseca ed il possesso su tutta l’ampiezza del campo, Sarri decide di passare al 4-3-3 avanzando Cuadrado ed inserendo Danilo per Dybala e Higuain per Ramsey.
Difensivamente passa ad un 451/442 a seconda della posizione assunta da Cristiano, che teoricamente avrebbe dovuto garantire più copertura sulla risalita laterale del campo da parte dei giallorossi e mantenere la pericolosità in ripartenza.
Nella pratica la Roma resta comunque presente nel terzo offensivo perché la Juve non copre bene in non possesso con Cuadrado disattento a fare la fase difensiva permettendo alla Roma di esercitare ugualmente la propria influenza sulla catena laterale.
Cambio di assetto che penalizza la Juve anche centralmente dove viene meno la densità con maggiore libertà per le mezzali di Fonseca che a differenza di quanto avvenuto per il resto dell’incontro possono ora presentarsi al tiro dal limite.
La lunghezza sul campo della Juve, se da un lato penalizza la fase di non possesso dall’altro permette ai bianconeri di restare potenzialmente pericolosi in contropiede, dove per pochi centimetri Cristiano e Higuain sbagliano i tempi dell’attacco per quello che poteva essere il definitivo 1-3.

Conclusioni
Lato Juventus, va analizzato come i bianconeri abbiano progressivamente perso il controllo dell’incontro, affidando alla propria difesa posizionale – un ottimo de Ligt – ed alle potenziali ripartenze la gestione di una gara che non poteva considerarsi chiusa.
La Roma ha pagato caro le proprie imprecisioni, con quello 0-2 che al 10′ ha segnato la misura, ma la capacità di restare alti affidandosi anche alle capacità in campo aperto di Mancini e di continuare a proporre gioco è una caratteristica positiva dell’11 di Fonseca.
Per crescere va trovato un rimedio alle imprecisioni ed errori nella costruzione ed ad un coinvolgimento più centrale delle mezzali senza passare per gli appoggi sui terzini alti che rischiano di diventare di facile lettura.

E’ stata una partita molto complessa, se lato Juve non va ignorato l’effetto di essere passati subito in vantaggio e di aver giocato molto bene la prima parte di gara, lato Roma va sottolineato come Fonseca abbia avuto il coraggio di alzare ancora di più l’intensità del pressing per mettere in difficoltà i bianconeri.

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