Manchester City – Tottenham 4-3, Champions League

17 Aprile 2019, Etihad Stadium

Formazione City
Grossi cambi per Guardiola rispetto alla gara di andata che recupera Mendy a sinistra, inserisce De Bruyne con David Silva a centrocampo con Gundogan al posto di Fernandinho, in attacco accanto Bernardo Silva al posto di Mahrez, ancora panchina per Leroy Sane.

Formazione Spurs
Pochettino privo di Harry Kane sceglie la coppia Moura Son per l’attacco con Eriksen tra le linee, centrocampo a tre con Alli Wanyama e Sissoko, rispetto all’andata non trova spazio Winks.

CitySpurs

Avvio shock
Guardiola inverte il triangolo rispetto all’andata e gli effetti nell’occupazione degli spazi offensivi è immediata, la conduzione di De Bruyne alto a destra passa dalla sponda di Aguero e dal taglio senza palla di David Silva che occupa il mezzo spazio sinistro attirando Trippier, lo scarico del belga trova Sterling largo libero di mirare il palo lungo.

Risponde il Tottenham su due errori decisivi di Laporte, ma nei quali il fattore è sempre il taglio centrale che Eriksen o Alli conducono davanti a Son per liberare il tiro del coreano.

Ancora le mezzali nel 2-2 del City, David Silva conduce e trova Aguero che nuovamente scende centralmente, questa volta il taglio profondo senza palla è di De Bruyne che costringe la difesa ad accentrarsi liberando Bernardo largo a destra che va al tiro.

Grave errore nuovamente dei terzini di Pochettino per l’immediato 3-2, su punizione corta Bernardo manda al cross da fondo campo De Bruyne che trova sul lato opposto Sterling che nuovamente si avvantaggia di un disattento Trippier.

Densità centrale e paradosso di Pochettino
Sulla costruzione City gli Spurs occupano costantemente gli spazi centrali con le due punte, Eriksen e la salita dei tre centrocampisti bloccando l’uscita centrale del City e traendone vantaggio sul secondo errore di Laporte, ma proprio questo porta il City a trarre vantaggio con la sua arma migliore andando in superiorità con le mezzali e gli esterni contro i terzini avversari andando a pressione saltata in costante 2 vs. 1 come nell’occasione dei primi due gol.

Da qui il passaggio da 4-3-1-2 a 4-2-3-1 allo scopo di avere due esterni per coprire meglio le corsie laterali e togliere la superiorità numerica al City.

City esposto
Se il City si avvantaggia della superiorità numerica sugli esterni, il Tottenham nei concitati minuti iniziali trae vantaggio centralmente dove la coppia centrale più Gundogan restano in totale balia della velocità disarmante di Moura e Son alimentati da Eriksson e dai tagli centrali senza palla di Alli che hanno proprio il fine di attirare Kompany ed isolare il coreano.

Possesso Spurs e non possesso City
Guardiola come all’andata preferisce non alzare l’intensità della pressione offensiva, temendo la rapidità delle punte di Pochettino a linea saltata e la capacità degli Spurs di trovarle in velocità come nell’occasione per Son al 42′ del primo tempo, che innescato sulla corsa da lungo lancio dalla destra ed accentrandosi senza palla dalla sinistra calcia di poco a lato.

Corridoi interni
Il forzato passaggio al 4-4-2 di Pochettino sancisce quasi un terzo tempo all’interno della partita, lo schieramento compatto degli Spurs cambia le regole di ingaggio con il City che comincia a pressare in posizione più avanzata e nelle lunghe fasi possesso che il Tottenham concede non trovando più la superiorità sugli esterni sono ancora le mezzali a creare lo spazio attaccando gli spazi centrali.
De Bruyne alterna ricezioni basse per aiutare la circolazione della palla a smarcamenti alti come nell’occasione del gol quando si posiziona lateralmente oltre Alli, sfruttandone le scarse capacità di posizionamento difensivo, presa palla la conduzione centrale del belga attira la difesa e trova il filtrante per Aguero che sul movimento a mezzaluna si defila dietro Alderweireld per il 4-2.
Altra percussione centrale di Gundogan (mezzala dopo l’ingresso di Fernandinho) nel mezzo spazio sinistro, ma il tedesco fallisce il servizio per Sterling che nuovamente era riuscito a tagliare in anticipo su Trippier.

4-4-2 Spurs
Il 4-4-2 di Pochettino è stata una soluzione obbligata per l’infortunio di Sissoko e per la contestuale indisponibilità di Winks, il tecnico argentino decide quindi di sacrificare la velocità con cui stava creando pericoli in ripartenza a favore di un riferimento centrale che potesse battagliare sui palloni sporchi andando contestualmente a coprire definitivamente le corsie laterali che erano esposte.
Paga centralmente le caratteristiche di Alli e la superiore capacità tecnica dei giocatori di Guardiola, ma ha il pregio di non uscire mai dalla partita, continuando ad insistere sui movimenti profondi che dal 1′ minuto hanno esposto le difficoltà della coppia centrale del City, i tagli dalla sinistra di Son sono il simbolo più evidente di questo atteggiamento, ma anche i rifornimenti oltre la linea con cui cercano di rifornire Llorente sono la prova di un Tottenham che pur in difficoltà non rinuncia mai ad attaccare le debolezze avversarie.

Corsie laterali
Nel finale con il tutto per tutto da giocatore Pep passa alla forma più offensiva possibile tra quelle a disposizione, Sane per Mendy con Laporte che scala a centrale sinistro e Walker a centrale destro, in possesso palla Sane resta largo a sinistra nel tentativo di attaccare il canale con Sterling vicino centralmente ad Aguero, alla sua destra è De Bruyne a cercare il varco mentre Bernardo resta sempre largo a destra, per un City che attacca con 5 uomini contro un Tottenham che progressivamente collassa sempre più all’altezza della propria area di rigore.
Senza palla Pep alza definitivamente l’intensità del pressing traendone vantaggio su palla recuperata ad Eriksson, ma un fuorigioco di misura cancella il gol in transizione di Sterling nei minuti di recupero che varrebbe il passaggio per i Citizens.

Conclusioni
Difficile argomentare una partita dove ogni singola debolezza sia stata esplorata ed evidenziata così a fondo da entrambe le squadre, i rimpianti più grandi per la squadra di Guardiola sono forse nell’atteggiamento più conservativo adottato nella gara di andata anche se allo stesso tempo è evidente come fossero un chiaro tentativo di coprire degli evidenti problemi di equilibrio difensivo che i Citizens hanno manifestato lungo tutta la competizione.
Pochettino continua ad avere il dono di una plasticità intelligente e tagliente, nonostante gli infortuni rilevanti sistema e modifica in continuazione il suo schieramento alla ricerca del miglior trade-off possibile senza mai rinunciare ad andare ad esplorare verticalmente gli spazi disponibili.

Una riflessione a margine è su come partite di questo tipo potrebbero variare con l’abolizione (attualmente in discussione) della regola che raddoppia il gol in trasferta in caso di pareggio.

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