Borussia Dortmund – Inter 3-2, Champions League

5 Ottobre 2019, Signal-Iduna Park

Formazione Borussia
Continuano ii problemi in attacco per il Borussia, con Favre che dopo aver schierato Brandt avanzato a San Siro, ripropone Mario Götze.

Formazione Inter
Al netto delle assenze annunciate di Asamoah, Gagliardini e Sensi (ritorna in panchina) non ci sono sorprese per Conte che schiera Biraghi al posto del ghanese ed inserisce Vecino a centrocampo.

Cattura

Impatto Inter
Avvio deciso dei nerazzurri che vogliono da subito imporre la propria strategia.
Pressing sui portatori di palla accettando anche il rischio di esporsi a errori di lettura sui cambi gioco dei giallo-neri come in occasione del subitaneo giallo di Biraghi che esce in anticipo su Hakimi e si fa scavalcare dal pallone.
Borussia che fatica ad uscire e che capitola quando si lancia in avanti nel tentativo di pressare la costruzione bassa nerazzurra.

L’uscita palla sotto pressione è uno degli elementi più collaudati della struttura nerazzurra, che sfruttano la prima pressione per muovere linea avversaria trovando l’uscita laterale e la conseguente palla in verticale come visto a Barcellona.
Sul pallone lungo Martinez vince il duello con Akanji e si invola verso la rete.

Possesso Dortmund e difesa Inter
Dopo lo svantaggio aumenta il possesso del Dortmund, che alterna una costruzione a 3 con la salita di Schulz alla salita di entrambi i terzini con le due ali che giocano internamente e Brandt e Götze che si alternano nelle uscite basse centrali per fornire maggiori opzioni di passaggio.

Il possesso del Dortmund è quantitativamente importante, ma pecca di rapidità e si scontra con la difesa posizionale di Conte che schierandosi su una linea da 5 ed una 3 con l’arretramento dei laterali copre la salita dei terzini e fornisce sufficiente densità centrale per assorbire il movimento dei tedeschi nei mezzi spazi.

Primi allarmi
L’occasione principale dei primi 30′ per i padroni di casa nasce dall’unico cambio di fronte rapido, il Dortmund salta almeno una linea di passaggio nella circolazione orizzontale aprendo subito su Hakimi a destra trovando Skriniar in ritardo nell’uscita, sul pallone centrale è Brandt a calciare centrale.
Ancora Hakimi alla mezz’ora esatta viene trovato rapidamente su cambio di gioco alle spalle di Biraghi costringendo Skriniar ad uscire nuovamente in extremis ed al fallo.

Si delinea quindi un elemento che diverrà fondante nella ripresa, quando il Borussia trova l’ampiezza in velocità crea i presupposti per essere pericoloso.

Brozovic
Il Dortmund non riesce a schermare le linee di passaggio verso il regista croato che viene oltretutto quasi sempre preso in ritardo da Brandt.

Ne consegue la solita grande influenza del numero 77 nel possesso basso agendo da vertice alto del rombo composto dai 3 centrali di difesa, e divenendo in assenza di Sensi il perno attraverso cui la palla viene veicolata con rapidità e qualità sulle fasce o attraverso cui far salire la pressione avversaria per poi saltarla con il consueto gioco a muro a destra con Godin e Candreva che si abbassa come per lo 0-1.
Non a caso i 3 sono i nerazzurri con il maggior numero di tocchi nel primo tempo.
Brozovic 38, Godin 35 e Candreva 34.

Al 40′ Brozovic riceve palla e spezza con la propria abilità tecnica la pressione avversaria dribblando l’avversario e scaricando centralmente sulla 3/4 verso Martinez, l’argentino apre con precisione a memoria sulla corsa di Candreva che trova in mezzo la corsa di Vecino per lo 0-2.
Inter che in 3 mosse sbilancia la partita a proprio favore.

Ampiezza, velocità e profondità BVB
L’azione dell’1-2 nasce da una palla persa in uscita, ma evidenzia ancora una volta come il Dortmund sia sempre pericoloso quando riesce a sfruttare l’ampiezza in velocità saltando almeno 1 o più linee di passaggio orizzontali.
Da Brandt a sinistra a Hummels a Sancho a destra che trova la profondità in Götze, sullo scarico centrale del tedesco arriva Hakimi a riaprire l’incontro.
Nei minuti successivi il Dortmund ripete l’esercizio di trovare con rapidità gli esterni saltando il fraseggio orizzontale lento del primo tempo e creando nel giro di pochi minuti le potenzialità per andare al pareggio.
Fino al 2-2 su sviluppo di rimessa laterale nerazzurra siglato da Brandt e favorito dalla pressione del neo entrato Alcacer su Brozovic.

Gol che sancisce il netto cambio nel trend della partita con il BVB che imponendo maggiore velocità nel proprio possesso offensivo riesce a manipolare il castello difensivo di Conte.
Contro il 5-3 basso le ricezioni laterali delle ali e di Brandt ed i movimenti in profondità di chi si inserisce da dietro creano enormi difficoltà alla retroguardia di Conte.
Borussia che aumenta sensibilmente l’efficacia con cui isola i laterali ed i braccetti all’1 vs. 1 o al 2 vs. 2 nei corridoi laterali.
La rete del 3-2 ne è l’esempio più chiaro con uno rapido scambio nello stretto sul centro destra tra Hakimi che brucia Sensi e Sancho che lancia a rete nuovamente il marocchino.

Non possesso BVB
Se l’aumento di velocità e profondità nella trasmissione del pallone è evidente, il secondo elemento di rottura introdotto da Favre è la maggiore intensità nel non possesso.

Il Dortmund non sale in pressing offensivo, ma è molto più deciso nello scalare lateralmente all’altezza della linea mediana quando il possesso nerazzurro esce sulle corsie, con i centrali che sono più attenti ed aggressivi nell’accompagnare il movimento a venire incontro di una delle due punte per soffocare l’uscita degli uomini di Conte e riproporsi con costanza sul lato lasciato libero dalla salita del laterale nerazzurro.

Gestione della partita e verticalità Inter
Le dichiarazioni di Conte nel post-partita evidenziano la rabbia per il risultato sfumato, identificando nella mancanza di esperienza ad alti livelli della rosa le difficoltà incontrate nella ripresa.
Resta tuttavia da chiedersi quanto la natura “verticale” del gioco nerazzurro abbia inciso nel mancato tentativo di gestire il risultato e la partita.
Quando l’intensità del proprio pressing è calata, l’Inter ha evidenziato di non riuscire a costruire un possesso di contenimento per assorbire il ritorno del Borussia, restando intrappolata tra la ricerca della verticalità come unico sfogo ed una difesa posizionale messa sotto pressione dall’aumento di velocità nel possesso avversario.

Non da ultimo va registrata anche la sfortuna di aver perso Politano pochi minuti dopo il suo ingresso in campo, a cambi esauriti e giocando di fatto in 10 nell’ultima parte della gara.

Embed from Getty Images

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...