Chievo Verona – Milan 1-2, Serie A

9 Marzo 2019, Stadio Bengodi di Verona.

Formazione Chievo
De Carlo cambia gli esterni difensivi e sceglie la coppia Meggiorini Stepinski in attacco.

Formazione Milan
Numerose le novità di Gattuso, Conti per Calabria e Laxalt per Rodriguez. A centrocampo spicca Biglia per Bakayoko, in attacco Castillejo per Calhanoglu.

Densità centrale Chievo
Il Chievo in non possesso si schiera con i 3 avanti del 4-3-1-2 di Di Carlo andare densità centrale, con Stepinski e Meggiorini a livello dei centrali rossoneri e Giaccherini quasi stabilmente a uomo su Biglia, per poi ripiegare su due fila da 4 e da 5 a ridosso dell’area.

Rossoneri che muovono quindi palla in difesa orientandone l’uscita su Conti o Laxalt e portando il possesso su Suso che è quasi obbligato alla classica giocata sul secondo palo, perché Conti non va in sovrapposizione e non crea movimento per liberare lo spagnolo, sulla corsia sinistra Castillejo molto mobile appare però isolato per la mancanza di supporto da parte di Laxalt, lo spagnolo si alterna con Paquetà, ma Milan è lento nel muovere la palla ed impreciso nei cambi di gioco non sfruttando quindi la potenziale superiorità numerica sulle corsie laterali data dal modulo di De Carlo.

Clivensi che se in difesa posizionale ripiegano su due ordinate linee davanti all’area di rigore ripartono con decisione alzando entrambi i terzini e la mezzala pronta ad allargarsi sul lato della palla, mentre l’altra è pronta ad inserirsi nella zona del secondo palo.

Di fatto le prime occasioni dei rossoneri e della partita nascono prima da un’errore in uscita del Chievo, con il Milan che sfrutta male una transizione 2 vs 1, e poi dalla punizione che Biglia trasforma magistralmente alla mezz’ora dopo il fallo subito da Paquetà all’altezza della lunetta.

Scarsa aggressività difensiva
Come contro il Sassuolo, la reazione e la gestione del vantaggio da parte dei rossoneri non è positiva, gli uomini di Gattuso scelgono di ripiegare al solito su due linee davanti all’area, ma evidenziano nuovamente una pericolosa mancanza di aggressività sul portatore di palla avversario e scarsa attenzione agli scivolamenti laterali, aspetti che erano invece in netto miglioramento.
A difesa schierata Leris è libero di controllare e crossare dalla trequarti senza subire pressione, dove l’altra mezzala Hetemaj si inserisce su Conti incornando la rete del pareggio, con 9 Rossoneri immobili ad assistere.

Le ragioni del possesso sterile rossonero
Il pareggio di Hetemaj resetta la partita riportandola allo stallo iniziale, dove il Milan denota lunghe fasi di possesso arretrato che sfocia con estrema lentezza in situazioni di attacco posizionale sterili con Suso spesso lasciato solo e poco supportato da Conti, sul lato opposto Castillejo viene dentro al campo ed in fascia Laxalt resta arretrato per un Milan che raramente da ampiezza alla manovra, congestionando le già presidiate corsie centrali.

Non è un caso che al 55′ sia la transizione e non il possesso a dare il vantaggio ai rossoneri che possono sfruttare la difesa clivense aperta per condurre velocemente ed efficacemente su Suso, lo spagnolo è rapido a cercare il taglio centrale di Castillejo e Piatek, sull’errore di entrambi la palla arriva a Calhanoglu che rimette in mezzo per lo spagnolo che assiste la conclusione vincente di Piatek.

Gattuso passa al 4-2-3-1
I cambi di Gattuso sono volti ad agire proprio nel limitare i difetti sopraesposti per consolidare il risultato e gestire meglio il vantaggio, Calhanoglu è molto più a proprio agio di Paquetà nell’andare a giocare largo quando Castillejo si accentra e Calabria in questa fase della stagione sembra garantire garanzie maggiori di Conti sopratutto in fase difensiva.

Sul campo il Milan passa dal 4-3-3 ad un quasi inedito 4-2-3-1 dove Calhanoglu, Castillejo e Suso hanno grande libertà di movimento dietro Piatek e possono muoversi in zone meno congestionate in quanto il Chievo è più sbilanciato in avanti.
Rossoneri che costruiscono un paio di buone occasioni per la terza rete vanificate prima da Piatek e poi da Kessie.

Conclusioni
Rossoneri che solidificano la propria identità in vista del derby in cui dovranno difendere il terzo posto.
Gattuso insiste nel possesso basso per cercare di far alzare la difesa ed attaccare poi lo spazio in transizione, riuscendoci solamente in parte anche a causa di ancora troppi errori individuali quando è necessario velocizzare l’azione.

Da rivedere la fase di attacco posizionale dei rossoneri, ovvero a difesa avversaria schierata, gli uomini di Gattuso attaccano spesso con troppi pochi uomini sfruttando poco le corsie laterali favorendo spesso in queste situazioni la difesa avversaria che riesce a creare densità centrale.

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