Inter – Sassuolo 0-0, Serie A

20 Gennaio 2019, Stadio San Siro.
Inter e Sassuolo si dividono un punto in una partita caratterizzata per lunghi tratti dall’ottima personalità con cui i Sassolesi hanno mostrato i principi di gioco di De Zerbi a San Siro.

Formazione Inter
C’è Joao Mario come mezzala e D’Ambrosio nuovamente titolare per Vrsaljko nell’undici scelto da Spalletti.

Formazione Sassuolo
Variazioni nel triangolo di centrocampo per De Zerbi con Sensi vertice basso e Locatelli-Duncan mezzali, sposta Djuric sull’esterno sinistro come già visto la passata stagione a Benevento.

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Non dare riferimenti
Il 4-3-3 (sulla carta) di Roberto De Zerbi ha una chiara missione, non dare riferimenti ai nerazzurri, da Boateng falso nove agli interni a piede invertito pronti ad accompagnare l’azione centralmente nello spazio liberato da KPB, agli esterni Berardi e Djuric ad alternare attacchi dalle fasce a posizioni centrali scambiandosi con gli interni.

Attacchi rapidi che generalmente nascono dalla costruzione dal basso e passano dal triangolo a vertice basso Sensi-Duncan-Locatelli che ha il fine di rompere la linea mediana di Spalletti, ma che esprimono la massima pericolosità quando il Sassuolo riparte con grande fluidità dal 4-5-1 basso, corto ed ad alta densità con il quale i neroverdi si difendono.
La prima occasione della gara è a firma Sassuolo con Locatelli liberato centralmente da un spiazzata di Boateng.

Corsie esterne ed esterni
A cavallo di metà primo tempo crescono gli uomini di Spalletti, con l’Inter che risponde dalle corsie laterali, non trovando spazio centrale e non trovando uomini tra le linee a causa dell’alta densità creata da De Zerbi, i nerazzurri si affidano spesso a lunghi cambi di gioco o a pericoli palloni messi in mezzo dalla corsie esterne che tagliano le due linee neroverdi.

Le due occasioni più pericolose dell’Inter nascono da un pallone lungo di D’Ambrosio che trova il profondissimo taglio di Perisic leggermente in fuorigioco, risponde poco dopo Perisic che dalla fascia trova con un alto pallone tagliato e teso l’inserimento dall’out opposto di Politano.

Mossa importante di Spalletti che da indicazione a Perisic di prendere una posizione più avanzata per costringere la linea ospite più in basso ed allungare la forma difensiva di De Zerbi.

In attacco posizionale è principalmente sempre dalle fascie che l’Inter si rende più pericolosa con gli 1 vs 1 cercati da Perisic e Politano su Lirola e Rogerioogni qual volta salta il raddoppio, la crescita dei due esterni ha di fatto invertito il trend del primo tempo.

Pressione nerazzurra
Importante tra la fine del primo tempo e l’inizio della ripresa la continuità con cui i nerazzurri hanno esibito buoni meccanismi di pressione e contropressione (pressione immediata a palla persa) attraverso i quali sono riusciti a creare difficoltà nell’uscita palla ai neroverdi ed a mantenersi stabilmente nella metà campo offensiva, allentando la pressione esercitata dalla ripartente brucianti degli ospiti.

Principio del 4-3-3
Pericoloso il Sassuolo al 54′ con una prolungata azione di possesso costruita per sovraccaricare il lato destro con Duncan ad esibire un rapido e preciso cambio di gioco per Locatelli sul lato debole dell’Inter, palla precisa dell’ex rossonero sulla quale Boateng impegna Handanovic di testa.
In situazioni di attacco posizionale il Sassuolo ha provato diverse volte questa situazione.

Cambi Inter
Il Sassuolo perde Duncan e Sensi all’inizio dell’ultima parte di gara, in un momento in cui stava già facendo fatica a risalire il campo e Spalletti decide di aumentare il peso offensivo inserendo anche Lautaro e Borja, centrocampo a tre con lo spagnolo, Brozovic e Perisic con compiti di incursore, Lautaro a fare da raccordo.
Chiaro l’obiettivo di Spalletti di aggirare la difesa alzando tantissimo D’Ambrosio e Asamoah cercando il pallone dal fasce e Lautaro inserendosi da dietro ha subito una buona occasione, ma nel finale le due occasioni più pericolose sono ancora del Sassuolo, che dietro i due terzini alti trova la forza e lo spazio per alzarsi ancora.

Stefano Sensi
Partita molto bella a San Siro, impreziosita da una prestazione di assoluto livello di Sensi, il piccolo centrocampista azzurro è stato importante nel farsi trovare sempre libero dai compagni tra le linee per dettare i ritmi del possesso, buon contributo anche nelle fasi di aggressione a palla scoperta.
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