Italia – Bosnia 2-1, Qualificazioni Europee

11 Giugno 2019, Allianz Stadium

Formazione Italia
Il C.T. conferma Sirigu tra i pali ed inserisce Mancini come teorico terzino destro, a sinistra Emerson ed in attacco Quagliarella tra Bernardeschi e Insigne.

Formazione Bosnia
4-3-2-1 per Prosinecki che deve rinunciare alla fisicità di Kolasinac sulla corsia sinistra.

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Italia asimmetrica
Diventata ormai una caratteristica fissa della Nazionale di Roberto Mancini, l’Italia si schiera in possesso con un 4-3-3 solo teorico in quanto è evidente sin dai primi secondi come la difesa si schieri a 3 scalando verso sinistra con il terzino destro Mancini che passa nel ruolo naturale di terzo centrale ed Emerson che si alza sulla corsia sinistra andando ad offrire la sovrapposizione ad Insigne che è libero di accentrarsi andando a giocare nel mezzo spazio o la sovrapposizione interna dandogli la possibilità di puntare sull’esterno, con Bernarderschi sul lato opposto che ha il compito di tagliare dall’esterno verso i corridoi più centrali.
Il triangolo di centrocampo poggia su Jorginho vertice basso con Verratti mezzala sinistra, mentre a destra Barella ha un ruolo più mobile ed a seconda della posizione di Bernarderschi deve inserirsi in verticale proponendosi accanto a Quagliarella o allargarsi per dare ampiezza.

Gestione del non possesso
A palla persa gli Azzurri si lanciano immediatamente in contro-pressing per cercare di riguadagnare il possesso della sfera in posizione avanzata, con Chiellini sul centro sinistra pronto a spezzare la linea in avanti per mantenere la squadra compatta e favorire il pressing.
A linea di pressione saltata invece la squadra si ricompatta sulla forma del 4-1-4-1/4-5-1 con la difesa che compie il movimento inverso e Bernarderschi ed Insigne a posizionarsi nella posizione di esterni di centrocampo.

Problema tattico
Specialmente il primo tempo ha evidenziato un problema di natura tattica portato principalmente da due fattori, a palla persa gli Azzurri hanno fatto fatica a trovare rapidamente gli appoggi corretti per il pressing, con il risultato di ottenere diverse uscite sbagliate che hanno permesso in numerose occasioni ai bosniaci di uscire palla al piede generando pericolose e rapide transizioni.
Il secondo fattore è rappresentato dalla gestione della posizione di Dzeko, il centravanti bosniaco durante le fasi di difesa posizionale dei suoi restava spesso alto ed il riflesso della linea difensiva italiana è stato quello di marcarlo nella profondità senza fare il passo in avanti per metterlo in offside e costringerlo ad abbassarsi.
Il problema è stato la somma di questi due fattori, quando in alto scattava il contro-pressing per riconquistare il pallone e la linea dei centrocampisti si alzava, la coppia Bonucci-Mancini a turno o insieme su Dzeko restava più arretrata, questo combinato con le uscite errate in pressing ha creato uno spazio tra le linee che i bosniaci hanno sfruttato sia per appoggiare direttamente il pallone sul proprio numero 9 sia per delle transizioni palla al piede in cui in particolar modo Besic o Pjanic hanno avuto troppi metri per inserirsi.

Le marcature di Prosinecki e l’importanza di Chiellini
Prosinecki ha individuato facilmente in Verratti e Jorginho le principali fonti di gioco degli Azzurri, dislocando su di essi in marcatura le due mezzali Saric e Besic che salivano rapidamente sui due italiani rallentando la circolazione del pallone e spingendolo per vie orizzontali.
In questo modo la Nazionale ha faticato ad avanzare rapidamente sul campo finendo spesso a gestire lunghe fasi di possesso a difesa schierata patendo la maggiore fisicità degli avversari.
In questo contesto si è dimostrato fondamentale Chiellini che partendo da posizione più arretrata si è dimostrato abile nelle conduzioni verticali palla al piede andando a rompere la prima linea di pressione avversaria.

I cambi di Mancini
Cambi dalla doppia natura nella ripresa, in primis la sostituzione di Quagliarella per Chiesa volta allo scopo di inserire Bernarderschi in posizione centrale per aumentare la mobilità del tridente e l’esterno Viola sulla corsia per aumentarne la verticalità e spostare il pallone dalla fascia sinistra dove nel primo tempo aveva stagnato troppo.
In un secondo momento il cambio di Bernarderschi per Belotti per aumentare il peso specifico dell’attacco nello sforzo finale di sbloccare il pareggio.

Conclusioni
La Nazionale di Mancini ha imboccato una strada nuova ed attuale che porta grande interesse attorno al suo progetto.
I meccanismi delle uscite in avanti andranno migliorati per evitare si trasformino in un pericoloso boomerang contro avversari preparati a leggere questa specifica situazione, come dovrà essere migliorata la circolazione del pallone in quanto la Nazionale fatica ancora a cambiare lato rapidamente per far muovere e lavorare una difesa schierata.

Una riflessione però è necessaria in quanto solitamente la nazionale è espressione e sintesi del meglio che esprimono i club, in questo momento invece la Nazionale di Mancini si pone come elemento unico (escluso il Napoli che fu di Sarri) nel panorama calcistico italiano ad esprimere questo tipo di calcio.

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