Atalanta – Juventus 1-3, Serie A

23 Novembre 2019, Gewiss Stadium

Formazione Atalanta
Gasperini è costretto a rinunciare sia a Muriel che a Zapata, ancora non recuperato, Gomez scala nei due davanti con Barrow e Pasalic viene schierato tra le linee.

Formazione Juventus
Assenti Cristiano e Matuidi, Sarri conferma il rombo con la coppia Dybala-Higuain e Bentancour mezzala sinistra.

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Pressione alta Juve e marcature preventive
La Juventus vuole impedire all’Atalanta di risalire il campo con il palleggio e quindi muove le proprie due punte su 2 dei 3 centrali e Bernardeschi o l’interno di riferimento sul terzo.
Quando i bianconeri sono in possesso da notare la posizione mantenuta da Cuadrado che nelle prime battute di gioco resta arretrato e leggermente accentrato restando nella zona di Gomez quando il Papu gioca allargato.

Difficoltà per l’Atalanta ad uscire ordinatamente dal basso con Sarri che ottiene l’obiettivo che si era prefissato, anche se paga la giocata di Gomez nell’azione che porta al rigore sbagliato da Barrow.

Possesso asimmetrico Juve
Caratterizzato dallo stazionamento medio di Cuadrado l’ampiezza in possesso su quel lato viene data da Dybala che si allarga a destra per ricevere con Bernarderschi a giocare sulla verticale andando ad affiancare Higuain, timido sul lato opposto De Sciglio a salire con Bentancour che si alterna nello smarcamento in ampiezza o in verticale.

L’influenza di Pjanic viene invece estremamente ridotta dalla marcatura ad uomo di Pasalic, il croato sale a prenderlo nella costruzione dal fondo e nel classico gioco delle coppie del Gasp continua a seguirlo per tutto lo sviluppo del possesso inibendone la possibilità di seguire l’azione e proporsi per verticalizzare nel terzo offensivo.

Gli scambi ravvicinati dei bianconeri nella zona centrale del terzo offensivo sono sempre pericolosi, dando il la a potenziali pericoli sui quali i bergamaschi sono molto abili nelle letture e riuscendo spesso a sventarli all’ultimo momento.

Gosens – Gomez
Con l’atteggiamento senza palla aggressivo dei bianconeri l’Atalanta fatica a salire ordinatamente, ma quando riesce a superare la prima linea di pressione ed ad andare a sinistra Gosens e Gomez diventano una coppia di difficile gestione per la Juve.
In difficoltà nel gestire la doppia fase, Khedira arriva spesso in ritardo sul tedesco che riesce sempre a supportare Gomez nei duelli contro Cuadrado.
Nella fase centrale del primo tempo da questa zona di campo l’Atalanta crea tre nitide occasioni, replicando anche la giocata vista contro il City, con Pasalic ad attaccare la porta su cross dalla sinistra.
A destra invece gli uomini di Gasperini faticano ad arrivare, con Barrow spesso anticipato da De Sciglio o de Ligt non si crea quasi mai la possibilità di consolidare il possesso lateralmente che è una delle prerogative del gioco del tecnico di Grugliasco.

Il 3-4-1-2 del Gasp si rivela quindi particolarmente indigesto quando la Dea porta la palla larga a sinistra alle spalle dell’interno bianconero, con Gomez che arretra allargandosi andando a creare superiorità o parità numerica con Gosens e Pasalic sempre pronto a gettarsi nel corridoio centrale nello spazio liberato dall’argentino.
Se l’Atalanta concede il pallino del possesso, 45% vs. 55%, chiude un primo tempo equilibrato in vantaggio come pericolosità nella ricerca della rete.

Poca ampiezza Juve
Il secondo tempo comincia sulle traccie del primo, con il possesso bianconero che sale oltre il 60%, ma si concentra negli spazi centrali con il continuo movimento a venire incontro delle punte e poca ampiezza.
Di contro l’Atalanta passando centralmente attraverso Pasalic apre sempre il gioco sulle corsie laterali andando ad esplorare lo spazio alle spalle del centrocampo, da una prolungata azione è Barrow a trovare nel più classico dei movimenti di Gasperini la chiusura a rete di Gosens all’altezza del secondo palo.

4-2-3-1 ed ampiezza di Sarri
Costa per Bentancour è la mossa di Sarri che ridisegna un 4-2-3-1 mobile con il brasiliano a svariare a destra e l’argentino sul centro sinistra, Ramsey a galleggiare tra le linee.

La Juventus trova il pareggio sugli sviluppi di un azione avvolgente che parte da sinistra verso destra con la salita di Cuadrado, pochi minuti dopo Costa vince un duello centrale appoggia nel mezzo spazio sinistro per Dybala che trova sul fondo la salita nuovamente di Cuadrado, sul pallone centrale del colombiano è nuovamente Higuain a finalizzare la rete del 1-2.
Con il fisiologico calo di intensità degli 11 di Gasperini la possibilità per la Juventus di esprimere la propria qualità sfruttando l’ampiezza del campo risulta determinante per l’andamento dell’incontro e costringendo gli esterni di Gasperini a giocare con meno spensieratezza di prima.

Con questo sistema la profondità è affidata a Higuain che resta alto quando i compagni difendono il possesso avversario e verso di lui vanno i palloni profondi per evitare la pressione, da un controllo e dribbling perfetto del Pipita in 1 vs. 1 contro Palomino, l’argentino crea il tempo per permettere a Dybala di prendere posizione e realizzare dopo aver ricevuto palla con un secco dribbling a rientrare e tiro sul primo palo in controtempo.

Conclusioni
La Juventus resta imprigionata tra l’esigenza di equilibrio e la necessità di ampiezza per poter sfruttare a pieno il proprio potenziale offensivo.
Il sistema a rombo di Sarri prescinde dalla costanza con cui viene portato il pressing nella metà campo avversaria, se l’intensità e la costanza calano il lavoro richiesto ai due interni di centrocampo aumenta e la squadra soffre l’ampiezza alle loro spalle.

Per larghi tratti dell’incontro l’Atalanta fa ciò che vuole sulla corsia sinistra andando più volte ad attaccare lo spazio alle spalle dell’interno bianconero, concretizzando però solamente 1 rete e senza mai riuscire a chiudere la partita nonostante l’enorme mole di occasioni create.

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