Milan – Inter 0-2, Serie A

21 Settembre 2019, Stadio San Siro

Formazione Inter
3-5-2 per Conte che sceglie D’Ambrosio per Candreva ed inserisce nuovamente Barella al posto di Vecino.

Formazione Milan
Giampaolo sceglie Leao, al debutto dal 1’, con Piatek. Obbligata la scelta di Conti per Calabria.

Cattura

3 vs. 3 ed uscita palla Inter
Il Milan mette Suso su de Vrij, Leao su Godin e Piatek a destra su Skriniar, in un tentativo di andare in pressing sulla costruzione bassa dei nerazzurri, ma il tempo con cui i rossoneri salgono è spesso sbagliato e Giampaolo dopo pochi minuti corregge l’indicazione data ai rossoneri che progressivamente cercano di restare stretti con i 3 davanti per schermare l’uscita solamente l’uscita della palla centralmente.
Questa situazione avvantaggia notevolmente l’Inter che può adottare l’uscita tipica vista in queste prime partite, circolazione di palla bassa per vie orizzontali prima di uscire lateralmente in verticale su D’Ambrosio o Asamoah, sull’avanzamento dei propri quinti l’Inter costruisce il potenziale vantaggio sul Milan che è costretto ad abbassarsi e subire il predominio territoriale avversario.

Triangolo di centrocampo di Conte
I 3 centrali della linea a 5 di Conte compongono in realtà un triangolo che ha in Brozovic il vertice basso, mentre Barella e Sensi ne compongono i due vertici alti fungendo da vere e proprie mezzali.
Se Brozovic viene inizialmente schermato sulla costruzione bassa , Sensi e Barella si alzano e vanno ad allargarsi ricevendo palla dai laterali su cui è uscito il pallone, attivando una rapida circolazione orizzontale (Barella) o procedendo direttamente al cambio di gioco (Sensi) per andare ad attaccare il lato debole.
La posizione di Sensi e Barella è fondamentale anche per “riciclare” il pallone verso Brozovic che attivato attivato a linea di pressione saltata non ha pressione e può procedere ad organizzare il gioco nel terzo offensivo.

Pressing Inter
Molto più efficace il pressing dell’Inter, sulla costruzione del Milan Lautaro e Lukaku sono sui centrali con i tre di centrocampo che salgono con precisione sui 3 centrocampisti del Milan, Brozovic si alza per andare sul play avversario, Biglia, mentre Barella e Sensi vanno diretti su Kessie e Calhanoglu.
Degna di nota l’interpretazione chiesta ai quinti, che inizialmente restano più arretrati in posizione leggermente accentrata per coprire l’eventuale buco dato dalla salita del triangolo centrale, sono però perfetti nello scattare in aggressione alta non appena il Milan avendo poche alternative indirizza la palla sui propri terzini.
Il pressing dell’Inter così organizzato annulla per lunghi tratti la costruzione bassa rossonera creando almeno un paio di presupposti pericolosi portando il pressing in zone molto alte del campo.

Inferiorità numerica Milan
I rossoneri si trovano a giocare praticamente per tutti i 90′ in inferiorità numerica nel proprio terzo difensivo.
Non riuscendo a portare un pressing organizzato con continuità e dato lo scarso apporto difensivo di Suso e Piatek, l’Inter veicola con costanza il pallone su uno dei suoi due laterali che va ad ingaggiare il terzino avversario, sull’uscita verso Asamoah vediamo quindi il ghanese andare su Conti, con Sensi che gli va a giocare vicino costringendo la mezzala su quel lato Kessie a stringere da quella parte.
Idealmente il tridente offensivo del Milan dovrebbe dare intensità senza palla con il pressing alto, ma come abbiamo visto la pressione dei rossoneri è nulla e questo porta gli uomini di Giampaolo a difendere con una linea da quattro ed una da tre che si stringono e compattano sul lato della palla.
La posizione di Sensi che va a ricevere da Asamoah – nell’esempio di uscita sul lato sinistro – è quindi fondamentale per i nerazzurri che possono ribaltare il gioco andando ad attaccare il lato debole del Milan con D’Ambrosio, che viene innescato direttamente dall’ex-Sassuolo o da una rapida circolazione orizzontale che passa anche da Brozovic.
D’Ambrosio innescato sul cambio di fronte ha spazio da attaccare in quanto le due linee del Milan si erano strette sul lato, opposto, quello della palla.
Rodriguez è costretto ad uscire per andare in contro al laterale di Conte, senza poter contare sull’aiuto della propria mezzala che da posizione accentrata arriverà in ritardo.

Questo semplice ed efficace vantaggio posizionale aggravato dall’inefficacia del pressing alto rossonero sarà l’artefice del dominio territoriale dell’Inter che su questo asse costruirà le proprie fortune.
Uscite sui laterali, sovraccarico con il triangolo dato da laterale, braccetto e mezzala in zona palla e rapido cambio di gioco coinvolgendo Brozovic a pressing saltato, risulteranno ingestibili per il Milan che giocherà tutta la partita con 3 uomini saltati già sul nascere dell’azione.

La posizione da mezzala assunta da Sensi si rivela decisiva anche per il vantaggio, la punizione da cui nasce il gol di Brozovic deriva dall’ennesimo possesso dell’ex-Sassuolo nel mezzo spazio su cui Conti interviene fallosamente.

Leao – Suso – Piatek
Visto in non possesso quello del Milan sembra un tridente, con Suso centrale, ma in possesso lo spagnolo arretra decentrandosi lateralmente con la corsa di Conti a dare ampiezza e Kessie in appoggio.
Rafael Leao è l’elemento di rottura con le giornate scorse, i suoi continui movimenti ad allargarsi senza palla ed a puntare sulla tre-quarti cucendo il gioco sul lato sinistro del campo bilanciano il movimento di Suso sul lato opposto creando lo spazio per gli inserimenti centrali di Calhanoglu e Piatek.
Milan cresce sul finale del primo tempo alimentato prima dalle giocate in transizione dei singoli (guidati dal movimento di Leao).

In non possesso il tridente del Milan è scollegato dal resto della squadra, Piatek e Suso evidenziano una grossa carenza di intensità e convinzione nei compiti senza palla che pregiudicano l’assetto difensivo adottato dai rossoneri.

La comfort zone di Suso
Con il passare dei minuti, lo spagnolo viene sempre più attirato nella sua comfort zone, dove sarà preda delle uscite aggressive di Skriniar e del raddoppio di Asamoah, facendo mancare quel gioco di spazi che nella seconda metà del primo tempo aveva visto il Milan trovare un confortante principio di pericolosità.

Milan asimmetrico e reazione di Conte
Sotto di un gol e senza aver creato occasioni degne di nota, con Suso oramai sempre più ala destra, Giampaolo inserisce Rebic per Leao, Paquetà per Calhanoglu e sopratutto Theo Hernandez per Rodriguez, con i rossoneri che adottano subito la forma di un 4-3-3 asimmetrico sbilanciato sul lato di Hernandez e con Conti bloccato da terzo centrale con Musacchio e Romagnoli.
I rossoneri innescano un paio di attacchi molto interessanti sul lato sinistro del loro attacco, con Suso che meccanicamente cerca il terzino ex-Real che va a puntare direttamente Godin creando un vantaggio posizionale per i rossoneri.

Conte reagisce con Vecino per Sensi e Politano per Lautaro, arretrando leggermente il baricentro e posizionandosi con un 5-4-1 che copre meglio l’ampiezza del campo nel terzo difensivo e lascia al Milan solamente lo spazio per uno sterile possesso orizzontale sino a quando Barella riceve – nuovamente – in posizione allargata, punta il terzino avversario, Conti, e calibra un cross in mezzo per la corsa di Lukaku che facilmente prende la posizione su Romagnoli per lo 0-2.

Conclusioni
Le idee di Giampaolo non si vedono, con la tendenza ad abbracciare il compromesso dato da Suso verso una forma spuria simile ad un 4-3-3 cui manca comunque efficacia in possesso palla nel terzo offensivo con la conseguente ed ormai storica difficoltà dei rossoneri ad arrivare al tiro in porta.
Rossoneri che nello specifico mancano completamente nell’atteggiamento senza palla, consegnando una superiorità posizionale che gli avversari sfrutteranno per tutta la gara.
Nerazzurri che fanno bene tutto ciò che è nel loro bagaglio, attenti a sfruttare il vantaggio a loro favore non chiudono con una goleada a causa di Donnarumma e dei legni, confermano di avere nella profondità alle spalle della propria linea difensiva alcune difficoltà che dovranno essere registrate nel corso della stagione.

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