Liverpool – Manchester City 1-1(4-5 d.c.r), Community Shield

Wembley Stadium, 4 Agosto 2019

Formazione Liverpool
Joe Gomez per Matip e Origi per Mane sono le modifiche (in parte obbligate) di Klopp al suo 11 ideale.

Formazione City
Bravo tra i pali, l’esordio ufficiale di Rodri e Sterling schierato sulla carta da centrale nel tridente offensivo sono le variazioni di Pep Guardiola.

Liverpool_City

Pressing
Nelle prime battute di gara il pressing è un fattore da ambo le parti, se il pressing ultra offensivo di Pep porta in primis Sterling a rubare palla a Gomez per servire un pallone d’oro a Sane, dall’altro lato il pressing orientato del Liverpool spinge il City a costruire dal basso forzando la giocata verso le aree di pressione di Klopp da cui parte la velenosa transizione in cui Firmino manda Salah al tiro da posizione molto vantaggiosa.

Zona (rivedibile)
Al minuto 11 con il City in inferiorità per le medicazioni a Sane, i campioni d’Inghilterra battono una punizione di seconda dalla 3/4, il Liverpool tiene la linea scegliendo la zona ma sul pallone messo in mezzo da De Bruyne nessuno marca Silva e Sterling per il vantaggio degli uomini di Pep.

Rombo dal basso e cinque in attacco
Per uscire dalla trappola iniziale il City esaspera il fraseggio basso per stanare il pressing avversario, con il portiere Claudio Bravo vertice basso, Otamendi e Stones laterali e Rodri in alto, Silva pronto a scendere in aiuto, ma con questo rombo il City esce abbastanza agevolmente sui terzini sempre larghi a media altezza, per poi andare ad attaccare con una linea da cinque composta da sinistra a destra da Sterling-Silva-Jesus-De Bruyne-Bernardo.

rombo

Linea offensiva attivata direttamente da rapidi cambi di gioco dopo l’uscita sui due terzini o dal lancio lungo di Bravo.
Linea da 5 che non da riferimenti con gli interni abili a muoversi senza palla sia per proporsi sia per liberare il corridoio centrale ai due esterni, mentre i movimenti ad uscire di Jesus (subentrato a Sane) aumentano gli spazi nel mezzo a disposizione del movimento dei compagni.
Poco preciso in questa frazione di gara il City che non approfitta delle difficoltà del Liverpool a marcare i movimenti dei Citizens, campioni d’Inghilterra che vanificano almeno 2-3 comode occasioni per raddoppiare.

4-5-1 City
City che alterna fasi di alta pressione organizzata in porzioni avanzate di campo ad un più basso 4-5-1 che adotta per riposare con il Liverpool che fatica ad organizzare una fase di possesso all’altezza limitando la creazione di pericoli offensivi alla rapide transizioni nelle quali pecca però di precisione ed efficacia.

Salah e attacco posizionale Reds
A inizio ripresa il Liverpool alza il baricentro, Fabinho sale in pressione sulla costruzione avversaria, ma il fattore che emerge è la costante ricerca del cambio di gioco su Salah per mandarlo all’1 vs. 1 con Zinchenko, l’egiziano ha sempre la possibilità di scegliere se puntare l’ucraino per cercare la porta o a sua volta rimettere il pallone verso Firmino.
In una squadra che segnala carenza di creatività nel proprio centrocampo contro un blocco basso organizzato in forma di 4-5-1 la rapidità degli scambi nell’ultimo terzo resta una delle armi più pericolose in attacco posizionale per Klopp, che attorno a Salah costruisce il tentativo di riaprire l’incontro.
Il movimento senza palla di Henderson ad allargarsi in profondità oltre Salah non viene quasi mai esplorato, così come la connessione tra Wjinaldum e Origi non funziona a dovere, lasciando lo sbocco diretto sull’egiziano come principale tema offensivo dei Reds.
Anche Firmino resta tagliato fuori dal gioco nel terzo offensivo quando i rossi devono attaccare la difesa schierata, facendosi notare solo con due ottimi palloni serviti uno a Salah ed uno a Origi in occasione delle rapide transizioni degli uomini di Klopp.
L’pool che si sbilancia molto lasciando al City altre 2 comode occasioni di raddoppiare in transizione, vanificate dagli uomini di Guardiola.

Variazioni senza palla Reds
Klopp aumenta l’intensità senza palla, con i terzini più attivi nell’andare a salire sui terzini avversari quando ricevono il pallone in uscita dal rombo di possesso basso.
Se da un lato questo rallenta se non inibisce la costruzione dei Citizens dall’altro se il movimento a salire non è perfetto gli uomini di Pep vanno in superiorità con molta facilità.
Nel computo totale però la mossa di Klopp è positiva, con un Liverpool che ritrova il peso della propria fisicità e con un City che fatica a mantenere il possesso l’approvigionamento verso Salah è più costante.

Terzini Reds
Nella passata stagione i terzini furono uno degli strumenti preferiti da Klopp per imporre il controllo dello spazio, in questo incontro invece restano mediamente bassi, è raro vederli coinvolti nel possesso nella metà campo avversaria.
In copertura sugli esterni offensivi o sui terzini avversari, il loro compito in questa partita è prettamente difensivo, togliendo ampiezza ed alternative per lo sviluppo del gioco in fase di proposizione.
Emblematico il cambio di TAA per Gomez con l’ingresso di Matip da centrale, il tecnico tedesco sembra pensare più all’ampiezza con cui attacca il City che alla propria.

Per un City che progressivamente non riesce più a portare il suo pressing offensivo e paga il pessimo rendimento del subentrato Gundogan per Silva, sale l’intensità del Liverpool che fa pesare la propria fisicità in tutto il rettangolo di gioco, fino al pari di Matip che segna dopo una lettura difensiva da piazzato rivedibile del City che lascia libera la torre van Dijk sul secondo palo.

4-2-3-1 Reds
Contestualmente al pari ed al crollo fisico del City, il Reds passa al 4-2-3-1 con Wijnaldum e Keïta mediani, Salah riferimento centrale e finalmente libertà per i terzini di salire e dare ampiezza.
Non appena i Reds ritrovano l’ampiezza salgono le difficoltà dei Citizens con Keïta che spreca un ottimo pallone servito arretrato a rimorchio dalla fascia destra.
Sulle transizioni negative determinanti le letture difensive di Gomez nel leggere e togliere la profondità ai tagli senza palla di Sterling.

Fase offensiva sempre incentrata su Salah, che dalla posizione centrale si allarga nel mezzo spazio sinistro alle spalle Shaqiri o resta in mezzo servendo la corsa alle proprie spalle proprio dello svizzero.
Nella fase finale è l’imprecisione del Liverpool a mantenere l’incontro in parità.

Conclusioni
La scorsa stagione fu la “sfida dei millimetri” e lo è stato nuovamente a Wembley, se il dominio del primo tempo ha visto mancare il City della giusta dote di precisione per raddoppiare, nella ripresa il Liverpool è riuscito a controllare meglio lo spazio senza palla aumentando l’intensità della sua presenza nel terzo offensivo.
Guardiola vs. Klopp è da un paio di anni la sfida più interessante del panorama mondiale, entrambi i Club sono andati lontano dal loro sviluppo iniziale, il Liverpool ha dimostrato di non essere più la squadra “esclusivamente” da pressing e transizione, ma forse paga un po’ di mancanza di qualità nel proprio centrocampo quando deve attaccare contro difese schierate.
Il City è una macchina meravigliosa che deve però crescere nella continuità all’interno delle sfide secche, da questi 90′ emerge come il prodotto di Guardiola sia diventato più diretto nella proposizione offensiva, passando dal fraseggio con il rombo basso a ricercare direttamente lo spazio creato dal movimento dei 5 davanti.

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