Napoli – Liverpool 2-0, Champions League

17 Settembre 2019, Stadio San Paolo

Formazione Napoli
Consolidato 4-4-2 per Ancelotti, con Insigne largo a sinistra per Zielinski e Lozano a far coppia con Mertens in attacco.

Formazione Liverpool
4-3-3 per Klopp che schiera la formazione tipo, unica eccezione Adrian per l’indisponibile Allisson.

Annotazione 2019-09-18 143752

Pro-attività senza palla
La differenza principale tra questo Napoli e quanto osservato sinora in campionato è la spiccata pro-attività nella gestione della fase senza palla.
Ancelotti prepara due approcci che si alterneranno nel corso della gara a seconda delle situazioni, pressing alto sulla costruzione bassa avversaria ed un 4-4-2 stretto e corto in fase di difesa posizionale.
Il pressing alto orientato sull’uomo prevede la creazione di coppie più o meno fisse, tra le quali si riconoscono per quasi tutta la partita Lozano su Matip, Mertens su van Dijk, centralmente Allan che va su Fabinho e lateralmente Insigne/Callejon su Arnold/Robertson.

Quando il Liverpool riesce a superare il primo pressing e nei momenti in cui il Napoli accetta di abbassarsi la pro-attività è declinata sotto forma di un 4-4-2 sempre corto e compatto in cui Mertens partecipa ulteriormente alla fase difensiva arretrando in verticale sul centrale di centrocampo avversario.
Sotto questa forma il Napoli resta altamente aggressivo stringendo sempre sul portatore di palla senza dare tempo all’avversario di andare ad esplorare in velocità un cambio di gioco sul lato debole che potrebbe risultare pericoloso.
Al solito fondamentale l’intelligenza di Callejon che con il suo costante movimento ad allargarsi o stringersi raccorda le due fasi di gioco, mentre Rui esprime una gara di alto livello cercando costantemente l’anticipo quando la palla va verso Salah (4 anticipi per lui al fischio finale della partita).
A palla recuperata la transizione è guidata dai movimenti senza palla di Callejon in ampiezza, Lozano in profondità, Insigne ad accentrarsi dalla sinistra al centro e Rui che da ampiezza salendo a sinistra.

Impostazione a 3 e possesso del Liverpool
Fondamentale la disposizione a 3 degli uomini di Klopp per rompere le coppie del pressing offensivo degli azzurri.
Il Liverpool alterna una struttura simmetrica creata dall’arretramento in basso a sinistra di Milner e la conseguente salita di Robertson e Arnold ad una asimmetrica sulla quale spicca la forte salita del terzino scozzese con Milner o Henderson che salgono negli halfspaces mentre è Arnold a restare bloccato da terzo centrale.
Questi movimenti aiutano i Reds ad uscire dalla pressione avversaria ed a risalire il campo tramite la formazione costante di triangoli con un palleggio che sfocia sulle corsie laterali dove risiede la maggiore qualità offensiva degli uomini di Klopp.
In questa fase il Napoli è bravo a restare sempre corto ed aggressivo evitando che l’avversario trovi profondità e verticalità.
Sui cambi di gioco è questa la fase della partita in cui Rui è sempre molto attento nel gestire la sua posizione in funzione di quella di Salah.

Possesso Napoli
La fase di possesso del Napoli è caratterizzata invece dalla solida e consolidata fluidità con la posizione di Di Lorenzo che va a delineare il modo in cui il Napoli occupa lo spazio.
Con l’ormai classica forte asimmetria su Mario Rui il Napoli si può disporre a 3 con Di Lorenzo terzo centrale, Allan e Ruiz in mezzo al campo, ed una linea a 5 offensiva composta da Rui, Insigne, Mertens, Lozano e Callejon.
In alternativa Di Lorenzo sale a protezione di una transizione accanto a Ruiz ed Allan, lasciando dietro Manolas e Koulibaly.

Oltre la dispozione del Napoli è importante sottolinearne la fluidità con cui viene interpretato questo sistema, la spinta di Rui parallela alla linea laterale spinge Insigne a tagliare da sinistra al centro, con Callejon a dare ampiezza sul lato opposto.
Centralmente invece spiccano le interpretazioni di Lozano e Mertens, se il messicano è a caccia della profondità ed il Belga è più coinvolto in fase di raccordo e creazione, è ben visibile come i due in vari momenti della partita cerchino di posizionarsi tra centrale e terzino avversario per attaccare in profondità il canale sul servizio lungolinea di Callejon attivato a sua volta da una palla orizzontale.

Pressing Liverpool
Inibita la pericolosità in possesso dei Reds, gli uomini di Klopp si affidano al proprio pressing per mettere in difficoltà gli azzurri.
Il pressing del Liverpool è diverso da quello tipicamente italiano, orientato sull’uomo, del Napoli.
Gli uomini di Klopp lasciano libera la prima circolazione ai centrali avversari, aspettando più arretrati e cercando di chiudere tutte le linee di uscita centrali, costringendo così gli azzurri a veicolare il pallone sulle corsie laterali dove scatta l’aggressione del Liverpool.
Il livello di automazione con cui i Campioni d’Europa eccellono in questo particolare genera un rapido gioco di pressing orientato sulle linee di passaggio-recupero del pallone-transizione immediata che mettono in seria difficoltà il Napoli nella gestione della propria costruzione bassa.

Cambi di gioco Napoli
Se il pressing orientato sulle linee di passaggio è trademark dei Campioni d’Europa, il Napoli eccelle e lo dimostra nuovamente nel cambio di gioco volto all’attacco sul lato debole.
L’intelligenza nella scelta di tempo senza palla di Callejon è tale che spesso viene attivato letteralmente alla cieca dai compagni, costringendo il Liverpool a spostare la densità sul lato opposto con lo spagnolo che è libero di puntare l’avversario in 1 vs. 1 o rimettere il pallone in mezzo.
Dalla prima situazione nasce ad esempio il rigore che sblocca la partita, mentre dalla seconda il miracolo di Adrian su Mertens nel primo tempo.

Conclusioni
“Mi è piaciuta la squadra per come ha gestito la partita quando non è stata in controllo”.
Le dichiarazioni di Ancelotti testimoniano che se la fluidità posizionale del Napoli in possesso è un elemento riconosciuto ed ormai ben interiorizzato dagli azzurri, l’elemento di rottura e che caratterizza la gara contro i Campioni d’Europa è stata l’elevata pro-attività con cui hanno gestito la fase di non possesso.

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