Inter – Juventus 1-2, Serie A

6 Ottobre 2019, Stadio San Siro

Formazione Inter
Conte sceglie D’Ambrosio come laterale destro al posto di Candreva, il resto dell’11 titolare non ha altre sorprese con la conferma di Lautaro Martinez in attacco come spalle di Lukaku.

Formazione Juventus
Maurizio Sarri conferma l’11 di Coppa contro il Leverkusen, con l’unica eccezione di Dybala per Higuain, conferma per Bernardeschi che agisce centralmente dietro la coppia d’attacco.

Cattura

Duello concettuale
L’aspetto più interessante dell’incontro, esaltato dalla cornice e dal duello tra due squadre di alta classifica e dalle molteplici rivalità incastrate una sull’altra, è il duello concettuale al quale si prestano le idee dei due allenatori.
Da una parte il 3-5-2 di Antonio Conte, che ricerca nel possesso basso e nell’ampiezza la chiave di volta del proprio successo, ampiezza che rappresenta proprio il limite “fisico” da cui difendersi per il 4-3-1-2 di Maurizio Sarri, che per sue caratteristiche intrinseche amplificate dalla zona adottata dal tecnico toscano si presta proprio ad essere esplorato sul lato debole, mentre la verticalità ricercata con sempre maggiore costanza dal tecnico della Juventus rappresenta il nodo per Antonio Conte.

Juventus
L’impostazione che da la Juventus all’incontro è netto e apertamente dichiarato, pressing alto ed ad elevata intensità sulla costruzione bassa dell’Inter.
L’azione della Juve di Sarri è potente e mirata a limitare il rombo di costruzione bassa dell’Inter, i 3 centrali più Brozovic rappresentano infatti il cuore pensante dove nascono le azioni dei nerazzurri di Conte.
Le due punte di Sarri vanno sui braccetti mentre è Bernardeschi ad accorciare su de Vrij coprendo con la corsa la linea di passaggio verso Brozovic.
È Pjanic ad accorciare da dietro sul regista croato mentre le mezzali vanno sulle mezzali avversarie.
In difesa posizionale l’intensità resta elevata, con la Juve che crea densità sul lato della palla.
Dalla pressione di Matuidi su Barella nasce la transizione che porta al gol di Dybala.

Triangolo di Conte
È il triangolo di centrocampo ad aiutare l’Inter ad uscire dalla pressione, sul possesso dei nerazzurri Sensi o Barella assumono la tipica posizione allargata che abbiamo visto più volte, andando a ricevere sulla linea laterale dove vanno in superiorità con il terzino avversario sfruttando il gioco a due con il quinto.
La qualità offerta da Sensi in questo aspetto è fondamentale permettendo all’Inter di uscire e riattivare una circolazione orizzontale rapida per andare a verticalizzare sul quinto opposto sfruttando il lato debole della Juve mentre i bianconeri cercano di ricreare densità sul lato sinistro dove Sensi ha ricevuto.
Un aspetto da sottolineare è che questa ormai tipica giocata dell’Inter di Conte riesce particolarmente quando il possesso basso porta il pressing offensivo a dover salire con Khedira su Skriniar lasciando particolarmente scoperto il lato sinistro e costringendo Pjanic a dover recuperare lateralmente.
(Anche contro il Bayer era accaduto che il lato sinistro restasse più scoperto quando Khedira saliva sul terzo centrale, lasciando in inferiorità Cuadrado con Demirbay che si allargava per giocare vicino a Volland).

Pressing Inter
L’Inter sfrutta l’ampiezza della propria disposizione per andare in pressing sulla costruzione bassa della Juventus con i quinti che salgono sul terzino bianconero quando la circolazione lo porta a ricevere.
Il risultato del pressing alto interista è parziale, da un lato crea la situazione da cui nasce l’azione che porta al rigore del pareggio e almeno un paio di altre potenziali situazioni pericolose, dall’altro nel computo totale non è sufficiente a chiudere con costanza l’uscita ai bianconeri che si trovano a poter giocare palla alle spalle della linea di pressione grazie agli smarcamenti dei giocatori più avanzati.

Cristiano – Dybala nel sistema di Sarri
Contro una difesa fisica come quella di Conte la coppia di Sarri gioca dividendosi ordinatamente lo spazio offensivo, ma senza dare riferimenti fissi.
Gli smarcamenti laterali dei due, le ricezioni nei mezzi spazi in zone arretrate mettono in difficoltà la linea nerazzurra.

Il possesso di Sarri è organizzato in funzione delle due “mezze” punte, appoggiandosi verticalmente sulle loro ricezioni ed alimentandosi sulle ripetute giocate a sponda dalle quali nasce una successiva verticalizzazione per l’altra punta o una palla giocata in ampiezza sulla salita del terzino dal lato opposto.
La metodica e precisa ricerca di questo pattern determina una serie di situazioni di palla avanti-indietro e larga che costringe l’Inter disposta in difesa posizionale con il consueto 5-3-2 a muoversi di continuo ed a perdere la copertura ottimale.
Esempio migliore di questo principio di gioco è il gol del 1-2, con la palla mossa per tutta l’ampiezza del terzo offensivo prima di essere consegnata al Pipita.

Nella fase offensiva resta spesso scollegato Bernardeschi, schiacciato in possesso dalla dominanza di Dybala e Cristiano e sfruttato nei tagli senza palla per spostare la linea senza mai riuscire a ricevere con costanza.
La partita dell’ex-Viola resta però importante se analizzata senza palla, sia in fase di non possesso che in quella di possesso.

Stefano Sensi
Il contraccolpo dell’infortunio di Sensi destabilizza l’equilibrio dell’Inter, se il numero 12 nel primo terzo di gara è stato determinante nel fornire con il suo continuo smarcamento laterale un riferimento all’uscita palla e la qualità necessaria ad attivare il possesso nella metà campo avversaria, in sua assenza l’Inter si trova spesso a non avere alternative a Brozovic ed a trovarsi costretta sotto il pressing alto juventino a giocare molte palla lunghe dove Bonucci e de Ligt sono avvantaggiati su Lukaku e Martinez.

Higuain – Dybala – Cristiano
Nel momento migliore della Juve entra Higuain per Bernardeschi con Dybala che arretra centralmente e Bentancour per Khedira.

La Juve veniva da un quarto di gara in cui aveva occupato quasi stabilmente il terzo offensivo, e forse con questa mossa Sarri ha provato a marcare il definitivo vantaggio.
Il risultato però non è quello atteso, con la perdita di riferimenti in fase di possesso e non possesso, con Dybala che non riesce a fornire lo stesso apporto di Bernardeschi nella fase di non possesso.
La Juventus perde l’equilibrio che gli aveva permesso di schiacciare l’avversario dando così la possibilità all’Inter di crescere.

La contromossa è rapida con Can per Dybala, Sarri ridisegna quindi la squadra con Cristiano e Higuain davanti, Can dove prima agiva Khedira e Bentancour che va ad agire tra le linee ristabilendo gli equilibri che erano saltati in non possesso andando e di conseguenza la qualità nella circolazione del pallone, sancita dal bellissimo gol del 1-2 di cui ho anticipato sopra.

Conclusioni
Inter-Juventus è stata giocata ad alta intensità e ci evidenzia la diversa qualità generale delle due squadre.
I nerazzurri restano vincolati alla propria capacità di imporre intensità e di realizzare i movimenti altamente codificati che abbiamo visto sinora, pagando sul piano qualitativo e della creatività quando gli uomini migliori vengono a mancare o sono messi sotto pressione.
Il cammino della Juventus di Sarri prosegue diritto, l’impatto del tecnico toscano sul gioco della sua squadra è forte, chiaro, ben visibile e cosa più importante efficace.
Questo 4-3-1-2 assolve in non possesso il dilemma della posizione di Cristiano e la progressiva confidenza e ripetezione degli scambi richiesti dal tecnico toscano per attivare in velocità il possesso nel terzo offensivo accresce le soluzioni offensive a disposizione dei bianconeri, permettendo a giocatori come Pjanic (9 key pass vs. 6.1 a partita)e Bonucci di aumentare l’impatto qualitativo e creativo sulla gestione del match.
Sarà interessante capire a questo punto quali saranno gli sviluppi ulteriori con il recupero di Costa, per capire se Sarri opterà per portare avanti il lavoro su due moduli di riferimento il 4-3-3/4-4-2 delle prime giornate e questo 4-3-1-2 che sta dando molte risposte positive e può ulteriormente migliorare con il progressivo inserimento di Ramsey tra le linee.
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