Portogallo – Olanda 1-0, Nations League Finals

9 Giugno 2019, Estadio do Dragao

Formazione Portogallo
Fernando Santos è costretto a rinunciare a Pepe, sostituito da Fonte e rispetto alla semifinale con la Svizzera sceglie di sostituire Ruben Neves con Danilo Pereira e Joao Felix con Goncalo Guedes.

Formazione Olanda
Non ci sono variazioni nell’undici Olandese, con Koeman che conferma la formazione adottata nelle ultime uscite.

Por_Ned

4-2-3-1 mobile Olandese
“Classico” 4-2-3-1 per Koeman che imposta a 3 con Wijnaldum a fare il vertice alto del triangolo di centrocampo, sono de Roon o de Jong ad abbassarsi sulla linea di de Ligt e van Dijk in uscita palla, mentre Dumfries si alza in posizone di ala destra e Blind si alza in posizione intermedia a centrocampo.
In alternativa de Jong e de Roon restano in posizione intermedia con l’Olanda che imposta a 3 con Blind largo a sinistra.
Oranjie in possesso ri-ordinabili secondo un 3-2-5 con De Jong e De Roon a fare i due in mezzo dietro ai 5 avanti che hanno in Dumfries il giocatore più largo a destra e Wijnaldum libero di allargarsi a sinistra o restare centrale, i 3 davanti sono molto mobili e non danno riferimento.

4-4-2 senza riferimenti
Portogallo che varia molto sulla base del 4-4-2, diventando senza palla un 4-5-1 o 5-4-1 a seconda di quanto è costretto a tornare Guedes su Dumfries.
In possesso i lusitani godono della spinta a destra di Semedo mentre Guerreiro resta più bloccato a sinistra dietro a Guedes, con Bruno Fernandes ad inserirsi vicino a Bernardo Silva e Cristiano che non danno mai riferimento, è proprio l’ex-Sampdoria ad essere il giocatore più pericoloso dei suoi inserendosi più volte per il tiro dalla media distanza e trasformando con i suoi movimenti senza palla il 4-4-2 in un 4-3-3 asimmetrico con la spinta di Semedo a destra.

La solidità di Fernando Santos
La forza del Portogallo è il suo 4-4-2 / 4-5-1 difensivo, che in fase di non possesso è sempre molto stretto e compatto attorno ai due mediani centrali Carvalho e Danilo, con Ruben Dias che è sempre pronto a spezzare la linea difensiva per aggredire il portatore di palla.

Sulla prima costruzione avversaria lusitani che a tratti mettono in mostra un 4-1-4-1 con Carvalho o Danilo che salgono per andare a marcare de Jong in fase di uscita Olandese.
Lusitani sempre pericolosi sulle transizioni guidate dai velocisti Guedes e Bernardo Silva con Cristiano ad attaccare la profondità oltre il portatore di palla.

Il gol del vantaggio è il simbolo del 4-4-2 senza riferimenti di Fernando Santos:
Cristiano attacca il centro destra con Silva a ricevere in prodondità sul centro sinistra, pallone arretrato del giocatore del City che trova il profondo taglio da destra al centro di Gonçalo Guedes che dal limite non da scampo a Cillesen.

Olanda orizzontale
Se l’Olanda è abile ad uscire sfruttando il palleggio di de Jong e del terzetto composto da de Ligt, van Dijk e Blind, non riesce invece a rendersi pericolosa davanti, dove a destra l’uomo più avanzato, Dumfries, è anche il meno tecnico e più impreciso, mentre il terzetto di avanti non riesce a mettere in difficoltà la linea avversaria.
Depay, Babel e Bergwijn si alternano nel venire incontro al pallone, ma nessuno compie il contromovimento in profondità, Orange che si trovano quindi a gestire quasi sempre il pallone schierati in orizzontale contro la linea avversaria.

I cambi di Koeman
Come contro gli inglesi i primi cambi di Koeman sono gli inserimenti di Promes e van de Beek, con il primo che viene schierato più largo di Babel nel tentativo di allargare le maglie difensive avversarie ed il secondo a stazionare centralmente pronto ad inserirsi nello spazio, come contro l’Inghilterra il cambio ha l’effetto di creare più movimento nella fase offensiva Olandese ed il tardivo inserimento di de Jong come riferimento centrale è il segnale che Koeman dovrà forse rivedere alcuni dei principi adottati sinora nella sua fase offensiva, a partire dalla posizione estremamente avanzata e quasi mai efficacie di Dumfries a destra.

Fernando Santos-de Jong
Il Portogallo di Fernando Santos è forse la prima squadra in questo finale di stagione a riuscire a gestire il talento avversario di de Jong limitandolo costantemente.
Per quanto il cervello Oranjie al solito alterni arretramenti centrali a smarcamenti laterali per poter gestire il pallone, Fernando Santos ha preparato in anticipo una soluzione per ogni possibile posizione del regista.
Sul centro destra è sempre uno tra Carvalho o Danilo Pereira ad uscire per andare a prendere il neo-blaugrana indipendentemente che il giovane olandese sia in posizione intermedia o nella linea dei tre, quando invece si smarca scendendo a sinistra è Bruno Fernandes ad alzarsi per andarlo a prendere variando la struttura difensiva in un 4-3-3 in funzione di questa specifica marcatura.

L’acume tattico di Fernando Santos oltre alla scelta di variare l’uomo dedicato a seconda della posizione è nel non aggredire mai de Jong in possesso per non dargli la possibilità di mostrare le sue doti nell’1 vs 1 specifico in resistenza al pressing e quindi di trovarsi con l’uomo saltato e con superiorità avversaria, indipendentemente dall’uomo mandato in marcatura l’intenzione è sempre quella di schermarne la giocata ponendosi sulla possibile linea di passaggio e riuscendo nel difficile compito di limitarne pesantemente l’influenza all’interno del possesso avversario ottenendo per lunghi tratti un’Olanda letteralmente spezzata in due tra giocatori dedicati alla fase di costruzione e gli altri dislocati in fase offensiva.

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