Atalanta – Manchester City 1-1, Champions League

6 Novembre 2019, Stadio San Siro

Formazione Atalanta
Gasperini lascia in panchina Muriel, inserendo Pasalic avanzato in coppia con Ilicic.

Formazione Manchester City
Molte assenze per Guardiola che deve confermare Fernandinho come centrale di difesa in coppia con Otamendi.

Cattura_

4-4-2 Senza palla City
Il City si dispone con il 4-4-2 sulla costruzione dell’Atalanta, con Silva e Jesus davanti per chiudere l’uscita centrale ed una progressiva pressione in aumento quando la palla raggiunge le corsie laterali.
L’Atalanta priva di un riferimento offensivo reale, tenta la risalita senza verticalizzare direttamente, forzando anche la giocata come in occasione dell’uscita verticale verso il centrocampo di De Roon.
Pallone intercettato e giocato subito nel mezzo spazio per Silva che va in profondità verso Jesus che di tacco vede il movimento senza palla dalla sinistra di Sterling per lo 0-1.

Atalanta che resta intrappolata in questo contesto faticando a consolidare la buona mole di possesso basso in zone avanzate del campo e rischiando in altre occasioni l’intercetto.

Corsie laterali Atalanta
Frequenti le richieste di Gasperini ai propri interni di giocare la palla incrociata sull’esterno al posto di forzare la verticalizzazione centrale.
In una delle poche occasioni applicate, ad inizio partita, il possesso dell’Atalanta va su Castagne in velocità mandando fuori giri la pressione del City.
Classica giocata da quinto a quinto di Gasperini con il belga che trova sul vertice dell’area piccola Hateboer che manca da pochi passi lo specchio della porta.

Manipolazione della marcatura ad uomo
Sulla base del 4-4-2 il City interpreta con la solita fluidità ricercata da Guardiola il possesso allo scopo di manipolare il castello difensivo avversario.
Con la salita dei terzini sulla linea mediana e Silva tra le linee disponendosi in una sorta di 2-4-1-3 che diventa un 2-2-2-4 quando a sinistra Sterling entra nel campo con Mendy a coprire l’ampiezza e de Bruyne a salire sul centro destra.

Tipico sulla costruzione bassa il lancio millimetrico di Ederson a destra verso Cancelo che nel classico gioco delle coppie di Gasperini costringe Castagne a salire isolando sulla corsia Djimsiti nel pericoloso 1 vs. 1 con Mahrez.
Centralmente il movimento costante di Jesus consente a Sterling e Silva di agire nei corridoi centrali ed attaccare la profondità.
La salita di Mendy chiama Hateboer e porta Toloi ad incrociare centralmente il duello impari di velocità con Sterling lanciato spesso in profondità, come nell’occasione che porta all’ammonizione del centrale brasiliano ed alla doppia occasione punizione dal limite e rigore che poteva portare i Citizens sullo 0-2.

Gomez
Gasperini aveva inizialmente scelto di abbassare centralmente il Papu dalla posizione di 10 nel 3-4-1-2 per aiutare la risalita del pallone, ma questa scelta penalizzava Ilicic costretto a predicare da solo data la difficoltà di Pasalic a trovare la posizione offensiva corretta.
Verso metà primo tempo l’inversione dei due porta il croato ad abbassarsi stabilmente nel corridoio centrale e Gomez ad agire in attacco in coppia con lo sloveno aumentando la presenza dell’Atalanta negli half-spaces offensivi.
Il cambio è subito efficace perché su palla a Castagne, l’argentino finta di andare incontro attirando fuori posizione Otamendi prima di attaccare la profondità costringendo Ederson all’uscita alta.

Ad inizio ripresa su un pallone recuperato da Palomino ed immediatamente giocato su Gomez si crea l’1 vs. 1 laterale con Otamendi che il Papu vince andando a servire un cross morbido tra Mendy e Fernandinho che viene attaccato da Pasalic per l’1-1.

Sicurezza e cambio di contesto
Il pareggio porta maggiore sicurezza ai ragazzi di Gasperini e di conseguenza più coraggio nel provare ad imporre il proprio contesto.

Ne consegue una fase di gara in cui l’Atalanta è stabilmente più alta ed aggressiva senza palla, molto più decisa ed in sicurezza nell’affrontare i duelli individuali costringendo il City a forzare le giocate e recuperando molti più palloni del 1T.
In possesso con il baricentro più alto cresce l’influenza offensiva di Gomez nell’attrarre il possesso e nello svariare sul terzo offensivo con Pasalic sempre attento ad andare a muoversi nei corridoi liberati dall’argentino.

Con i laterali più alti salgono anche le giocate del triangolo di destra Hateboer Ilicic Toloi permettendo ai bergamaschi di consolidare il possesso nel terzo offensivo e costringendo il City alla difesa posizionale ed a rapidi attacchi in transizione in cui sfruttare la velocità.

Aggressività anche nella difesa posizionale, con i bergamaschi che si ricompattano in basso mantenendo ordinate le coppie, e sfruttandone i benefici quando l’aggressione su Gundogan libera Gomez di verticalizzare in campo aperto Ilicic nell’azione che porta all’espulsione di Bravo ed all’ingresso di Walker in porta a 10′ dal termine.

Conclusioni e prospettive
L’Atalanta paga il gap di esperienza (emblematica la gestione negativa della superiorità numerica finale) e di qualità media anche in questa giornata di Champions, ma dimostra come nella gara dell’Etihad che una volta trovata sicurezza riesce ad imporre il proprio contesto e di conseguenza le proprie caratteristiche contro qualsiasi avversario.
Bergamaschi che per quanto espresso sinora restano potenzialmente in pista almeno per lo spot EL.
Fondamentali le prossime due partite del girone in cui i ragazzi di Gasperini dovranno fare un ulteriore salto per limare gli errori decisionali che sinora li hanno penalizzati.

Nota a parte per Ilicic, che dopo un inizio positivo si perde in errori decisionali e di attenzione, dal fallo di braccio in barriera che poteva costare lo 0-2, alla scelta di lasciarsi andare per far espellere Bravo al posto di ultimare il dribbling e mettersi nelle condizioni di calciare il possibile 2-1.

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