Ajax – Juventus 1-1, Champions League

10 Aprile 2019, Johann Cruyff Arena

Formazione Ajax
Non ci sono sorprese nel 4-2-3-1 fluido di Erik ten Hag, il cui unico cambio obbligato è Veltman per l’indisponibile Mazraoui.

Formazione Juventus
Costretto a rinunciare a Chiellini, Allegri inserisce Rugani accanto a Bonucci e schiera titolare Cancelo a destra e Sandro a sinistra, c’è Bentancur con Pjanic e Matuidi e Bernardeschi in attacco con Mandzukic e Cristiano.

Schermata 2019-04-10 alle 23.01.54.png

Stile Ajax
Avvio in pieno stile Ajax con i Lancieri che esibiscono il loro pressing alto impedendo alla Juve di uscire in modo pulito dalla propria metà campo, si contano almeno 3 palloni persi dai bianconeri nei primi 12′.
Di rilievo sul lato destro Tagliafico altissimo per mettere pressione a Cancelo e togliere ampiezza alla Juve.
Van de Beek attivo a dettare i tempi dell’aggressione portandosi sempre su Bonucci o su Pjanic a seconda della posizione del pallone.

In possesso continua ricerca di triangoli sfruttando la grande mobilità di tutti i giocatori all’interno dell’ampiezza portata dai terzini alti e larghi, De Jong galleggia poco più avanti dei centrali veicolando l’uscita della palla e facendosi trovare spesso smarcato sul lato sinistro del campo o scende centralmente prendendo il posto di Blind che si allarga sulla sinistra, per un impostazione quasi sempre a 3.
Tadic scende sulla 3/4 generando lo spazio che viene occupato da Van de Beek o Neres con Ziyech sempre pronto a proporsi da terzo uomo per andare pericolosamente al tiro dal limite.
Difficile rivedere il 4-2-3-1 della distinta delineato nella fase di possesso dei padroni di casa, che spesso arrivano a schierare 4 uomini in linea in avanti con Van de Beek sempre pronto ad attaccare lo spazio.
Ajax che accetta costantemente il rischio del 2vs.2 difensivo con i centrali isolato contro Mandzukic e Cristiano.

Juventus
Bianconeri che oppongono un 4-4-2 basso all’attacco posizionale biancorosso, con Bentancur aggressivo sul portatore di palla per non far collassare la linea dei centrocampisti su quella di difesa, Allegri concede ai padroni di casa il controllo della 3/4, ma il castello difensivo regge e raramente l’Ajax porta giocatori dentro l’area, solo il movimento senza palla di Van de Beek riesce a superare il filtro ed a calciare pericolosamente all’altezza del dischetto, imitato nel finale di gara da un inserimento pericoloso del giovane Ekkelenkamp.

Juventus che soffrendo l’aggressione costante a Pjanic e la posizione bassa imposta dai lancieri a Sandro e Cancelo fatica ad uscire con la palla in attacco posizionale, affidandosi ad un calcio molto diretto per spezzare il ritmo imposto dal possesso dei padroni di casa.
A sinistra determinante il doppio lavoro di Matuidi, abile a coprire la salita degli avversari sul suo lato e sempre presente ad occupare il corridoio di sinistra quando la Juve riparte permettendo a Cristiano di accentrarsi, più elaborata la gestione della corsia destra dove Bernardeschi e Cancelo si alternano sull’esterno e sul mezzo spazio cercando di mettere in difficoltà la copertura di Tagliafico, lo stesso Bernardeschi svaria anche centralmente facendosi notare ad inizio gara per un paio di pericolose conduzioni centrali con annessa conclusione.

Corsia destra fondamentale sul gol del vantaggio, Cristiano recupera palla centralmente e allarga su Cancelo, sull’ampiezza data da Bernardeschi il portoghese percorre il corridoio interno senza opposizione, sulla sua palla centrale De Jong non segue il taglio di Cristiano e il numero 7 in tuffo può segnare il gol dello 0-1.

Cancelo determinante anche in negativo perché ad inizio ripresa dopo aver recuperato palla subisce la ri-aggressione immediata di Neres che poi si invola verso il gol del pareggio.

Tadic-Van de Beek
L’arretramento del serbo ed il tempestivo taglio centrale di Van de Beek sono sempre argomenti di difficile lettura per la coppia centrale bianconera che spesso resta vittima dell’indecisione tra accorciare sul numero 10 o restare in marcatura sul taglio del giocatore del vivaio, questo crea un’area una bolla di spazio giocabile davanti alla linea di Allegri che i padroni di casa usano sapientemente per provare l’imbucata o lo scarico per il tiro del terzo uomo, quasi sempre Ziyech.

Resistenza Juve
La Juventus soffre la costanza del pressing Ajacide e concede il dominio territoriale per lunghi tratti di partita, ma è molto abile a concedere pochissime occasioni concrete.
La difesa dell’area da parte degli uomini di Allegri è notevole con le due linee che restano sempre ordinate e non si schiacciano l’una sull’altra, questa strenua resistenza impedisce ai ragazzi di ten Hag di concretizzare il lungo dominio sulla palla che a loro volta devono guardarsi dalle rapide ripartenze degli uomini di Allegri.

De Jong
Da sottolineare la prova del talento olandese già acquistato dal Barcellona.
Il numero 21 Ajacide è il cervello della squadra,l’innesco della manovra passa dalla sua lettura, il suo movimento ad abbassarsi tra i centrali o alla sinistra di Blind trasforma l’impostazione di casa a 3, ma va sottolineato come a manovra iniziata il giovane De Jong accompagni l’azione salendo e muovendosi liberamente a tutto campo per fornire una costante e preziosa opzione di passaggio per tutti i compagni.
Le parole di Allegri a fine gara sono importanti in tal senso:

‘De Jong is the real source of their game,’ Allegri said on uefa.com. ‘We tried to control him with (Rodrigo) Bentancur in the early stages but, when he understood that, he moved deeper, and the forwards had to work hard on him. He played very well.

IMG_8398

Allegri a specchio
Cambi importanti per Allegri che dopo aver concesso la fase iniziale della ripresa, tra il 60′ ed il 75′ ridisegna la sua squadra mettendosi a specchio e passando con l’inserimento di Costa e Dybala al 4-2-3-1 in possesso.

Chiaro il tentativo del tecnico di consolidare maggiormente il possesso offensivo nel terzo finale di gara e di sfruttare la rapidità e la capacità nell’1vs.1 in campo aperto di Douglas Costa, mentre in non possesso la squadra resta orientata sul 4-4-2 mostrato sin dall’inizio.

È proprio il brasiliano a portare uno dei rari dribbling dei bianconeri arrivando al 85′ al termine di una perentoria azione personale a colpire il palo in quello che è l’unico tiro dei bianconeri nel secondo tempo.

Conclusioni
Partita elettrica ed equilibrata che rappresenta un confronto di ideologie, se la Juve dimostra di soffrire il pressing costante degli avversari, l’Ajax come prevedibile soffre il calcio molto diretto dei bianconeri quando questi riescono ad attaccare lo spazio dietro alla loro linea di pressione.
Su questo confronto si determinerà l’esito dell’eliminatoria.

Embed from Getty Images

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...