Juventus – Ajax 1-2, Champions League

16 Aprile 2019, Allianz Stadium

Formazione Juventus
Allegri sceglie De Sciglio per Cancelo, Can completa il centrocampo a 3 con Pjanic e Matuidi, mentre torna Dybala in attacco con Bernardeschi e Cristiano.

Formazione Ajax
ten Hag conferma il suo 4-2-3-1, unico cambio forzato Mazraoui terzino destro titolare che passa a sinistra per lo squalificato Tagliafico, con la conferma a destra di Veltman.

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Juventus
Avvio con inerzia a favore dei bianconeri che in possesso impostano a 3 con Can che si abbassa centralmente quasi sulla linea di Bonucci e Rugani, terzini larghi con Sandro pronto a spingere per una Juve che si sbilancia a sinistra con Matuidi largo mentre davanti a lui Cristiano e Dybala si scambiano spesso.

La posizione più bassa di Can permette a Pjanic di alzarsi giocare centralmente oltre la prima linea di pressione avversaria.
A sinistra De Sciglio resta più conservativo con Bernardeschi sempre pronto ad accentrarsi partendo dall’esterno.

Juve senza palla
Cambia molto l’atteggiamento senza palla dei bianconeri che portano le punte sui centrali e Pjanic alto su De Jong per inibire la costruzione bassa degli ajacidi, uomini di Allegri che mantengono un’elevato livello di intensità per impedire agli ospiti di salire palla al piede.

Emre Can segue sempre la salita di Pjanic chiudendo lo spazio centrale su Van de Beek, mentre Bernardeschi si occupa del mezzo spazio sinistro e Matuidi che segue Schone pronto a lasciarlo per andare su Veltman.

Ajax senza spazio
Per l’Ajax che alza i terzini per avere l’ampiezza entro cui costruire l’elevata densità centrale creata da Allegri è un problema difficile da gestire, con De Jong controllato a uomo da Dybala o da Pjanic i ragazzi di ten Hag costruiscono con Blind cercando spesso Ziyech che è costretto ad allargarsi per cercare di avere palla o Tadic che cerca di mettere giù palla su Rugani, diversamente l’unica via d’uscita degli ospiti è l’appoggio sui terzini che hanno però la strada chiusa dal doppio lavoro di Matuidi e Bernardeschi.

Uomini in zona palla
Quando cala l’intensità del pressing bianconero l’Ajax sfrutta la sua capacità di portare molti uomini in zona palla per salire immediatamente e creare una fitta rete di scambi rapidi nel tentativo costante di liberare il terzo uomo con Neres e Ziyech che si avvicinano immediatamente a Tadic con l’ampiezza sempre garantita dai terzini e Van de Beek nel ruolo di attaccante aggiunto pronto ad attaccare lo spazio oltre la linea bianconera.

Stile Ajax
L’Ajax che rientra in campo è fedele alla propria tradizione, i tre davanti più Van de Beek creano elevata densità sulla costruzione bianconera mentre i terzini salgono per impedire alla Juve di uscire lateralmente, sulla costruzione dal basso Kean è meno attento di Dybala alla marcatura su De Jong, ne conseguono 20′ di grande pressione ajacide sulla difesa bianconera che rischia almeno 2 volte di andare sotto prima del gol di De Ligt da calcio d’angolo.

L’Ajax avvicina sempre i 3 attaccanti sul possesso allargando il campo sul lato opposto con la salita del terzino e con l’intelligenza di Van de Beek a coprire lo spazio intermedio o la verticalità da attaccare, sulle rapide ripartenze l’Ajax attacca con rapide transizioni da 3 passaggi che comportano sempre l’attacco dello spazio sulla discesa di Tadic , con Neres che proprio su situazione simile sbaglia il gol del possibile 1-3.

Juve a 3
Allegri cambia De Sciglio per Cancelo portando Can da terzo centrale e ridisegnando la squadra secondo un 3-4-3 3-5-2 che varia a seconda della posizione di Bernardeschi, Juve che però fatica a consolidare il possesso contro la combinazione di pressing e gegenpressing ajacide, ne riesce ad opporre pressing sulla costruzione avversaria come aveva fatto nel primo tempo.

Juventus che cerca rapidi attacchi cercando di isolare Kean o Cancelo sull’esterno della difesa ospite, ma deve subire le rapide transizioni ospiti che sbagliano almeno altre due occasioni per portare a 3 i gol.

Conclusioni
Ancora una volta al salire del pressing le squadre italiane vanno in difficoltà, quello che la Juventus è riuscita a fare per quasi 45′ l’Ajax lo ha portato con costanza sia all’andata che al ritorno.
Quando la Juventus ha smesso di pressare, l’Ajax è uscito e la partita non è più tornata sui binari iniziali.
Ajax che nel computo di entrambe le gare si è dimostrato nettamente superiore.

Colpisce anche come l’Ajax senza palla non abbandoni mai la forma del 4-2-3-1 portando pressing costante con i 3+1 davanti ed alzando il baricentro, gli ajacidi abbassano le ali e passano al 4-5-1 solo nei rari momenti di difesa posizionale che concedono.

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