Real Madrid-Atletico Madrid 0-0, La Liga

29 Settembre, Stadio Santiago Bernabeu
E’ mancato solo il gol in un derby ad altissima intensità, deciso dalle parate dei due portieri.

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La formazione del Real Madrid
Lopetegui schiera il jolly Nacho a sinistra per Marcelo, tridente con Bale Asensio Benzema.

La formazione dell’Atletico Madrid
Formazione standard per il Cholo Simeone, che schiera a piede invertito Koke e Lemar come esterni nel suo 4-4-2.

La partita
Inizio di gara ad alta intensità dell’Atletico, che costringe il Real nella propria metà campo. I Colchoneros pressano altissimo con Costa su Ramos, Griezmann su Varane e Koke su Carvajal, con i due centrali alle spalle pronti a salire sulle mezzali Kroos e Modric. La pressione dell’Atletico sull’impostazione del Real non è volta al recupero immediato della palla, quanto a costringere i padroni di casa a lanciare lungo con poca precisione per poter riconquistare la sfera e giocare.
Atletico che muove la palla con gli esterni che entrano nel campo per dare lo spazio ai terzini di salire, Juanfran nel primo tempo sfrutta l’assenza di Marcelo sul suo lato per spingere molto.
Molto attivo Lemar che entrando nel campo cerca spesso Filipe Luis sulla fascia opposta o combina nello stretto con Saul che va al primo tiro pericoloso della partita, una conclusione centrale ma potente che Courtois devia a lato.
Il Real non riesce ad uscire con costanza, i giocatori del tridente si scambiano spesso posizione, ma nessuno dei tre riesce ad incidere sulla costruzione del gioco, con i padroni di casa che giunti sulla trequarti vengono quasi sempre respinti indietro.
Se l’Atletico non riesce a recuperare palla con la prima pressione offensiva, gli uomini di Simeone ritracciano con velocità per schierarsi tutti dietro la linea della palla e crearsi così lo spazio per veloci ripartenze dietro i centrali Madrileni.
In questo modo l’Atletico crea le sue due più grosse occasioni del primo tempo e della partita.
Prima Griezmann e poi Costa attaccano lo spazio dietro la sempre alta linea difensiva di casa e si involano liberi palla al piede contro Courtois, ma il portierone Belga mantiene inviolata la porta con due ottimi interventi in uscita bassa.

Nonostante il grande pressing offensivo, ed un immediata riaggressione del pallone, le due più grosse occasioni dell’Atletico nascono da “contragolpes” letali, abilmente orchestrati abbassando tutti gli uomini dietro la palla, ma aumentando l’intensità sui centrocampisti, con Rodri e Saul abilissimi a dettare i tempi dell’aggressione arretrata.

La mossa di Lopetegui
All’intervallo la mossa che cambia il trend della partita, Bale con un leggero risentimento muscolare viene lasciato in panchina, al suo posto entra Dani Ceballos.

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La mezzala spagnola viene schierata nell’inedita posizione di esterno sinistro d’attacco, come spesso viene usato anche Isco.
Sin dai primi tocchi si vede che l’ex Betis è in grande serata, il Real aumenta sensibilmente il volume di gioco e la precisione negli scambi offensivi dei Blancos, con l’Atletico che non riesce più a rubare palla e ripartire.

Il Real trova nel triangolo tra Kroos, Nacho e Ceballos la chiave per uscire dalle pressioni del primo tempo, il ritmo dei blancos sale vertiginosamente con Ramos e Varane a giocare stabilmente all’altezza della linea di centrocampo, l’Atletico abbassa il baricentro creando due strettissime linee da 4 uomini all’altezza dell’area di rigore in grado di raddoppiare tutti i blancos in possesso di palla.
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Se nel primo tempo tra i Colchoneros si era messo in mostra Rodri nella gestione della pressione, nel secondo tempo è Gimenez a diventare il baluardo con il quale l’Atletico sbroglia le situazioni più complicate.

Occasione in transizione per il Real su palla persa da Lemar, Kroos porta palla, Benzema porta via l’uomo, liberando Asensio che servito dal tedesco va all’1 vs 1 con Oblak, ma il portierone polacco salva il risultato.
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Continua la pressione del Real per l’ultima occasione della partita, altro pallone che nasce dal triangolo di sinistra, con Kroos che dopo aver ricevuto palla serve Modric che apre in area per la corsa di Carvajal, la conclusione del terzino di casa viene deviata in angolo ancora da Oblak.

Conclusioni
Se nel secondo tempo il Real è uscito dal torpore mostrando un grande ritmo e cercando ripetutamente la via della rete, andrebbe innanzitutto chiarito se il cambio che ha invertito l’inerzia della partita fosse voluto o meno.
Al di là di questo il Real anche nel momento migliore evidenzia di non aver ancora raggiunto un equilibrio offensivo sufficiente a sfruttare il potenziale offensivo a disposizione.
Il Madrid è in transizione verso un sistema di gioco più fluido, ma pare non aver ancora trovato la formula esatta.

L’altro lato di Madrid deve rammaricarsi di non essere riuscito a chiudere la prima frazione in vantaggio, nel secondo tempo non è più riuscita ad applicare con pericolosità i concetti del Cholo, limitandosi ad una difesa ripetuta ed aggressiva, consolidando l’idea che i Colchoneros dispongano della migliore capacità difensiva ad oltranza d’Europa.
Il Cholismo è in evoluzione ricercando una più elevata qualità della manovra in transizione, la sensazione è che l’Atletico sarà nuovamente protagonista.

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