Tottenham – Manchester City 1-0, Champions League

9 Aprile 2019, Tottenham Stadium

Formazione Spurs
Spicca la conferma della difesa a 4 con Winks e Sissoko davanti alla difesa per Pochettino.

Formazione City
Guardiola stupisce tutti con Gundogan e Mahrez titolari e la coppia Sane-De Bruyne in panchina.

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High tempo
Fase di non possesso degli Spurs caratterizzata da un 4-4-1-1 o 4-1-4-1 a seconda della posizione di Sissoko nelle scalate in avanti che con Kane ed Alli più Son ed Eriksen laterali ed uno tra Winks e Sissoko centralmente che cercano di chiudere le linee di passaggio all’uscita avversaria senza esasperare i ritmi.
La richiesta di “High tempo” di Pochettino viene evasa dall’elevata intensità nell’aggressione al portatore a centrocampo che viene spesso raddoppiato per tentare di lanciare la rapida transizione appoggiando la costruzione offensiva su Alli o su Kane tra le linee con Son sempre pronto ad attaccare la profondità più decentrato.

Fabian Delph
È certamente la pedina più interessante nello scacchiere di Pep per come il tecnico Catalano lo utilizza.
In fase di costruzione il “terzino” Inglese si accentra spesso con Gundogan che si allarga al suo posto favorendo la salita del pallone, costringendo sempre Eriksen alla scelta su come comportarsi nella copertura dello spazio.

La costruzione di gioco offensiva è strutturata per isolare l’1vs.1 di Sterling alto e largo a sinistra, come nell’azione che porta al rigore sbagliato da Aguero al 12′.

A destra il lato meno battuto dal City, con l’ampiezza garantita da Mahrez che libera il corridoio interno per le rare salite di Walker, poco supporto sul suo lato dai centrocampisti

Triangolo invertito City
Detto dello scambio in possesso tra Gundogan e Delph, il City imposta generalmente a 3 con uno tra i due sopracitati ad alzarsi a sinistra e ponendo sempre un secondo uomo accanto a Fernandinho, duplice scopo favorire l’uscita palla contro il posizionamento a chiudere le linee di Pochettino e coprire le transizioni, effetto negativo David Silva schierato come vertice alto del triangolo spesso si trova chiuso dietro la coppia Sissoko-Winks e questo limita l’efficacia del fraseggio rapido del City nell’ultimo terzo.

Possesso Spurs
Alla mezz’ora del primo tempo cresce in possesso il Tottenham, caratterizzato dal fraseggio basso dei centrali contro il 4-4-2 in non possesso del City, per dare il tempo alla squadra di posizionarsi e cercare di stanare la salita avversaria con Alli nel mezzo spazio destro ed Eriksen che lascia la posizione esterna del 4-2-3-1 andando ad occupare il mezzo spazio sinistro liberando la salita per Rose, Trippier a destra resta inizialmente più bloccato salendo solo quando la palla arriva a Son portando sovrapposizioni interne ed esterne liberando il coreano sempre pronto a tagliare verso il palo.

City che dimostra di soffrire l’ampiezza ed i cambi di ritmo del gioco degli Spurs, in particolare a destra dove Alli e Son costringono gli ospiti a spendere parecchi falli.

La posizione accentrata di Eriksen nel possesso Spurs appare di difficile lettura per il City e contribuisce in modo determinante alla realizzazione del gol del vantaggio quando il danese libero tra le linee di guardare il fronte offensivo e la linea difensiva sceglie di premiare il taglio del coreano che attacca senza palla il lato debole per il gol del 1-0.
Gol che evidenzia la carenza di aggressione in non possesso del City di questa sera, con Eriksen libero di riflettere decidendo come giocare la palla in usa situazione di 4 attaccanti contro 8 difensori schierati.

Conclusioni
Quinto derby Europeo per il City e quinta sconfitta, Guardiola si tutela invertendo il triangolo ma questo lo costringerà ad isolare Silva rinunciando a consolidare e velocizzare il possesso offensivo, senza mai riuscire ad isolare situazioni di 1vs.1 pericolose sugli esterni.
In non possesso da sottolineare come sia mancato totalmente il caratteristico pressing alla formazione di Manchester.
Appaiono oltretutto tardivi i cambi di Guardiola, con Sane e De Bruyne che nei minuti finali sembrano portare più vivacità all’attacco giustificando i rimpianti per non averli visti entrare prima.

Pochettino oppone un attenta fase di non possesso, ad elevata intensità in fase di aggressione a centrocampo e ripartenza ed in difesa posizionale caratterizzata dal costante sacrificio degli esterni offensivi per raddoppiare in difesa sugli esterni avversari.
In possesso nonostante l’uomo in più dei Citizens davanti alla difesa è determinante la posizione di Eriksen tra le linee a dettare per tutti i 90′ trame offensive sfruttando il costante movimento sugli esterni.

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