Udinese – Milan 1-0, Serie A

25 Agosto 2019, Dacia Arena

Formazione Udinese
3-5-2 per Tudor, con l’esordio di Becao nella difesa friulana e di Jajalo in mezzo al campo.
Non c’è De Paul che parte dalla panchina.

Formazione Milan
Prima di Giampaolo con centrocampo alquanto inedito, Borini Paquetà Calhanoglu e Suso dietro Castillejo e Piatek.
Tutti i nuovi acquisti in panchina.

Schermata 2019-08-25 alle 20.14.10

Impostazione Milan
Con Calhanoglu schermato dalla densità centrale friulana, il Milan propende per l’uscita laterala con Paquetà che si abbassa a sinistra per far alzare Rodriguez ed usarlo come sbocco o a destra su Calabria che successivamente cerca Borini che si smarca in profondità.
Migliora decisamente l’impostazione quando l’Udinese per rifiatare abbassa il ritmo e resta più bassa, senza la pressione delle punte e dei quinti sui terzini la linea di Giampaolo sale sino a centrocampo ed è più semplice per i centrali trovare lo spazio per cercare direttamente le mezzali sulla verticale.
In generale giro palla laterale del Milan per trovare l’imbucata e la profondità centrale.
Calhanoglu da regista evidenzia la difficoltà della squadra con la frenesia nel verticalizzare il gioco, forzando la giocata e producendo un elevato numero di possesso persi.

Udinese
La preparazione della partita di Tudor è semplice quando efficace, senza palla densità centrale per chiudere gli spazi all’avanzata rossonera, a pallone recuperato cercano il break sulla velocità di Lasagna o Pussetto oppure tramite profondi cambi di gioco verso Stryger Larsen o Pezzella.
Il Milan sul possesso avversario porta molti uomini in zona palla schiacciandosi sul lato della palla, il lato opposto è sempre vuoto e l’Udinese cerca il proprio 5° in ampiezza.

Fofana
Il dinamismo di Fofana “rompe” arricchendo il tema preparato da Tudor, da posizione centrale verso l’esterno le percussioni palla al piede del numero 6 spezzano le linee difensive rossonere creando spesso superiorità in zona palla e disordinando la fase difensiva rossonera.

Milan più paziente
Avvio di secondo tempo che mostra un Milan più paziente nell’impostazione ed un Udinese meno attiva nel pressing con le due punte.
Più palleggio orizzontale della linea difensiva con Paquetà e Borini-Kessie a dare ampiezza sul lato forte liberando il corridoio verticale con cui i centrali cercano di trovare direttamente le due punte posizionate sui braccetti avversari, in questa fase in cui migliora la circolazione bassa del pallone si evidenziano le difficoltà negli smarcamenti nel terzo offensivo.
Da notare la marcatura ad uomo su Suso che viene seguito a uomo da Jajalo che si stacca dalla linea di centrocampo per andare a prendere il trequartista rossonero liberando Troest Ekong dal compito e lasciandogli quindi la libertà di andare al raddoppio sul proprio braccetto.

Udinese che trova il vantaggio da calcio d’angolo proprio nel momento migliore del Milan, in cui i rossoneri stavano ricercando con più pazienza una più ordinata spaziatura in campo.

Possesso offensivo
Il Milan fa fatica a collegare il gioco con i 3 davanti, al di là di Suso che ricevendo spalle alla porta va spesso in difficoltà fisicamente, anche Castillejo che negli smarcamenti laterali è stato forse il più positivo, evidenzia le proprie difficoltà nell’attaccare successivamente la porta.
Piatek per contro attacca spesso la profondità, ma manca del gioco di cucitura e degli smarcamenti laterali di cui necessiterebbe il Milan per appoggiare il pallone in uscita.
Queste difficoltà, dovute alle caratteristiche specifiche dei giocatori offensivi impiegati, sommate ad un possesso basso che per lunghi tratti è sembrato troppo frenetico ha determinato la principale difficoltà del Milan nella gara odierna: collegare i reparti e portare a consolidare il possesso nel terzo offensivo.

Conclusioni
Il nuovo Milan di Giampaolo mostra ancora troppa frenesia nel possesso e poco ordine nel ricercare la giusta spaziatura sul campo, ne consegue difficoltà nel ricercare i giocatori offensivi in situazioni pericolose e da qui la sterilità offensiva.
Tutto questo senza voler dimenticare che quasi certamente non sarà quella di oggi la conformazione del centrocampo titolare.

“Non sono solo Suso o Castillejo, ma anche Piatek, lui è una prima punta con movimenti da prima punta”.

Queste le parole di Giampaolo, da capire ora come agirà di conseguenza e quale sarà il lavoro che svilupperà per adattare i suoi principi ai giocatori a disposizione.

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