Tottenham – Liverpool 0-2, Champions League Final

1 Giugno 2019, Wanda Metropolitano

Formazione Tottenham
Pochettino schiera il 4-2-3-1 con Winks accanto a Sissoko in mediana, panchina per Wanyama, in attacco rientra Kane davanti, mentre parte dalla panchina Lucas.

Formazione Liverpool
Formazione classica per Klopp, con Henderson nella posizione di mezzala destra e Fabinho centrale nei 3 di centrocampo.

Tot_Liv

Nel segno di Mane
Avvio caratterizzato dal Liverpool che cerca direttamente lo scatto in profondità di Manè dietro la linea difensiva, oltre all’azione che porta al rigore del vantaggio istantaneo dei Reds è comune vedere gli uomini di Klopp palleggiare da dietro e poi cercare il movimento oltre la linea alta di Pochettino di Mane con Fimrimo che crea lo spazio arretrando molto.
Sempre Mane diventa il riferimento quando il Liverpool cerca qualcuno per scaricare palla, nello spazio lasciato vacante dai movimenti di Firmino l’ivoriano va a prendere la posizione centrale per ricevere lo scarico.
Apprezzabile in questo contesto anche il lavoro spalle alla porta di Salah, che viene spesso vanificato dalla serata negativa di Firmino.

Difficoltà aggressione alta Liverpool
Faticano i Reds a far valere la propria aggressione alta, Trippier e Rose si alzano sulla costruzione con i tre avanti di Klopp che restano sui due centrali, i quali giocano su Lloris che è bravo a far uscire palla quasi sempre su Trippier libero.
Alternativa quando Winks o Sissoko scendono per combinare con i centrali liberando Vertonghen per l’apertura pulita su Trippier.

4-2-3-1 Spurs
Superata quasi sempre abbastanza agevolmente la pressione alta, gli Spurs riescono ad uscire e costringere i Reds a difendersi in un blocco basso nella propria metà campo.
Kane viene incontro con Alli a muoversi alle sue spalle mentre Son attacca il taglio partendo dalla sinistra, su questa trama gli uomini di Pochettino muovono qualche timido attacco alla linea di Klopp che comunque anche con i Reds nella propria metà campo non rinuncia a restare mediamente alta ed a muoversi in avanti in modo aggressivo.

All’interno dell’ampiezza data dalla posizione alta dei terzini gli Spurs si sono espressi meglio con il solo Trippier sulla linea degli offensivi, in modo da permettere a Son di partire largo dal lato opposto e far valere la sua pericolosità nei tagli centrali.

I due volti della densità centrale creata da Pochettino
Il posizionamento degli avanti di Pochettino sulla costruzione bassa dei Reds impedisce agli uomini di Klopp di andare a collegare il gioco con i centrocampisti costringendo spesso gli avversari alla palla lunga o al gioco sui terzini.

Al 40′ Pochettino inverte Alli con Eriksen, portando il danese in posizione centrale nel tentativo di liberarlo dalla marcatura ad uomo di Wijnaldum.
Il danese schierato largo a destra resta isolato dalla manovra perché il numero 5 di Klopp è abilissimo a muoversi in diagonale posizionandosi sempre sulla linea di passaggio escludendolo dal gioco del Tottenham.

Pochettino inverte anche Son portandolo a destra con Alli largo a sinistra e Klopp risponde subito invertendo Wijnaldum ed Henderson cercando di mantenere inalterato lo schema di marcature sugli attaccanti del Tottenham, con Fabinho che invece è predisposto ad occuparsi dello spazio centrale quando Kane abitualmente scende staccandosi dalla linea di attacco.

Involontariamente però Pochettino diventa vittima stessa della densità centrale che ha creato, invertendo gli esterni e alzando anche Rose crea un’elevata congestione degli spazi centrali, con il Liverpool che in fase difensiva preferisce concedere spazio sui terzini avversari ma resta stretto e chiuso in mezzo non concedendo mai spazio centrale per le combinazioni in velocità degli uomini maggiormente qualitativi degli Spurs.

Cambi
Pronti ad inizio ripresa i cambi di Klopp per Firmino, fuori dalla partita, e Wijnaldum stremato dal lungo lavoro di marcatura per Milner, mentre Pochettino inserisce Lucas per Winks con Eriksen che passa in regia accanto a Sissoko.

Maggiore mobilità offensiva per il Tottenham che però continua a sbattere nel poco spazio centrale a disposizione con le corsie che il Liverpool lascia a disposizione dei terzini avversari, continuando a schierarsi con le mezzali strette pronte a ripiegare diagonalmente per chiudere le linee di passaggio alle proprie spalle.

4-4-2 Liverpool
Nel tentativo di coprire maggiormente la sua metà campo con due linee da 4, Klopp passa al 4-4-2 a 15′ dalla fine adattando Milner e Mane come esterni, ma il Tottenham è rapido a cercare cambi di gioco ed a mettere palla dall’esterno dietro la prima linea di pressione vanificando gli effetti difensivi ricercati da Klopp.

Terzini Liverpool
Determinanti nello scacchiere tattico di Klopp le prestazioni ed i movimenti di Arnold e Robertson.
Se il Liverpool nel primo tempo si è appoggiato molto alle discese di Arnold ed ai suoi cross taglienti, nella ripresa con i Reds spesso schiacciati è Robertson a permette ai suoi di uscire in ampiezza dalla densità centrale di Pochettino, proprio da un traversone dello scozzese nasce il corner che porta al 2-0 finale di Origi.

Conclusioni
Una gara altamente condizionata dal vantaggio istantaneo, che mette il Liverpool nella condizione di non dover rischiare la giocata e dal doppio effetto della densità centrale creata da Pochettino, che in non possesso riesce a chiudere gli spazi centrali impedendo al Liverpool di trovare possesso (36% al 90°), ma che in possesso penalizza la propria squadra portando i suoi uomini migliori a giocare in una zona altamente congestionata.
Abile Klopp a mantenere strette in mezzo le linee da 4 e da 3 per favorire il controllo degli spazi centrali, negativa la scelta di Pochettino di alzare anche Rose sul finire del primo tempo che di fatto ha aumentato la congestione degli spazi centrali e che ha eliminando quella condizione asimmetrica che aveva fatto intravedere qualche principio di pericolosità sul lato di Son poi vanificato per la scarsa precisione negli scambi tra i suoi giocatori.

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