Lazio – Roma 3-0, Serie A

2 Marzo 2019, Stadio Olimpico

Formazione Lazio
Molti cambi per Simone Inzaghi, fuori Parolo con la promozione a titolare nel suo 3-5-2 del trio Savic, Luis Alberto, Correa. Cambio anche in attacco con Caicedo preferito dell’ultimo momento all’acciaccato Immobile.

Formazione Roma
Formazione senza relative sorprese per Di Francesco, che aveva già schierato in passato Zaniolo come esterno destro alto nel suo 4-2-3-1.

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Pressione Lazio
Avvio della Lazio sullo stile di quello che riusciva spesso agli uomini di Inzaghi nella stagione passata.
Grande aggressività e pressione nella metà campo avversaria, con scaglionamenti e scivolamenti precisi, due coppie, la prima Correa e Caicedo la seconda poco più arretrata con Luis Alberto e Savic, che indirizzano l’uscita palla avversaria sulle corsie laterali dove prima dell’incrocio con la linea mediana arriva il collasso portato dalla salita del quinto sul lato di riferimento e di Leiva in costante raddoppio.
Acerbi comanda la salita della linea difensiva per tenere corta la squadra, l’indicazione di Inzaghi è chiaramente quella di recuperare palla entro la metà campo e ripartire.

Tornando a giocare su questi principi, la Lazio recupera sin dalle prime battute la profondità che aveva via via perso nel corso di questa stagione.
Dopo un paio di avvisaglie è Correa a guidare centralmente il mini break assistendo Caicedo che attacca lo spazio oltre la difesa, scarta Olsen e segna l’1-0.

Difficoltà Roma
In costruzione il 4-2-3-1 di Di Francesco viene spezzato dalla pressione, al solito la Roma accentra la costruzione tra i due centrali e De Rossi, ma le coppie di pressione biancocelesti impediscono una veloce circolazione di palla, che non arriva mai pulita verso Kolarov e Florenzi che abitualmente hanno la funzione di permettere alla Roma di allargarsi e prendere il possesso in ampiezza.
A questo si aggiunge la mancanza delle mezzali, nel modulo scelto da Di Francesco, Pellegrini e Zaniolo sono più alti e partecipano poco alle fasi iniziali del possesso facendo venire meno il loro apporto al lavoro delle catene laterali, con la conseguenza che per provare a tenere palla l’unica scelta è la palla lunga su Dzeko che cerca di metterla a terra sfruttando anche la presenza di Zaniolo vicino a lui.

In non possesso la prima mossa di Di Francesco è abbassare molto De Rossi quasi in linea con i centrali per togliere profondità ai break della Lazio.

Verso la mezz’ora cala la pressione nella metà campo avversaria dei biancocelesti che si limitano ad una difesa posizionale più bassa.
La Roma riesce ad uscire meglio trovando il giropalla su Florenzi e Kolarov coinvolgendo anche Pellegrini e Zaniolo, giallorossi che mettono a bilancio un occasione con Dzeko all’interno di un primo tempo in cui sono stati dominati dalle scelte tattiche di Inzaghi.

Il cambio mancato
La fase centrale dell’incontro segue la falsariga del finale di primo tempo, Lazio che sposta la linea di pressione sotto la metà campo e Roma molto orizzontale nel possesso che non trova mai l’ampiezza in fase offensiva per la superiorità numerica dei biancocelesti sulle corsie e per la mancanza di mezzali nel consolidamento e velocizzazione del possesso.

Al 65′ Di Francesco è pronto a cambiare Cristante con Perotti per un probabile passaggio ad un più mobile 4-3-3, ma l’infortunio a Zaniolo costringe il tecnico a confermare il 4-2-3-1 con gli inserimenti di Perotti e Pastore dietro le punte, mentre Pellegrini scivola in mediana al posto del sostituito De Rossi, sebbene con caratteristiche più offensive.

È però la Lazio a colpire nuovamente proprio poco dopo una grande occasione per Pastore su calcio d’angolo, biancocelesti che ripartono verticalmente sulla corsa senza palla di Correa che viene atterrato da Fazio, Immobile trasforma per il 2-0.

Altri 10 minuti di sterili tentativi giallorossi in possesso e la Lazio trova il 3-0 con Cataldi, unico dei 3 gol biancocelesti ad essere arrivato su un’azione di possesso palla.

Conclusioni
Lazio Roma è stata decisa dagli effetti di due scelte tattiche specifiche.

Nella prima parte di gara la Roma è stata schiacciata dalla pressione alta di Inzaghi, nella seconda la densità e le ripartenze rapide del 3-5-2 laziale hanno impedito al 4-2-3-1 molto statico di Di Francesco di consolidare un possesso efficace.

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