Chelsea – Arsenal 4-1 , Europa League Final

29 Maggio 2019, Baku Olympic Stadium

Formazione Chelsea
Sarri recupera Kante come mezzala destra, Emerson Palmeri terzino sinistro, Giroud in mezzo all’attacco con Pedrito sull’ala destra.

Formazione Arsenal
Stupisce Emery schierando per la prima volta in stagione una difesa a 3 contro il Chelsea, Monreal è il centrale sinistro, mentre Guendouzi resta fuori a centrocampo dove è confermata la coppia Xhaka-Torreira.

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Marcature Arsenal
Due sono le marcature che caratterizzano i primi minuti, Papastatopulos che spezza la linea per prendere Hazard in accentramento mentre Maitland-Niles ingaggia la salita di Emerson e sul versante opposto Ozil che si piazza su Jorginho per sporcare la costruzione bassa di Sarri.
Come risposta il Chelsea coinvolge maggiormente Kovacic che si abbassa a ricevere sia a sinistra sia centralmente con Jorginho che si muove portando con se Ozil, ma il Chelsea soffre la scarsa fluidità del proprio palleggio imposta da Emery non riuscendo a consolidare il possesso per coinvolgere i propri giocatori offensivi.

Ampiezza Arsenal
Indicazione chiara di Emery di andare a sfruttare l’ampiezza con Niles e Kolasinac vengono spesso ingaggiati con rapidi e profondi cambi di gioco che sorprendono il posizionamento dei Blues, con Hazard e Pedro che concedono metri alle loro spalle, mentre la difesa a 4 è stretta sulle due punte più Ozil e le due mezzali faticano a coprire l’ampiezza alle loro spalle.
A destra Arsenal che sfrutta anche le difficoltà difensive di Emerson che in fase di difesa posizionale viene puntato da Niles.
E’ un tema che ricorre per tutti i 90 minuti di gara, con i Gunners che cercano anche in modo abbastanza monotono di sfruttare il vantaggio posizionale portato dalla diversità del modulo, ma fallendo nell’attuare l’attacco all’area di rigore dove la linea stretta crea densità centrale riuscendo a sporcare i cross verso il mezzo, dove l’Arsenal quasi mai porta superiorità numerica con Ozil evanescente e la coppia Torreira-Xhaka che resta lontana e non si inserisce mai.

Pressing carente
Impianti di pressing insufficienti per entrambe le finaliste, il Chelsea non riesce a trovare una soluzione al doppio mediano dei Gunners che con Xhaka-Torreira trovano spesso sia il supporto quando Niles e Kolasinac ricevendo la palla in uscita necessitano di un appoggio sicuro per scaricare la palla, sia il profondo cambio di gioco sull’esterno opposto.

L’Arsenal d’altro canto pur schermando bene Jorginho con Ozil, fatica ad alzarsi con il giusto tempismo permettendo comunque al Chelsea di uscire e trovare direttamente Hazard in posizione accentrata.

Individualità Chelsea
Soffrendo la difficoltà di consolidare il possesso il Chelsea si appoggia alle proprie individualità, Hazard e Pedro vincendo i propri duelli spezzano l’equilibrio difensivo dei Gunners favorendo rapidi attacchi, prima Pedro manda nello spazio Kante che serve per Giroud in area poi è il belga a mandare al tiro Emerson in area da posizione defilata.
Ancora Hazard si abbassa in posizione da regista e trova Jorginho in posizione di mezzala avanzata che serve di prima Giroud su cui è determinante Cech.

La crescita delle individualità dei Blues, in particolare di Hazard, condiziona l’atteggiamento dei Gunners che si abbassano favorendo la crescita del Chelsea sul finire del primo tempo e che si consolida con il vantaggio ad inizio ripresa quando i Blues lavorano un pallone da destra a sinistra, Kante attacca lo spazio abbassando la difesa Jorginho riceve da Hazard che si inverte con Pedro, scarico su Kovacic che trova Emerson per il cross che Giroud insacca di testa.

Le mezzali Blues
Blues che soffrono nella prima parte di gara anche per il poco apporto delle proprie mezzali in entrambe le fasi, in possesso vengono ingaggiate da Torreira e Xhaka all’altezza del centrocampo che ne inibiscono l’apporto offensivo, in non possesso faticano a coprire l’ampiezza con i Gunners che costantemente si posizionano con gli esterni larghissimi alle loro spalle ed in transizione è Aubameyang a prendere posizione nello spazio dietro Kovacic andando a puntare David Luiz con Emerson ancora alto.

Sono ancora le individualità a determinare il 2-0, proprio con Kovacic che riceve palla largo a sinistra all’altezza del centrocampo e riuscendo a vincere i duelli individuali, avanza centralmente andando a creare superiorità in attacco avvicinandosi ad Hazard, cui serve il pallone sullo smarcamento laterale del belga che trova il taglio opposto di Pedrito per il 2-0.

3-0 ravvicinato su rigore dopo una rapida transizione da palla recuperata sulla 3/4 da Jorginho, per un Arsenal che si ritrova sotto di 3 gol dopo non essere stato in grado di sfruttare il potenziale vantaggio posizionale nella prima parte di gara.
Nel giro di pochi minuti arriva il 3-1 di Iwobi con l’Arsenal che era appena passato al 4-3-3, ma subito dopo è ancora una palla recuperata sulla 3/4 questa volta da Emerson Palmeri a generare la transizione che porta Hazard alla doppietta del 4-1.

Un Sarri diverso
L’ultima partita di Hazard con la maglia del Chelsea è il simbolo della diversità di Sarri rispetto alla sua esperienza napoletana.

Se il tecnico toscano era noto per la maniacalità dei movimenti richiesti a tutti i suoi 11 appare evidente come in questa prima stagione al Chelsea sia sceso a patti con le caratteristiche dei propri giocatori migliori.
Hazard gode di estrema libertà di movimento, andando a ricevere sia nel mezzo spazio sinistro, sia largo, sia centralmente in posizione quasi da regista arretrato.
L’impianto messo in piedi da Sarri permette ed esalta questa libertà, a sinistra Emerson è sempre presente per ricevere lo scarico, portare via l’uomo o dettare il suggerimento in profondità, allo stesso tempo quando Hazard arretra centralmente è uno dei 3 di centrocampo ad andare in avanti nello spazio per dettare il passaggio o semplicemente per non congestionare la zona centrale del campo creando i presupposti per la creatività del numero 10.
Allo stesso modo quando Kovacic punta l’uomo avanzando centralmente palla al piede, la mezzala opposta non si alza e resta in posizione per coprire un’eventuale transizione a palla persa.
Il Chelsea non riuscendo a consolidare il possesso nemmeno nei momenti migliori della partita (50% il possesso palla al 90′), preferisce procedere con attacchi rapidi costruiti attorno alle giocate dei suoi singoli e supportati dai movimenti senza palla dei compagni piuttosto che procedere ad una sterile fase di attacco posizionale.

Molti dettagli che denotano uno stile diverso da quanto eravamo soliti vedere da parte di Sarri, ma che evidenziano come il tecnico abbia fatto intelligentemente necessità virtù trovando un ottimo compromesso con le caratteristiche a sua disposizione ed un solo parziale assorbimento dei suoi principi da parte del gruppo.

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