Juventus – Atletico Madrid 3-0, Champions League

12 Marzo 2019, Allianz Stadium

Formazione Juventus
Novità nello schieramento di Allegri che inserisce Spinazzola per Sandro a sinistra, Can nei tre di centrocampo, in attacco Bernardeschi per Dybala.

Formazione Atletico
Scelte obbligate per Simeone nel suo confermatissimo 4-4-2, Arias a destra con Juanfran a sinistra per lo squalificato Luis Filipe, rotazione a centrocampo per l’assenza di Thomas, Saul prende il suo posto, con Koke che va a destra e Lemar titolare a sinistra, in attacco Morata per lo squalificato Costa.

Schermata 2019-03-12 alle 23.29.56

Costruzione a 3
Il 4-3-3 della Juve in costruzione diventa un sistema a 3 con Emre Can a fare un passo indietro lateralmente per avvicinarsi a Bonucci e Chiellini, mentre Cancelo si alza e Pjanic prende lo spazio centrale con Matuidi al solito pronto ad andare senza palla.
Bernardeschi da esterno destro si accentra per attrarre Juanfran e liberare la corsa a Cancelo.
Possesso che si solidifica a destra per poi velocizzare rapidamente a sinistra su Spinazzola che gioca l’1 vs 1 contro Arias e serve subito palloni pericolosi per il taglio di Matuidi e per i compagni che attaccano l’area.

Variante con sviluppo a sinistra con Cristiano che duetta largo vicino a Spinazzola per attrarre la difesa su quel lato ed attaccare il lato debole con rapido cambio di gioco veicolato da Pjanic su Cancelo largo sul lato opposto.

Non possesso Juve ed Emre Can
Juve che in possesso si schiera quindi con un 3-4-3 mobile, perso il possesso Juve decisa nell’esercitare la contropressione immediata in zona avanzata per tentare la transizione immediata.
In difesa posizionale Juve mantiene spesso la struttura originaria del 4-3-3 o con Bernardeschi che a volte ripiega centralmente creando un rombo che ha lui come vertice avanzato.

Difesa posizionale che evidenzia subito l’importanza di Emre Can che è sempre pronto ad aggredire verticalmente l’avversario permettendo ai compagni di salire e di non farsi quasi mai schiacciare dal possesso avversario.
Posizione accentrata di Bernardeschi che si dimostra determinante quando su palla persa da Morata l’ex Viola conduce diagonalmente dal centro servendo uno splendido pallone a scavalcare per Cristiano che sblocca la partita.

Filosofia Atletico
Atletico che difende sulla struttura del 4-4-2 molto basso, con Morata e Griezmann stabilmente all’interno della propria metà campo, Atletico attento negli scivolamenti laterali e che crea grande densità centrale consapevole di dover concedere il duello individuale sulla fascia nel difendere l’attacco posizionale bianconero.
Sin dalle fasi iniziali i Colchoneros in possesso non cercano il fraseggio per respirare ma cercano o la transizione rapida in 3 passaggi passando da Koke che si accentra centralmente o da Lemar che fa lo stesso sul lato opposto o il possesso ragionato in cui il terzo uomo è sempre rappresentato dall’esterno che si accentra per scaricare in fascia cercando lo spazio per il pallone in mezzo, come nell’occasione vanificata da Morata allo scadere del primo tempo.

Perso il possesso gli uomini di Simeone si dividono in due, Griezmann Morata Lemar e Koke restano in avanti tentando la contropressione, mentre gli altri si abbassano con Rodri e Saul disposti centralmente per schermare la rapida ripartenza.

Atteggiamento dell’Atletico e dei suoi giocatori che non varia minimante con il dimezzarsi del vantaggio iniziale, anche se già dalle prime battute si evidenzia un Lemar nettamente in difficoltà nel mantenere gli standard di aggressività e compattezza richiesti dal Cholo.

Superiorità sulle fascie
L’impostazione a 3 garantisce alla Juve un uomo extra nella linea mediana che permette a Cancelo e Spinazzola di essere sempre larghi e posizionati ottimamente per ricevere palla, a destra Spinazzola gioca dal 1° minuto in 1vs.1 contro Arias dominandolo, con il terzino ospite che non può godere del raddoppio di Saul perché lo spagnolo è attratto in area dal taglio di Matuidi, sul lato opposto è la posizione nel mezzo spazio di Bernardeschi a disordinare la difesa, l’ex-Viola riceve spesso in quello spazio costringendo Juanfran alla decisione se chiudere su di lui o restare largo su Cancelo, lo spagnolo è anche poco aiutato da Lemar che non garantisce adeguata copertura e raddoppio.

Da questa situazione nasce il raddoppio Juventino, con il portoghese che riceve largo, Juanfran tenta di accorciare mentre Lemar è in ritardo, sul cross del portoghese è Cristiano a segnare nuovamente.

Bernardeschi
Determinante la sua posizione nello spazio intermedio che mette in costante difficoltà gli scivolamenti avversari, Federico è altrettanto bravo a crescere nella gestione del pallone dopo un avvio incerto, alternando la distribuzione orizzontale a quella verticale.

Emre Can
Giocatore funzionalmente superiore che da scuola Klopp da il meglio di se in un contesto aggressivo e verticale, in costruzione Allegri abbiamo visto che lo sposta da terzo centrale per liberare Cancelo, ma ad azione avvista il tedesco entra nel campo creando con Pjanic e la coppia Bonucci Chiellini un quadrilatero centrale che basa sulle sue scalate centrali la protezione della ripartenza avversaria ed entrando nel campo con la palla crea quasi sempre una situazione favorevole di 3vs.2 sul lato destro del campo, allo stesso tempo è fondamentale in difesa posizionale, ovvero a difesa schierata, perché è lui ad accorciare sempre sul portatore di palla.

I cambi
Il primo a cambiare è Simeone che inserisce Correa per Lemar, spostando però Griezmann a sinistra, risponde Allegri che allarga ancora di più Can per coprire Griezmann, Cancelo passa a sinistra al posto di Spinazzola che esce per Dybala, Allegri che porta due uomini di qualità tra le linee rinunciando però alla spinta su entrambe le fascie.

La contromossa di Simeone è chiara, sposta Juanfran a destra su Cancelo, chiedendo a Saul il sacrificio a sinistra sul lato dove il portoghese non spinge più, davanti a lui inserisce Vitolo riportando Griezmann centrale.

Ancora corsie laterali
La dominanza della Juve sulle fascie è straripante, l’impostazione resta a 3 non spingendo più a destra a sinistra si alternano Cancelo e Bernardeschi, con il portoghese attento a non scoprirsi troppo per lo schieramento più offensivo di Simeone è ancora l’azzurro a prendere l’iniziativa costringendo il neo entrato Correa a restare basso, proprio una lunga percussione di Federico inseguito dall’argentino culmina con l’ingenuo fallo da rigore che porta Cristiano a realizzare il gol qualificazione.

Conclusioni
Ancora una volta all’ultima chiamata utile Allegri trova l’intuizione determinante, il passaggio all’impostazione a 3 con l’uomo extra in avanti, toglie ampiezza all’Atletico che raramente riesce ad aprire il gioco, ma sopratutto determina una superiorità sugli esterni che l’Atletico non può pareggiare e che alimentata da rapidi e costanti cambi di gioco determina pesantemente l’esito dell’eliminatoria.

Compito di Allegri e della Juve sarà confermare il loro enorme potenziale anche quando il prossimo turno sarà nuovamente sullo 0-0, la misura giusta per leggere questo ottavo di finale è infatti il 3-2 finale, fortemente caratterizzato da 90 minuti di passività bianconera all’andata e da altrettanti 90 minuti di passività dei Colchoneros al ritorno.

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