Tottenham-Liverpool 1-2, Premier League

15 Settembre 2018, Wembley Stadium.

Il Liverpool espugna Wembley e resta a punteggio pieno in vetta alla Premier League.

La formazione degli Spurs
L’infortunio a Dele Alli costringe Pochettino a cambiare molti equilibri, 4-3-1-2 per gli Spurs che scelgono un centrocampo muscolare con Dembele davanti alla difesa e Dier interno destro, Winks nel ruolo di Alli ed Eriksen più avanzato per innescare Kane e Lucas Moura.

La formazione del Liverpool
Non ci sono sorprese per Klopp che schiera quella che sembra essere la formazione titolare della stagione.
Capiremo con l’avvio della Champions League se le rotazioni porteranno qualche novità.

Tottenham_Liverpool_15092018

La partita
Avvio subito chiaro, il Liverpool mette in mostra una struttura di pressing di squadra molto collaudata che impedisce agli Spurs di giocare la palla.
Firmino-Salah-Mane chiudono le linee di passaggio a Vertonghen-Trippier-Rose, scegliendo Alderweireld come fonte designata da cui far uscire il Tottenham, Milner e Keità più arretrati chiudono le linee per le uscite su Dembele e Winks, costringendo il centrale belga alla palla lunga ed imprecisa sulla quale puntualmente il Liverpool recupera il possesso e comincia a giocare.

Il 12° uomo del Liverpool, la difesa di squadra. Il Tottenham non ha linee di passaggio disponibili, la palla raggiungerà Alderweireld (fuori campo), che sarà costretto al passaggio lungo preda di Gomez e Van Djik, da cui i Reds ripartiranno.

Palla mossa velocemente dai Reds che hanno già Arnold e Robertson altissimi e larghi a garantire ampiezza, Firmino si abbassa come al solito portando con se la difesa e permettendo al Liverpool di giocare palla da destra verso sinistra incrociando e servendo sulla corsa Mane per andare all’1vs.1 con Trippier in posizione pericolosa.
Il Tottenham non riesce a riciclare palloni puliti e costringe Kane, come gli accade con la Nazionale a venire a giocare a centrocampo cercando di creare spazio per la velocità di Lucas.
Unica giocata palla a terra riuscita agli Spurs sullo stile del gol del raddoppio ad Old Trafford , scarico su Trippier con Eriksen pronto ad allargarsi sul mezzo spazio di destra, palla da biliardo precisissima dell’esterno inglese con il danese che si invola nello spazio alle spalle di Robertson, palla arretrata sulla corsa di Lucas, ma il Liverpool legge bene e sventa.
Evidente superiorità dei Reds che però non riescono a concretizzare mancando spesso di lucidità nella fase finale dell’azione o nell’ultimo passaggio, vantaggio che arriva solamente a fine primo tempo sugli sviluppi di un calcio d’angolo dove Wijnaldum è bravo a svettare e colpire un incerto Vorm.
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Da sottolineare come i Reds sfruttino la propria fisicità mandando cinque uomini tra cui il gigante Van Djik direttamente nell’area piccola ad infastidire il portiere dei padroni di casa.

Grossa occasione per gli Spurs che nasce da un calo di concentrazione incredibile di Gomez, che in uscita regala palla a Lucas che si invola, ma colpisce la base del palo ad Alisson immobile.

Ad inizio ripresa Mane scarica su Robertson, palla di ritorno in profondità del neo capitano Scozzese che trova Mane in velocità alle spalle di Trippier, il senegalese entra in area e crossa rasoterra, altra incertezza di Vorm e Firmino realizza lo 0-2 calciando dalla linea di porta.
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Il Tottenham evidenziando limiti notevoli nella circolazione della palla con Dier assolutamente inadeguato al ruolo di interno e Winks schiacciato nella morsa di Milner, arretra Eriksen per cercare di far uscire meglio la palla.
Grazie alla qualità del danese recupera metri di campo, ma senza mai essere pericoloso perché a questo punto manca qualcuno in grado di innescare gli attaccanti.
Ancora una volta a proporsi in questo insolito ruolo e Harry Kane, che come con la Nazionale si trova a giocare più arretrato del suo partner d’attacco lontanissimo dall’area avversaria.

Il Liverpool tenta di amministrare il risultato recuperando palla e vanificando almeno 3 situazioni pericolose in ripartenza. La facilità con cui i Reds si trovano a infilare la difesa dei Londinesi probabilmente fa abbassare il livello di attenzione e considerare già chiusa la partita sulla scia dei pericolosi cali di concentrazione che costarono molti punti agli uomini di Klopp la passata stagione.

Dal comodo 0-2 i Reds si trovano a dover difendere infatti nel finale gli assalti di un rabbioso Tottenham rilanciato nello spirito dal gol del 1-2 del subentrato Lamela, lasciato solo sul secondo palo su calcio d’angolo.

Conclusioni
Pochettino a tratti ricorda Southgate, fatica a ritrovare il suo Tottenham ed i ritmi che lo avevano contraddistinto, ma nonostante vari cambi di modulo non riesce a sviluppare le alternative di cui la squadra necessiterebbe.
Come Southgate, costringe Kane a sfruttare le sue qualità troppo lontano da dove servirebbero.
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Klopp al contrario si gode una squadra che sembra eseguire a memoria ciò che richiede il tecnico tedesco, la difesa è nettamente cresciuta e concede molto poco, ma ad essere cresciuta è la compattezza di squadra, la pressione esercitata da tutti gli undici in campo è straordinaria e capace da sola di indirizzare l’andamento dell’incontro, a tratti questa organizzazione del Liverpool sembra giocare il 12esimo uomo in campo.
Dovrà prestare molta attenzione ai cali di intensità mentale, che come l’anno scorso possono costare caro al Liverpool e che potevano riscrivere il corso di una partita in cui i Reds hanno meritato la vittoria.

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