Fiorentina – Juventus 0-3, Serie A

1 Dicembre 2018, Stadio Franchi di Firenze.
0-3 per la Juventus che si conferma capolista assoluta al termine di una partita divertente anche per merito di un’ottima Fiorentina cui manca però decisamente molta concretezza dalla trequarti in su.
Risultato più ampio delle lunghe fasi di equilibrio che si sono viste in campo, questa Juve dimostra di essere costruita per vincere anche in Europa, deve fare attenzione a momentanei blackout che spostano l’inerzia della partita.

Formazione Fiorentina
4-3-3 per Pioli con Veretout perno basso in costruzione, Gerson largo in posizione di ala sinistra.

Formazione Juventus
4-3-3 sulla carta anche per Allegri con Cuadrado interno destro di centrocampo, Bentancour centrale e Cancelo terzino a sinistra.

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Fluidità Juventus
La Juventus è in questo momento una delle realtà più moderne del panorama calcistico Europeo, il suo 4-3-3 risponde più ad un esigenza di sintetizzare le posizioni che a quanto espresso dal campo, dove Allegri dispone i suoi in continua fluidità ed interscambio di posizioni.

Uscita palla bianconera
Almeno 3 strutture codificate di uscita per gli uomini di Allegri, quasi tutte tese ad alzare Cancelo il più possibile.
Impostazione a 3 con Bentancour a scendere tra Bonucci e Chiellini alzando sia De Sciglio che Cancelo.
Impostazione a 4 con Matuidi che si abbassa a sinistra per permettere a Cancelo di alzarsi e De Sciglio che stringe nel mezzo a prevenire le transizioni negative.
La più utilizzata è l’impostazione sempre a 3, ma con De Sciglio terzo centrale, Bonucci in mezzo e Chiellini a sinistra, in questo modo Cancelo si posiziona da ala sinistra e a destra è Cuadrado ad allargarsi da interno ad ala, con Dybala pronto a venire a ricevere palla da trequartista. Creando una squadra che attacca sempre con 5 cinque giocatori molto mobili che non danno riferimenti.

Bentancour e Matuidi
Nella fluidità di Allegri sono determinanti tre giocatori, l’uruguayano è determinante nella circolazione bassa del pallone e negli inserimenti costanti, dove spesso va dettare i tempi per ricevere palla oltre le punte ed è premiato dal gol che sblocca l’equilibrio della partita.
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Il francese è lo stabilizzatore del sistema, ripiega sull’avanzata di Cancelo, si posiziona in modo intelligente per prevenire le transizioni negative e quando serve è lui ad accompagnare la manovra rendendosi disponibile ad allargarsi in avanti a sinistra.

Cancelo
Il portoghese è il terzo giocatore che determina la fluidità del sistema bianconero, terzino sinistro solo nelle fasi di difesa posizionale, Joao Cancelo gioca da ala sinistra sfruttando CR7 o Dybala che ingaggiano Milenkovic è libero di sfruttare le sue enormi doti tecniche e fisiche per costringere costantemente Gerson a giocare basso e venire saltato ripetutamente, sia quando il portoghese punta il fondo sia quando si accentra per tentare la conclusione sul piede forte.

Aggressione senza palla
4-3-3 senza palla per la Juve che va subito ad aggredire la palla sulla trequarti offensiva, in difesa posizionale sono Cuadrado e Matuidi a ripiegare per raddoppiare quando in possesso sono Chiesa o Gerson.

Intensità viola
Uomini di Pioli che contrappongono alla qualità e mobilità bianconere un’altissimo livello di intensità e velocità in transizione, ma che spesso mancano di precisione in fase di rifinitura.
Viola che esce principalmente a sinistra sul lato di Biraghi con Veretout che resta vertice basso mentre le mezzali Benassi ed Edmilson si allargano in profondità oltre Chiesa e Gerson che arretrano per ricevere la palla sui piedi forti e puntare il campo.
Sul possesso bianconero la Viola cerca di aggredire subito il portatore riuscendo con successo a riconquistare qualche pallone per ripartire pericolosamente.

Densità
4-5-1 in difesa posizionale per Pioli che cerca con successo specialmente per buona parte del primo tempo di intasare gli spazi a disposizione dei bianconeri.
Nel secondo tempo sotto di un gol, sempre 4-5-1 in difesa posizionale, ma più orientato a cercare la pressione sul portatore di palla avversario per cercare di non abbassarsi troppo.

Simeone
Nella fase iniziale del secondo tempo l’argentino cresce tantissimo, aumentando di molto la propria mobilità e facendosi trovare smarcato per ricevere palla dai compagni permettendo alla Viola di trovare il possesso in zona offensiva che era mancato nella prima ora di gioco.

4-4-2 fluido
Poco prima del gol dello 0-2, per gestire l’aumento di pericolosità della Fiorentina ed essere più pericoloso in ripartenza, Allegri opta per un 4-4-2 con Dybala in supporto a Cristiano, Mandzukic e Cuadrado larghi sui lati.
È sempre Cancelo (con Matuidi a fare la doppia fase) a rompere lo schema con costanti tagli in diagonale verso il centro del campo e con Mandzukic pronto ad accentrarsi senza palla lasciando a Cristiano la possibilità di svariare.

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