Inghilterra-Spagna 1-2, UEFA Nations League

8 Settembre 2018, Wembley Stadium
La Spagna ottiene la sua seconda vittoria su 9 incontri in terra d’Albione grazie alla deviazione di Rodrigo al 31esimo del primo tempo.

Formazione Inghilterra
Southgate si affida al suo classico 3-5-2, uniche variazioni rispetto all’undici del Mondiale sono Joe Gomez per Walker come terzo centrale e Luke Shaw per Ashley Young come quinto di sinistra.

Formazione Spagna
Rivoluzione in casa spagnola per la prima di Luis Enrique, complici tra gli altri gli addii annunciati di Piqué, Iniesta e David Silva, sono molti i volti “nuovi” nell’undici della Spagna.
Su tutti desta curiosità il tridente “atipico” Rodrigo-Iago-Isco.

La partita
Fase di studio a Wembley che porta in dote due gol in 3 minuti, sul vantaggio Inglese sono bravi i padroni di casa a sfruttare l’ampiezza del campo con Luke Shaw quinto di centrocampo, su un pallone allargato da Harry Kane, l’esterno Inglese serve alla perfezione il compagno di squadra Rashford per il momentaneo 1-0.
Embed from Getty Images

Passano 3 minuti e Luke Shaw è ancora protagonista, perde l’uno contro uno con Carvajal che avanza e serve Rodrigo, palla a Saul che non perdona Pickford, 1-1.
Embed from Getty Images

Dopo il botta e risposta l’Inghilterra perde subito tutti i buoni propositi espressi da Southgate nel prepartita, Spagna che imposta a 3 con Sergi che scende tra Nacho e Ramos dando superiorità numerica rispetto ai due attaccanti inglesi, palla che esce sempre troppo facilmente per Thiago o per uno dei due esterni, i 3 centrocampisti inglesi sono costretti a correre all’indietro ed a scivolare sulle marcature con i quinti che de facto agiscono da difensori aggiunti, la Spagna pianta la bandierina sul pallone e detta i tempi dell’incontro.
Luis Enrique porta avanti progetto di Lopetegui di un 4-3-3 molto fluido, squadra spagnola che gioca molto in ampiezza, con i giocatori esterni che cercano di mantenere largo il perimetro, in mezzo al campo restano solo le mezzali Thiago, Saul e Isco che si accentra, sono loro che da interni hanno il compito di dettare i tempi per tentare di innescare il moto perpetuo sull’esterno.
In non possesso i 3 attaccanti spagnoli vanno sui 3 difensori inglesi, con Thiago su Alli, l’unico scarico possibile è per Henderson, che però dalla sua non ha abbastanza qualità per far uscire con i tempi giusti la manovra inglese, favorendo il recupero palla delle Furie Rosse.
Spagna che al 31esimo minuto, complice una dormita della difesa inglese, trova la rete del definitivo 1-2 con Rodrigo sugli sviluppi di un calcio piazzato laterale studiato molto bene.

Embed from Getty Images

La deviazione del naturalizzato spagnolo è chirurgica e per l’Inghilterra inizia un lungo oblio di intenzioni, che poteva essere interrotto dall’incornata ravvicinata di Rashford al 34esimo, sventata da uno strepitoso intervento di De Gea, che in parte si riscatta dopo le recenti incertezze in terra Russa.
Embed from Getty Images

Secondo Tempo
Nonostante lo svantaggio casalingo e complice l’infortunio a Shaw, non c’è traccia di reazione Inglese.
I padroni di casa non alzano mai il ritmo e non cercano il pressing nemmeno nel secondo tempo, subiscono passivamente il palleggio spagnolo che cerca la superiorità, ma senza trovare la velocità e l’efficacia che avevano contraddistinto gli ultimi cicli delle Furie Rosse.
Rose per l’infortunato Shaw e Dier per Henderson sono i cambi di Southgate che decide di non cambiare nulla, opponendo un possesso sterile per vie orizzontali che spesso sfocia in retropassaggi prima di tentare il pallone lungo preda delle chiusure di Ramos e Nacho.
Al minuto 80 è ancora Kane in posizione di trequartista a cercare Rashford in profondità, ma l’attaccante del Manchester chiude gli occhi e spara addosso a De Gea la palla del pareggio.
Ancora il portiere spagnolo protagonista allo scadere, quando rischia di macchiare una partita sino a quel momento perfetta lasciandosi sfuggire un pallone in un contrasto con il subentrato Welbeck, che lesto a recuperare palla insacca in rete, fortunatamente per lui l’arbitro giudica irregolare il contrasto ed annulla.
Embed from Getty Images

Conclusioni

1. L’ortodossia di Southgate
Dopo essergli costata la semifinale Mondiale, Southgate insiste con il suo impianto rigido nonostante per lunghi tratti della partita sia stato chiaro come questo comportasse giocare in inferiorità numerica nelle zone nevralgiche del campo.
Schiacciati dalla fluidità spagnola i centrocampisti inglesi hanno sopportato una partita di sacrificio senza essere mai stati messi nelle condizioni di poter incidere sull’andamento del match.
Con le mezzali così sacrificate ne ha risentito tutta la nazionale Inglese che pur denotando l’ormai comprovata voglia di provare mantenere il possesso palla (45%), raramente è riuscita a farlo con velocità ed efficacia innescando le punte.
Inghilterra resasi pericolosa solo quando è riuscita ad allargare il gioco sui quinti, o a sfruttarne i movimenti per allargare le maglie della difesa spagnola.
Embed from Getty Images
A Southgate va dato il merito di aver rilanciato la nazionale Inglese, ma ora deve dimostrare che i risultati del Mondiale non sono frutto di un sorteggio benevolo, per farlo deve trovare i giusti accorgimenti alla sua ortodossia che alla lunga sta diventando un problema.

2. Il Fantasma di Wembley
Embed from Getty Images
Prigioniero della sua stessa scarpa d’oro, Harry Kane lotta senza nemmeno troppa determinazione in uno spartito in cui troppo spesso si trova a fare da raccordo tra il centrocampo ed il suo partner d’attacco.
Quando il possesso Inglese si inaridisce è infatti lui ad uscire a centrocampo provando ad allargare il gioco sulle fasce, come l’apertura per Luke Shaw in occasione della rete dell’1-0, o cercando di portare fuori posizione la difesa spagnola per i tagli in profondità di Rashford.
Nonostante il gol del vantaggio e l’occasione del possibile 2-2 nascano da sue giocate, l’impressione è che Kane non possa giocare così lontano dalla porta.

3. La Spagna di Luis Enrique
La sensazione apparente è molto buona, ma la sostanza dopo questi 90 minuti esprime delle perplessità offensive.
Molto buon gioco, enorme qualità, ma la versione delle Furie Rosse con Aspas prima e Rodrigo poi attaccanti centrali, sembra mancare di concretezza e velocità nel terzo finale.
Da rivedere anche l’atteggiamento della difesa, che ha patito qualche pallone centrale di troppo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...