Juventus – Napoli 4-3, Serie A

31 Agosto 2019, Allianz Stadium

Formazione Juventus
Sarri conferma l’11 di Parma, con un solo cambio forzato, de Ligt per l’infortunato Chiellini.

Formazione Napoli
Un cambio anche per Ancelotti, che inserisce dal primo minuto Ghoulam per Rui.
Schermata 2019-09-01 alle 09.11.47

Uso dello spazio Juventus
Se il gol che spezza l’equilibrio nasce da un contropiede da calcio d’angolo quando le squadre erano apparentemente in equilibrio con un 1 tiro a testa nello specchio avversario va notato che la Juventus sin quasi da subito è stata maggiormente a proprio agio in campo.
Diversamente alla partita di Parma i bianconeri mostrano una migliore spaziatura sul campo, con Matuidi particolarmente incisivo nel dettare i movimenti sul centro sinistra creando presupposti di pericolosità.
Gli uomini di Sarri non si fissano nella forma che prevede Cristiano vicino ad Higuain, ma alternano questa struttura ad una dove il portoghese resta aperto e funge da riferimento primario per dettare l’uscita verticale del pallone, in una forma sempre fluida, ma più identificabile con il 4-3-3 su cui verte la fase offensiva del tecnico toscano.
Il palleggio basso bianconero trova sulla verticale il movimento ad allargarsi in fascia del portoghese su cui si appoggia per uscire molto velocemente dal pressing e da li riparte cucendo il gioco offensivo.
L’alternativa è il lavoro della catena destra che, prima con Costa e De Sciglio e successivamente con Costa e Danilo, diviene in breve tempo un fattore nella gestione del possesso bianconero, potendo quindi alternare le ricezioni larghe di Cristiano con i tagli senza palla di Matuidi nello spazio al lavoro a destra con Cristiano pronto ad andare a giocare nel corridoio dietro Higuain, lasciando sempre a Matuidi il compito di tagliare sul centro sinistra occupando costantemente Manolas.
E’ proprio da uno di questi tagli del francese che nasce l’occasione che porta al secondo gol della Juventus.

Il 4-4-2 della Juventus senza palla
Ottenuto il doppio vantaggio la Juve alterna fasi di difesa posizionale in cui assume la struttura del 4-4-2 con veloci transizioni dettate dai contro-movimenti di Costa che mettono costantemente in difficoltà Ghoulam.
La particolarità del 4-4-2 in non possesso è l’elevata aggressività con cui viene interpretato, anche quando la Juve di abbassa sul campo i bianconeri aggresicono sempre il portatore stringendo nella zona della palla ed impedendo al Napoli di consolidare il possesso.
Sino a quando la Juventus riesce a mantenere lo stesso livello di intensità fisica, alterna la difesa posizionale a pressing offensivo andando alla caccia del pallone in porzioni alte del campo con Matuidi e Khedira sempre pronti ad accorciare sull’avversario.
3-0 che nasce proprio da una Juventus in pressing offensivo.

I problemi del Napoli
Il Napoli che esce dai primi 50′ di partita è una squadra in netta difficoltà contro i Campioni d’Italia.
Il palleggio degli azzurri è reso difficile dall’aggressività dei padroni di casa.
La struttura a base 4-4-2 con Ruiz a ridosso di Martens sembra mancare della dovuta profondità ed il pressing bianconero impedisce agli uomini di Ancelotti di andare a cercare lo spagnolo nello spazio alle spalle della salita del francese.
L’unica alternativa dei partenopei diviene cercare Ghoulam aperto o Insigne a sinistra per poi andare a giocare la palla rimessa in circolo.
Ancelotti prova a invertire a metà tempo Ruiz e Zielinski senza successo, perché i due quando schierati alti faticano a dettare profondità, riportandoli poi alle posizioni iniziali.

Matuidi
Il francese è l’arma in più, che in pochi si aspettano, dell’undici anti-Napoli.
Il taglio profondo che è sempre stato caratteristica del campione del mondo viene integrato correttamente tra i movimenti interno-esterno ed esterno-interno di Cristiano, con Higuain che accorcia o detta la profondità e con le salite di Sandro.
Nella prima fase di partita Manolas che era pronto forse al duello con il Cristiano accentrato di Parma deve invece consumare molte energie nell’andare a seguire i profondi movimenti senza palla di Matuidi che al termine della gara sarà primatista per occasioni da gol create, 3 alla pari di Costa.
photo_2019-09-01 08.48.54

Due punte Napoli
Ad inizio ripresa Ancelotti sposta Zielinski al posto dell’acciaccato Insigne inserendo Lozano accanto a Mertens e retrocedendo definitivamente Ruiz accanto ad Allan.

La mossa del tecnico sommata al calo di intensità senza palla della Juventus è determinante.
Se lo spagnolo velocizza il possesso basso dei partneopei, la naturalezza con cui Zielinski sa giocare da “falso esterno” senza dare riferimenti e dettando il passaggio nel mezzo spazio, aiutano io Napoli a trovare con più costanza il possesso palla nel terzo basso della Juventus, creando attorno ai movimenti di Mertens e Lozano dei principi di pericolosità che nel primo tempo erano totalmente mancati.

Il calo di intensità senza palla della Juventus è evidente quando sia Pjanic sia Danilo vanno in ritardo sulla linea di passaggio di Allan, che smarca Zielinski alle loro spalle che può godere del vicino Bonucci per sfidare in campo aperto la lentezza del centrale azzurro.
La conduzione verticale dello smarcato Zielinski culminerà con il passaggio rasoterra su cui irromperà Lozano per il 3-2.

Attacco dello spazio Napoli
I nuovi interpreti all’interno della stessa struttura stravolgono il modo d’attaccare del Napoli di Ancelotti.
Da una struttura che veicolava il pallone ad “U” da un lato all’altro, il Napoli cresce attorno alla regia di Ruiz con una difesa a 3 fissa con Di Lorenzo bloccato e Rui a spingere costantemente, mentre sono Zielinski e Lozano ad esplorare ed allargare gli spazi tra centrale e terzino costringendo la Juventus a cedere metri.
Calando l’intensità e l’efficacia del pressing bianconero il Napoli riesce ora a trovare gli uomini tra le linee, disposti in una struttura che prevede con più successo l’attacco dello spazio.

Conclusioni
Laddove molti giornalisti parlano di partita stile Premier o Bundesliga in realtà Juventus Napoli va sottolineata per due aspetti.
La Juventus dei primi 50′-60′ sembra essere molto avanti e la capacità di essere intensa senza palla unita all’equilibrio ed efficacia nell’utilizzare e manipolare lo spazio restituiscono un’immagine di assoluto dominio sui rivali.
Al contrario il Napoli cresce proprio quando viene meno l’aggressività senza palla degli uomini di Sarri, come a Firenze i partenopei sembrano soffrire terribilmente il pressing faticando a trovare l’uscita pulita del pallone e la struttura con Ruiz sotto punta che tende a venire incontro al pallone sembra non aiutare questa situazione togliendo profondità alla squadra.
Allo stesso tempo il Napoli evidenzia nuovamente dei limiti in transizione negativa facendosi trovare troppo spesso senza equilibrio, la sensazione che quanto visto sinora non sia ancora la formula migliore per Ancelotti che difatti recupera un po’ di presenza sul rettangolo di gioco quando forzatamente è costretto a rimettere, come da prassi della scorsa stagione, Zielinski nel ruolo di falso esterno con Rui in sovrapposizione e Ruiz accanto ad Allan con Lozano punta con il compito di alternare la giocata di raccordo allo scatto tra centrale e terzino.

Embed from Getty Images

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...